Prova

Renault Laguna 4control


Avatar di Mario Cornicchia , il 01/07/10

11 anni fa - Sterza con tutte e quattro le ruote e si muove agile come la sua stazza non lascerebbe immaginare. In tutte le situazioni: città, misto ed emergenza.

La Renault Laguna 4control sterza con tutte e quattro le ruote e si muove agile come la sua stazza non lascerebbe immaginare. In tutte le situazioni: città, misto ed emergenza.

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 SMART DRIVER E poi dicono che gli italiani comprano soltanto lo stereo, i cerchi fighetti e gli interni in pelle. Quando ho saputo da Renault che l'80% delle Renault Laguna è equipaggiato con il sistema 4control mi sono stupito. Un optional da mille euro, un optional razionale che magari non è facile apprezzare nelle sue funzionalità come una trazione integrale o un cambio automatico. Mille euro non sono pochi ma i benefici del sistema 4control si ripagano a ogni chilometro. 4control è il sistema a quattro ruote sterzanti disponibile per ora soltanto su Laguna, evoluzione leggera e veloce grazie all'elettronica dei sistemi proposti negli anni 80, per esempio, da Honda Prelude e Mitsubishi GTO.

CHIUDE IL CERCHIO Alla base c'è uno schema di sospensioni posteriori a ruote interconnesse, come per la Laguna con le sole ruote anteriori sterzanti, con la variante dei braccetti di sterzo comandati da un attuatore per muovere le ruote di 3,5 gradi per parte. Girano dalla stessa parte delle anteriori fino a 60 km/h, per diminuire il raggio di sterzata da 12,5 metri a 10,8 metri (come una Clio, tanto per rimanere in famiglia). E girano in controfase oltre i 60 km/h per favorire con l'andatura da granchio la chiusura della coda in curva.

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RITARATA Per adattarsi alla nuova dinamica in curva lo sterzo è meno demoltiplicato e più diretto (da 16:1 a 12:1), l'ESP ha una taratura differente e anche i dischi freno anteriori sono stati maggiorati per adeguarsi a prestazioni più elevate. Perché in effetti con la Laguna 4control si va veloci e niente di meglio che metterla alla prova in pista, terreno non ideale per circa quindici quintali di station wagon lunga 480 centimetri, con un motore a gasolio da 150 cavalli e una spiccata vocazione più famigliare che pistaiola.

SLALOM SPECIALE La prova inizia con alcuni esercizi di sicurezza tra i birilli, con una frenata da panico dopo uno scarto e una frenata con le due ruote destre su cemento bagnato e le due sinistre su asfalto asciutto. La Laguna, Sportour (ma provo anche la Coupé) si comporta sempre bene, le prove però vengono effettuate a velocità (40/60 km/h) pur cittadine ma lontane dal metterla in crisi. Interessante la prova di slalom, uno slalom stretto per un'auto lunga ma le ruote posteriori visibilmente sterzanti aiutano parecchio a passare tra i birilli e la Laguna passa veloce e agile dove un'auto della sua stazza costringerebbe a smanovrare parecchio.

AL CORDOLO Ma la prova più interessante è una vera prova di velocità sul circuito. E il circuito è quello di Monza, famoso per essere un circuito veloce e per questo impegnativo. La prima sorpresa è la nuova variante in fondo al rettilineo dei box che, dopo le ultimi ritocchi, è diventata una bestia nera per il suo ingresso a gancio e la sua uscita dopo un gomito appuntito come quello di Popeye. Al primo giro l'affronto in seconda, conoscendo quanto sia impegnativa l'uscita e quanto sia necessario sacrificare l'ingresso. Macché, la terza su questa variante calza a pennello e, mentre con altre auto, si dosa il gas in uscita per dosare il sottosterzo fino a sfiorare il cordolo di uscita, con una guida troppo prudente si esce lontani dal cordolo. E in tutta questa manovra la Laguna si infila in curva senza quasi far stridere le gomme. Anche la variante della Roggia passa in scioltezza, sfiorando i cordoli ma in accelerazione piena dopo l'ingresso a uncino. E poi via verso la doppia di Lesmo e fino alla Ascari, che scivola via senza troppo impegno.

1000 BEN SPESI Sarebbe stato interessante mettere alla prova due Laguna, con e senza 4control, per sentire la differenza. Ma anche con una prova parziale l'efficacia del sistema è sensibile e, nella guida comune si traduce in una guida più facile, più agile in città e più veloce nel misto. Anche più sicura, con la capacità di scartare in una manovra di emergenza decisamente in maniera più rapida e precisa, grazie allo sterzo più diretto alla reattività del telaio. E poi, limitando lo strisciamento inevitabile degli pneumatici in curva, specie nelle curve strette cittadine, si consumano meno anche le gomme. E la sensazione che sulle ruote ci siano meno tensioni e squilibri è piuttosto evidente. Mille euro non sono pochi, ma sono meno dei 1500 necessari per i sedili in pelle regolabili e riscaldabili e dei 1200 euro necessari per il tetto in cristallo panoramico. Meglio il 4control.


Pubblicato da M.A. Corniche, 01/07/2010
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