Concept car:

Mini Coupé Concept


Avatar Redazionale , il 26/08/09

12 anni fa - La Minifamiglia si allarga e per festeggiare i 50 anni si concede la variante sbarazzina. Il concept in mostra a Francoforte declina il concetto Go Kart Feeling con due soli posti, un tetto tagliato in alluminio come le vere sportive e un look che sembra

La Minifamiglia si allarga e per festeggiare i 50 anni si concede la variante sbarazzina. Il concept in mostra a Francoforte declina il concetto Go Kart Feeling con due soli posti, un tetto tagliato in alluminio come le vere sportive e un look che sembra urlare "a me gli occhi". In arrivo anche la Roadster...

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DUE POSTI SECCHI La famiglia si allarga e i posti si restringono. Da Mini per festeggiare i cinquant'anni esatti dalla presentazione della nonnina arriva il concept che non ti aspetti, oltre alla Roadster e alla variante Suv, la Crossman, a Francoforte si festeggerà anche il Coupé. Per ora un concept ma come si vede dalle immagini sembra pronto per la produzione. La ricetta rispetta le classiche linee guida Mini con una differenza di fondo: qui il tetto non lievita, anzi si abbassa e si alleggerisce fino a creare un'interpretazione svelta, quasi fumettistica, della riedizione della creatura di Issigonis. Una variante esagerata per indomiti sportivi ed esibizionisti: prima di avventurarci nei dettagli sembra evidente la voglia di apparire della nuova nata.

ESAGONI E TONDI A partire dal muso, dove ci sono gli occhioni tondi e il classico esagono Mini, quello della mascherona a mo' di bocca che caratterizza la postura frontale allargando la percezione visiva. Tutto bene, tutto come conosciuto e tutto tranquillo, se non fosse che a involgarire l'insieme, in senso buono o cattivo dipende dai gusti, ci sono molti particolari, vedi fendinebbia, prese d'aria a nido d'ape, bocca di aspirazione sul cofano, strisce sul cofano e trasparenti dei fari scuriti. La parte anteriore per stessa ammissione della Casa arriva diretta dalla Mini Cabrio.

RASTREMATA Ma i dubbi che potrebbero cogliere guardando solo il muso vengono subito fugati dalla vista d'insieme. Il parabrezza assume un'inclinazione maggiore e viene rastremato verso l'alto, dove si raccorda con un coperchio grigio... che prende le sembianze del tetto. L'effetto scenico lascia interdetti sulle prime ma, volendo approfondire, si scopre che oltre a movimentare l'andamento stilistico il tetto ha una sua brava ragione tecnica coerente con la destinazione d'uso. Il materiale utilizzato è l'alluminio e quindi assicura alleggerimento delle masse e puro pedigree di razza sportiva. Trattandosi pur sempre di creature provenienti da Monaco di Baviera, impossibile non pensare alla M3 CSL.

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ANDAMENTO SVELTO Proseguendo nel viaggio visivo la fiancata presenta le tipiche frecce della Cooper S, le classiche portiere Mini, bombate e che si accompagnano alle minigonne verso l'asfalto, mentre a partire dal montante centrale inizia la rivoluzione. I finestrini di guidatore e passeggero assumono un andamento stondato sconosciuto alle classiche Mini, siano Cooper o Clubman, e tra virgola leziosa disegnata dal tetto sul montante posteriore e vetrata scura continua, l'effetto è quantomeno sorprendente. Anche la vista posteriore potrebbe dividere i giudizi tra concessioni aerodinamiche impermoderne, come lo spoiler perfettamente raccordato al tetto che degrada sul lunotto inclinato, e il baulettino che sporge ribaltando una delle classiche regole Mini di semplicità. Ma che pure sembra fascinoso e rimanda ad auto e mode del passato.

TAMARRO STYLISH? Anche al posteriore si nota un'eccessiva presenza di ammennicoli e ricercatezza, vedi prese d'aria, doppio scarico, strisce adesive, cromature e compagnia. Classici invece i codolini in plastica nera che allargano i passaruota, come le sportive di una volta, che ospitano cerchi bicolore e che giocano al tono su tono con la cromia della carrozzeria. Un insieme a tratti tamarro e a tratti molto stiloso e ammiccante alla tradizione e alla contaminazione con le regole della buona sportiva. Tanto che, forse, l'ossimoro tamarro-stylish parrebbe azzeccato.

POSIZIONAMENTO La Mini Coupé comunque riesce a trasmettere nelle proporzioni dei volumi una decisa impronta sportiva, che la differenzia notevolmente dalle sorelline. Basta guardarla con attenzione per scoprire che dietro l'aria famigliare e conosciuta, dovuta ai tanti elementi-icona ormai riconoscibili al primo colpo, come i fanali posteriori ad esempio, si tratta di un vero e proprio modello a parte. Una strategia giusta per un posizionamento marcato e riconoscibile all'interno della gamma Mini che si avvia a diventare più corposa di quella di alcuni costruttori generalisti.

MULTIGUSTO In Casa BMW non si sono limitati a riesumare un marchio e a fare la replica di un modello vincente ma, come annunciato a più riprese nel tempo, stanno dando vita ad una Casa automobilistica a sé stante. Tutto con un patrimonio genetico e filosofico comune. Nel volgere di pochi mesi Mini arriverà ad offrire oltre alla classica due volumi, alla Clubman e alla Cabrio anche il Suv Crossman, la Coupé che vedete e la relativa variante scoperta, la Roadster. Con ampiezza di scelta anche per i propulsori, già oggi disponibili sia a benzina che diesel, turbo o aspirati e pure "elettrici", e con tutti gli accorgimenti di scuola ecologica, vedi sistema Start&stop per spegnere il motore al semaforo e limitare le emissioni. Senza contare optional e personalizzazioni figlie del marketing che tanto hanno contribuito al successo della Mini.

MINIPOSTI La Coupé sarà un due posti secchi, senza nemmeno un piccolo strapuntino per ospiti di fortuna (tanto le teste poi dove potranno stare con quel tetto rastremato?) ma potrà contare su un buon bagagliaio. Considerando le dimensioni, 3,71 metri in lunghezza, 1,68 in larghezza e un'altezza massima che arriva a 1,35, 250 litri non sono certo pochi. E il portellone che si apre fino allo spoiler sul tetto parrebbe promettere buona accessibilità alle mercanzie.

CAVALLI MAXI Sul concept in passerella a Francoforte non si può parlare neppure di minicavalleria. La Coupé nasconde sotto il cofano lo stesso 1,6 litri Turbo TwinScroll della John Cooper Works: 211 cavalli e 260 Nm di coppia (280 in overboost) pronti sotto l'acceleratore. Lecito aspettarsi diverse varianti - diesel compreso - una volta arrivata alla produzione, si parla del 2011, con prezzi presumibilmente in crescita rispetto alle quotazioni dell'equivalente modello "classico". La mossa di casa BMW sembra avere il suo perché: in tempi di crisi e downsizing la nicchia delle sportive ipervitaminizzate a prezzi possibili, quella occupata un tempo da gingilli chiusi o scoperti come la Toyota Celica, la MR2, la Mazda MX5 o per certi versi la Opel Tigra prima maniera, sembra pronta per essere ricoperta. Da Peugeot RCZ e Mini Coupé/Roadster ad esempio.


Pubblicato da Luca Pezzoni, 26/08/2009
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