Prova

Mercedes CLS 2011


Avatar di Mario Cornicchia , il 07/10/10

11 anni fa -

La berli-coupé Mercedes CLS diventa ancora più sportiva, muscolosa, ma anche più raffinata. Arriverà in gennaio.

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COM'E' Il concetto di berli-coupé era un concetto nuovo nel 2003, quando sotto la grande stella tripuntuta dello stand Mercedes del Salone di Francoforte è comparsa la CLS. Una mossa d'attacco per una Casa supertradizionale con clienti supertradizionali e decisamente poco inclini all'attività ginnico-motoristica. La prima mossa per uscire dagli schemi della solita Mercedes con il volantone da guidare con il cappello, cappello da anziano o da autista che fosse. Un'auto di tendenza, seguita da poche altre, che ora segue una tendenza stilistica, quella dello snellimento e del muscolo guizzante.

MENO CICCIA Al Salone di Parigi 2010 altre taglie forti si sono affidate allo stesso personal trainer per sfilarsi un po' le curve, come Bentley Continental C e BMW Serie 6. Con la Mercedes CLS tre auto con pochi punti di contatto, berlinona sportiva l'una, sportiva ipertrofica l'altra e sportiva vera l'ultima, ma tutte con il comune obiettivo stilistico di snellire le curve con superfici più piane e con pieghe nervose. Uno stile più asciutto, più magro, con meno ciccette sui muscoli che ora tornano in superficie.

A MUSO DURO Se sportiva la Mercedes CLS lo era soprattutto nella linea filante, ora lo diventa anche nei dettagli. La calandra si allarga e si appoggia sui fari come la coupettona CL, la migliore calandra dell'ultima produzione Mercedes, o la SLS, segnando il nuovo tratto stilistico delle Mercedes prossime venture. La calandra più bassa e più pronunciata allunga anche il frontale e così il cofano, ora piatto e liscio come un altopiano, più sportivo che altri cofani tutte piegoline.

PRIMA ASSOLUTA I fari, poi, hanno una intensità particolare, non di sguardo ma di luce, con l'opzione full LED, quindi con lampade LED anche per anabbaglianti e abbaglianti. Una prima mondiale con 71 LED a governare tutte le funzioni, dall'assistenza in curva fino all'infrarosso per la guida in notturna con il Night Vision. Gli abbaglianti sono adattivi, con la capacità di adattare il fascio luminoso per evitare di abbagliare chi ci viene incontro. Promettono 10.000 ore di funzionamento, cinque volte in più rispetto a una lampada Xeno, ovvero la durata dell'auto.

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MARTINI CON OLIVA Il fianco, prima levigato come un osso di seppia, ora ha segni evidenti, con due pieghe diritte e marcate sulle portiere che si chiudono sulla piega che segue il profilo del parafango, con un bel effetto muscolo. In coda, le luci compatte e ben tagliate della prima CLS lasciano ora il posto ha luci a oliva slanciate verso i parafanghi. La coda è sportiva ma anche decisamente elegante.

MANO SANTOS Un cambio di carattere evidente, ma che conserva perfettamente i tratti inconfondibili della Mercedes CLS. Il lavoro di stile continua all'interno, con un abitacolo moderno e avvolgente. La plancia ha uno stile originale, con una piacevole fascia rivestita in pelle alta e squadrata, quasi aeronautica. Fa da cornice a una grande fascia per cui si può scegliere il materiale, da esotici legni colorati al carbonio AMG, dal piano black a calde radiche. La consolle centrale punta sul colore argento e al centro monta un orologio analogico che ricorda il Santos di Cartier, vitine escluse. Un tocco poco sportivo, come il fondo grigio degli strumenti.

PIU' PRATICA Nei suoi quasi cinque metri di berlinona la CLS seconda generazione aumenta lo spazio a bordo, più larga all'altezza delle spalle di 230 millimetri ai posti anteriori e di 300 millimetri per quelli posteriori. Il bagagliaio, con un buon accesso malgrado la forma affusolata grazie al portello grande contiene fino a 520 litri di bagagli e aggiunge ora la funzionalità dei sedili posteriori ripiegabili per levare d'imbarazzo quando si devono trasportare colli fuori misura.

BLUEFFICIENTI La gamma motori prevede una famiglia BlueEfficiency di quattro elementi. Due a gasolio e due a iniezione diretta di benzina BlueDirect. Lo junior di famiglia a gasolio ha quattro cilindri ed equipaggia la CLS 250 CDI e nelle prestazioni non è poi così junior, con 204 cavalli, 500Nm tra 1600 e 1800 giri. Il fratello maggiore V6 350 CDI eroga 265 cavali con 620Nm tra 1600 e 2400 giri. La scelta a benzina passa per il V6 della CLS 350, con 306 cavalli e 370Nm tra 3500 e 5250 giri e il V8 della CLS 500, con 408 cavalli e 600Nm tra 1800 e 3500 giri. La loro BlueEfficienza si vede dai consumi, inferiori fino al 25% rispetto alle prima CLS, con valori nel ciclo l/100km combinato tutti a una cifra, a partire dai 5,1 litri della CLS 250 CDI.

TUTTA NUOVA Malgrado la linea dei vetri identica a quella della prima serie lasci pensare a un restyling profondo, la nuova CLS è una CLS tutta nuova, basata sulla piattaforma della nuova Classe E. Il telaio ha ora sospensioni posteriori multilink e gran parte della pelle si alleggerisce grazie all'alluminio. Le quattro porte in alluminio fanno risparmiare 24 chilogrammi di peso rispetto a porte in acciaio e la dieta continua con parafanghi anteriori, cofano, bagagliaio e altre parti del telaio e delle sospensioni. Per confermare la vocazione sportiva che i suoi muscoli lasciano intendere, la CLS 2011 ha un volante di diametro normale, decisamente più piccolo di quello della Classe E, e un nuovo servosterzo elettroidraulico più diretto.

PIATTO RICCO Lancio e consegne partono a gennaio ma la CLS è in vendita già da ora, soltanto per i modelli V6. I prezzi sono fissati in 69.960 euro per la CLS 350 CDI e 74.928 euro per la CLS 350, con una dotazione piuttosto ricca che, oltre alle normali dotazioni di una superberlina, aggiunge i fari full LED, 9 airbag, 12 sistemi elettronici di assistenza alla guida e cerchi in lega da 19 pollici.

COME VA L'osso di seppia si è trasformato in un Mazinga ma la trasformazione è venuta bene. Da un look sportivo segnato soltanto dalla silhouette bassa e affusolata la Mercedes CLS è passata a un piglio sportivo deciso e marcato. La sua propensione ad accontentare anche piloti più giovani della media tripuntuta e anche piedi più sportivi si percepisce appena ci si siede al volante.

SOTTO L'ARCO Al posto di guida ci si infila, con la forma ad arco dei vetri che costringe a una piccola contorsione, anche a chi siede dietro. Una volta seduti la differenza con una Mercedes Classe E è più che evidente. Il sedile scende bene verso il pavimento e si riesce a ottenere una seduta distesa, allungata, da vera coupé a quattro porte, come Mercedes considera la sua CLS. E il volante è del giusto diametro, piccolo ma non troppo, con una bella corona robusta che si impugna bene. L'abitacolo è avvolgente, la bella plancia aeronautica è importante e soltanto qualche dettaglio un po' kitsch rovina l'atmosfera. In manovra la CLS è agilissima con un diametro di sterzata da media berlina (11,27 metri) e il servosterzo che provvede rapidamente alla sterzata completa. In manovra però è necessario abituarsi agli ingombri della CLS, non facili da intuire al volo, per la posizione in trincea dei sedili, con la linea di cintura alta caratteristica della CLS e la forma non regolare della carrozzeria.

UN TIPO DIRETTO Alla guida la Mercedes CLS mi stupisce piacevolmente da subito. È una Mercedes fuori dagli schemi. Riesco a provare per la prima prova in anteprima la CLS 350 a benzina. È un motore dal rombo sornione, dalla risposta pronta e dalla spiccata agilità. Molto generoso ai bassi regimi, meno muscoloso quando si tirano le marce. Lo sterzo poi non ha nulla a che fare con quello di una Classe E. È diretto, il servosterzo ha sempre il giusto peso ed è preciso e sensibile nel far capire dove e come si stanno mettendo le ruote. Un bel passo avanti.

SULLA SOGLIA Anche l'assetto della Mercedes CLS è un assetto fuori dai soliti schemi tuttocomfort della Stella a tre punte. La CLS si muove bene tra curve e controcurve con un rollio praticamente inesistente e quindi con la capacità di rimanere sempre bella piatta e disponibile a cambiare fianco per l'appoggio senza scompensi. In questi casi i sedili Multicontour a conformazione variabile sono un toccasana, con la guancia a lato del torace esterna alla curva che si gonfia per trattenere il busto. Si viaggia veloci e anche con piacere ma è meglio non superare certi limiti e prestare attenzione quando la strada diventa più scivolosa, situazioni in cui la CLS mostra qualche scompenso e perde un po' di equilibrio. In queste condizioni anche i freni mostrano un po' la corda, con la frenata che, quando si spinge a fondo sul pedale, si allunga. Anche in velocità la CLS si comporta bene ma tende a farsi sentire più leggera e a far perdere la confidenza che ci ha dato fino a poco prima.

COMFORT SPORTIVO In effetti è una berlina sportiva nell'aspetto e nelle prestazioni ma rimane sempre una Mercedes e quindi con attenzione al comfort. L'assetto è sempre pronto a rendere le strade più lisce di quanto siano in realtà e anche l'insonorizzazione è molto curata, per viaggi in chiacchiera senza aumentare il tono di voce. Il cambio automatico a sette marce 7GTRONIC regge bene il gioco sportivo, sia lasciato decidere in autonomia sia comandato con le palette sul volante, ma è un ottimo amico nella guida soft, con partenze dolci e cambi soft. Il climatizzatore automatico Comfortmatic offre poi una piacevole scelta di diffusione dell'aria tra Diffuse, Focus e Medium, più ampia e senza correnti la prima, più focalizzata sulle bocchette centrali la seconda e per gli indecisi la terza.


Pubblicato da M. A. Corniche, 07/10/2010
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