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Volkswagen Beetle 2012: tutti i perché della svolta stilistica in 60 nuove immagini


Avatar Redazionale , il 21/04/11

10 anni fa - La replica del Maggiolino non cambia solo nel design, ecco cosa si nasconde dietro una linea normalizzata

La replica del Maggiolino non cambia solo nel design. Ecco cosa si nasconde dietro una linea normalizzata e un look&feel più muscolare e sportivo. Guardala in tutti i colori possibili.

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EVOLUZIONISMO Auto giocosa, auto giocattolo o auto vera e un filo noiosa da guidare? Il filone delle auto replica è stato inaugurato proprio dal New Beetle, presentato a metà degli Anni 90 come Concept 1 e arrivato sul mercato nel 1998. Tre semicerchi, con quello in mezzo più grande e base tecnica della Golf IV. Spirito forse troppo effemminato e molto amato dalle donne o dai maschietti sensibili, sembrava non mancare nulla al New Beetle, tantomeno per diventare un’auto icona e raccogliere copiosi ordini dai concessionari. Ma non è andata come speravano a Wolfsburg. Ora Volkswagen ci riprova e con un notevole sforzo di riposizionamento sia in termini di contenuti meccanici, estetici e di marketing. In attesa dei prezzi ufficiali, il nuovo Beetle arriverà in autunno e sarà sempre prodotto negli stabilimenti messicani del Gruppo. Ecco alcuni spunti di discussione.

CHI HA SBAGLIATO? Eppure con la vecchia generazione, salvo l’entusiasmo iniziale, qualcosa non ha funzionato. E’ un dato di fatto, anche per chi lo ha ammirato e acquistato (chi scrive ne possiede un esemplare da 10 anni) e apprezzato anche per la poca diffusione. Forse il prezzo elevato? Forse i posti dietro scomodi e il bagagliaio limitato (ma allora la Mini)? Più probabilmente un limite vero sono stati i propulsori con pochi cavalli, salvo l’assetato 1,8 litri turbo a benzina. O ancora un feeling di guida rilassato, a suo modo piacevole ma lontanissimo dai pruriti sportivi.

POCO PERSONALE Altra cosa che il New Beetle non ha mai offerto sono i pacchetti di personalizzazione estetica e dell’abitacolo di tono giovanilistico, punti di forza di altre repliche. Mentre è da rispedire al mittente la facile critica sulla differente impostazione meccanica rispetto alla nonnina tutto dietro. Forse che la Fiat 500 non ha fatto la stessa giravolta? Prima di indagare ancora sulle ragioni del passato e provare a indovinare il futuro ripassiamo la novità appena presentata a Shangai.

NUOVO BEETLE A vederlo da fuori non ci sono dubbi. E’ sempre lui, il Beetle moderno. Ma solo al primo sguardo. Le differenze rispetto al modello uscente sono molte. Intanto sottopelle non c’è più la base tecnica della Golf IV ma quella dell’attuale generazione. Ben venga, come l’introduzione di propulsori contemporanei diesel e benzina e la giusta mandria di cavalli. Disponibile anche il cambio automatico DSG, sintomo di un cambiamento di spirito e di target, ostentato anche esteticamente. Largo, acquattato sulle ruotone e con il tetto schiacciato memore del prototipo Ragster, il Beetle che replica se stesso sembra aver dimenticato la sua sessualità poco definita. Ora è di certo molto maschio e dovrebbe regalare certezze anche a chi non vuole cadere nel dubbio neppure per un secondo. Unica concessione alla leziosità sono i led che adornano gli occhi tondi.

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INDIZI E PROVE Lo diciamo scherzando, ma dietro questi cambiamenti ci sono motivazioni vere frutto delle attente analisi di marketing di casa Volkswagen. Ad esempio il look dinamico con cofano più lungo, parabrezza verticale e tetto allungato serve ad avere una plancia meno sviluppata in profondità e più spazio per le teste di chi siede dietro. Nuovo anche il cruscotto soprattutto per concezione. In parte riprende i temi del passato remoto ma, rispetto a quella del New Beetle, offre tre strumenti in stile motociclistico con il tachimetro al centro e contagiri e livello carburante ai lati. Tutto diverso rispetto al piccolo cupolotto con tachimetro e contagiri microscopico. Tutto forse meno giocoso ma più razionale, giudicate voi, ma evidentemente, sono dettagli che possono fare la differenza al momento dell’acquisto.

SENZA SCONTI TECNOLOGICI Come del resto non è una banalità la compatibilità con i sistemi di infotainment e navigazione di Golf e Passat, con l’aggiunta dell’HI-FI Made in Fender come optional. Con questa mossa mamma Volks va a colmare una lacuna del New Beetle che, al massimo, prevedeva radio a cassette con eventuale caricatore o lettore cd, bella forse da guardare ma meno da ascoltare. Per non parlare di comandi al volante assenti, navigatori GPS ufficiali non previsti e compatibilità con lettori MP3, neppure a parlarne. Il target giovane non fa sconti alla voce tecnologia e, in questo senso, la nuova generazione si adegua giocoforza ai tempi. Poco importa che la New Beetle fosse una delle poche auto a offrire nel lontano 1998 l’ESP di serie, cosa che all’epoca neppure la Golf…

TRE BEETLE L’andamento meno curvo del tetto ha poi reso possibile l’introduzione di un tetto apribile in vetro degno dei tempi moderni, con una superficie quasi doppia rispetto a quello in stile Anni 80 del modello uscente. In attesa della cabrio, o anche in alternativa, potrebbe trovare molti clienti nella lista degli optional. Altra differenza estetica e filosofica sono i tubi di scarico: ben presenti sulla nonnina e completamente occultati nel New Beetle (anche se esistevano kit after market di dubbio gusto per rimediare) ora tornano alla luce, come vuole il gusto estetico dominante. Uno per parte e con i terminali cromati, aggiungono anche loro testosterone. Come non appare casuale la presenza di tre allestimenti, uno d’accesso, uno ricercato e uno di tono sportivo comprensivo di cerchi da 19 pollici e spoilerino (bruttino). Mentre prima la scelta era unica, salvo rarissime serie speciali. E qui si arriva dritti al marketing.

MTV Forse al vecchio Beetle è mancata anche un’adeguata strategia di promozione e una vicinanza all’immaginario dei possibili clienti. Nato a cavallo della rivoluzione Internet, quando chat, smartphone e social network erano ancora lontani o poco diffusi, non è mai stata un auto per ragazzini o supergiovanilistica. Ora a curare il marketing teutonico c’è un uomo di nome Luca De Meo dalla mentalità latina e che, con il lancio di prodotti in Renault, Toyota, Fiat, Lancia e Alfa Romeo, qualche esperienza significativa l’ha maturata. L’impegno messo dalla Casa madre con la diretta della presentazione da Shangai che abbiamo visto via web, gli spot teasing al Superbowl appena passato, lo stesso sito e la partnership con MTV e il megaconcerto dei Black Eyead Peas sono chiari segni del new deal.

RAGAZZO IMMAGINE Un Beetle per il ventunesimo secolo, più cattivo e, in un certo senso, vicino per spirito e target ai possibili clienti di altre coupé, come le versioni meno spinte di TT e Scirocco ad esempio. Tanto che sarebbe interessante anche averne una versione GTI e perché no, a quattro ruote motrici. Più difficile capire se il Beetle rinnovato diventerà una cult-car o anche solo un’auto diffusa nei parcheggi giusti. Quelli da ragazzo o ragazza immagine. Di certo il prodotto pare oggi più maturo e meglio posizionato e si promette più in linea con il piacere della guida. Ma non è detto che basti per un successo di lungo periodo.

COSE CHE Ci sono cose che può solo l’effetto moda, e altre che forse basta un niente per non afferrare. Ad esempio il prezzo. In pochi ci hanno pensato ma due auto simili per spirito, se non per contenuti, come la Fiat 500 e la Mini, costavano meno o molto meno del New Beetle. Con dimensioni inferiori e propulsori poco impegnativi, ideali a farne una seconda auto. Ma la sensazione è che auto giocattolo o auto giocose che dir si voglia si acquistano se ti “prendono”, facendoti dimenticare limiti e costi per un attimo di puro edonismo automotive. E i pochi proprietari del New Beetle uscente e quelli forse più numerosi del Beetle 2012, in ogni caso, continueranno a lampeggiarsi dagli occhioni tondi. Ora anche con le sopracciglia al led.


Pubblicato da Luca Pezzoni, 21/04/2011
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