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Opel Astra Sports Tourer


Avatar di Mario Cornicchia , il 02/11/10

10 anni fa - Stile personale, spazio, praticità, moderni motori a benzina e buona qualità per l'Astra Sports Tourer

Continua l'operazione immagine con la Opel Astra Sports Tourer: stile personale, spazio, praticità, moderni motori a benzina e buona qualità, malgrado qualche plastica croccante.

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COM'E' Dopo la nuova Astra la Opel Astra Sports Tourer è un altro vero passo in avanti nello stile e nell'immagine di Opel che, modello dopo modello, versione dopo versione, sta rinnovando tutta la famiglia facendo dimenticare l'idea utilitaristica della station wagon Opel, da cappelluccio fatto con la Gazzetta sulla plancia e bidoni di vernice nel bagagliaio. Un lavoro costante che prosegue da anni ma il vero salto di qualità è l'ultima generazione delle auto con il marchio sagittato e il primo passo importante è stata la Opel Insignia Sports Tourer, una delle odierne wagon più stilisticamente più riuscite.

Z DI ZORRO Il nuovo corso dello stile Opel arriva ora anche a vestire una delle best seller Sagittata con la Sports Tourer. Il nome la dice lunga, station wagon dalle forme sportive e adatta al viaggio. Le forme riprendono quelle della Astra berlina fino al montante centrale, con il muso puntuto e le forme morbide e pulite e i caratteristici fari sagomati. Il fianco prosegue con un tocco di Insignia, con la caratteristica lama che segna la fiancata ma sulla Sports Tourer è rivolta all'indietro evidenziando il parafango posteriore invece dell'anteriore come sulla Insignia. Ormai una firma carateristica come la Z di Zorro.

SPORTS ILLUSTRATED Il tre quarti posteriore della Tourer è piuttosto atletico, con la linea dei vetri che si stringe progressivamente fino a formare una punta, dando l'idea di auto sportiva. Anche il lunotto, abbastanza inclinato, abbraccia la coda rendendola meno wagon e più Tourer, effetto sottolineato dallo spoiler ben integrato. Le luci riprendono lo stile di quelle della versione berlina, più sagomate verso il basso come i fari. Ma guardando bene la coda, la sagoma non è quella di una sport wagon ma quella di una vera wagon ben snellita, alta e squadrata per non sacrificare la capacità di caricare bagagli.

FINTA MAGRA Ben snellite dallo stile ginnico sono anche le dimensioni della Astra che, metro alla mano, sono da wagon grande più che da media, con 470 centimetri in lunghezza per 181 in larghezza. La capacità di carico è importante, con 500 litri nascosti sotto la cappelliera fino a 1550 litri ottenuti sacrificando i posti posteriori. Il vano di carico è ampio e più che regolare, squadrato come il cubo Apple newyorkese su 5th Avenue, con un piano di carico largo quanto il portellone e lungo fino a 183 centimetri (28 in più rispetto alla Astra wagon uscente) a filo con la soglia che, grazie al paraurti scavato, è bassa per evitare il colpo della strega nelle operazioni di carico e scarico. Ai lati, piccoli vani con reti elastiche e i comodissimi, ma spesso ignorati da altre auto, gancetti per appendere le borse della spesa.

SI FA IN TRE A corredo, il bagagliaio della Astra ha una serie di soluzioni intelligenti più o meno nuove. Il sistema Easy Access Cover, per esempio, con la tendina copribagagli che si sgancia al tocco scorrendo verso l'alto (come Bmw Serie 3 Touring e Audi A4 Avant) e, una volta arrotolata completamente, può trovare posto nel grande gavone nascosto dal piano di carico. Per accedere al gavone, il piano di carico si fa in tre e non è necessario sollevarlo interamente, aprendo un primo segmento e ribaltando poi nuovamente i due segmenti sovrapposti per aprire tutto lo spazio.

FLEX IN THE CITY Grazie al sistema FlexFold, due pulsanti sganciano e ribaltano in avanti gli schienali posteriori ottenendo un piano quasi piatto, ma perchè sia completamente piatto occorre ribaltare in avanti la seduta e abbassare lo schienale, operazione che non richiede lo smontaggio dei poggiatesta e che nel 95% delle occasioni di carico è inutile. E poi tra goi accessori si trova il sistema FlexOrganizer, con un sistema di reti e divisori per ancorare il carico. Per chi pensa al bagagliaio della Astra per accogliere comodamente il proprio amico fedele a quattro zampe può corredarla del Cargo Liner, la copertura del piano di carico che copre anche lo schienale dei sedili posteriori quando sono abbassati ma, soprattutto, copre anche il paraurti posteriore, rendendo più agevole la manovra al cane ed evitando danni al paraurti. Per chi pensa di caricare le bici c'è il sistema FlexFix (600 euro), il portabici integrato nel paraurti posteriore come un cassetto.

CRIC & CROC La parte dell'abitacolo dedicata agli umani della Astra è uguale a quella della Astra berlina, con forme moderne e pulite coerenti con l'esterno. Grande cruscotto con grandi strumenti e una consolle centrale non troppo invasiva per dare senso di spazio, oltre alla plancia che può diventare bicolore per sottolineare i disegni e le curve che uniscono le varie parti. Le plastiche non sono di grande soddisfazione al tatto, con parti morbide, come la parte della plancia di fronte al passeggero, e parti croccanti, come la parte bassa della plancia, il tunnel centrale e gran parte dei pannelli porta.

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MOTORI Per questa Astra i motori disponibili sono otto, quattro a benzina e quattro a gasolio. Motori o differenti versioni del medesimo motore. A benzina, due versioni del 1.4, aspirata da 100 cavalli e turbo, che sostituisce il milleotto aspirato, da 140 cavalli, e due versioni anche per il 1.6, aspirata da 115 cavalli e turbo da 180 cavalli. Cambio a cinque marce per gli aspirati e sei marce per i turbo, optional automatico a sei marce per i turbo e il millesei aspirato. La gamma a gasolio, tutti con turbine a geometria variabile e con filtro antiparticolato parte dal 1.3 CDTI ecoFLEX da 90 cavalli, prosegue con due versioni del 1.7 CDTI, da 110 e 125 cavalli, fino al 2.0 da 160 cavalli. Cambio a sei marce per tutti, eccetto il 1.3, e automatico optional solo per il 2.0 CDTI.

HI-TECH Anche questa Astra segue il corso della storia e fa proprie tecnologie e dispositivi propri di auto di segmento superiore. A partire dai fari bi-xeno adattivi AFL (oprional, 1000 euro), con nove configurazioni del fascio luminoso scelte automaticamente dal sistema per ottenere la migliorie visibilità: illuminazione dinamica delle curve (a qualsiasi velocità), Illuminazione strada extra-urbana (da 55km/h a 100km/h), Illuminazione statica delle curve (fino a 40km e in retromarcia), Illuminazione Autostrada (da 100km/h), Illuminazione strada Urbana (da 30km/h a 55km/h), Illuminazione Zona pedonale (da 0 a 30km/h), Illuminazione con condizioni meteorologiche avverse (fino a 70km/h) e Abbaglianti con assistenza (a qualsiasi velocità) e le sole luci a LED per la marcia diurna. Tra gli otpional anche Opel Eye (500 euro), la telecamera montata sul retro dello specchio interno verso la strada in grado di leggere la segnaletica e avvisare se si superano i limiti di velocità o si entra in un senso vietato.

COSMICA Due allestimenti di base, Elective e Cosmo, con CosmoS abbinato ai motori più potenti. Il listino ricalca fedelmente quello della Astra berlina, con l'aggiunta di 1.150 euro: i prezzi partono da 18.100 euro per una 1.4 Ecotec 100cv Elective fino a 26.850 euro per una 2.0CDTI ECOTEC® 160cv CosmoS. Di serie per tutte ESP Plus, ABS, 6 airbag, climatizzatore, radio CD400 MP3 con comandi al volante, cruise control, retrovisore elettrofotocromatico, sensori fari e pioggia, alzacristalli elettrici anteriori, specchi regolabili e riscaldabili elettricamente. Cosmo aggiunge per 2000 euro il climatizzatore automatico bizona, a controllo elettronico, computer di bordo, interni in tecno-pelle, volante in pelle, freno di stazionamento elettrico con assistenza alla partenza in salita, alzacristalli elettrici anteriori e posteriori, specchietti elettrici riscaldati e ripiegabili elettricamente, sedili posteriori FlexFold e cerchi in lega da 17".

COME VA L'apparenza conta e il fatto che, comunque la si guardi, la Opel Astra Sports Tourer sia un bel oggetto dotato di buon fascino, ben dispone a mettersi al volante e mettere alla prova le sue promesse di Sports e di Tourer. La sensazione di qualità dall'esterno è decisamente buona con il suo stile personale ma pulito e senza fronzoli che sottolinea l'idea di robustezza, confermata poi dalla classica prova dal concessionario, la prova portiera, con aperture e chiusure a prova di critiche.

SPARTANO CURATO L'interno della Opel Astra Sports Tourer si percepisce già alla vista più spartano nei materiali pure se, anche in questo caso, lo stile curato sposta l'attenzione. Le plastiche più economiche si vedono e si sentono al tatto e anche all'orecchio, alla prova nocca. Non che siano materiali poveri, soltanto poco gentili e meno raffinati.

SPAZIO OK Lo spazio non è in eccesso e utilizzando tutta la corsa dei sedili anteriori rimane poco spazio per le gambe di chi siede dietro anche se di tutta la corsa hanno bisogno Godzilla e chi è davvero alto. Per contro, la seduta dei posti posteriori è profonda, comoda e quindi, accomodate le cosce, è sufficiente giusto lo spazio per infilare le gambe.

GAMBI CURTIS La posizione di guida ha la pedaliera piuttosto vicina al sedile e si guida quindi sfruttando al massimo la corsa della regolazione in profondità del volante per avere le giuste distanze dai comandi, volante, pedali e cambio. Come tutte le auto moderne con i montanti anteriori molto inclinati la visibilità è un po' con il paraocchi ma Opel Astra Sports Tourer viene in soccorso, come Astra berlina, con uno spicchio di vetro piuttosto ampio alla base del montante anteriore, utile soprattutto quando si guarda verso destra.

BEN ISOLATA Plastichette croccanti a parte, della Opel Astra Sports Tourer si percepisce una buona qualità teutonica. In marcia la scocca è silenziosa, ben isolata dalla strada e sembra ben rigida, in grado di tenere le plastichette al loro posto senza costringerele a muoversi e, quindi, a scricchiolare. Anche in velocità Astra Sports Tourer è decisamente silenziosa, anche se, come nel caso di questa prova in anteprima, si viaggia su strade turche piene di buche e allagate da pioggia battente. Ogni colpo è assorbito senza lamenti e anche l'acqua scorre via sufficientemente silenziosa.

RIGIDAMENTE TEUTONICA Sulle buche semmai Opel Astra Sports Tourer si dimostra un po' rigida anche sfruttando la posizione Tour delle sospensioni a controllo elettronico FlexRide, il telaio meccatronico come lo definisce Opel, che rende la buche meno secche ma non trasforma mai la Astra Sports Tourer in una wagon morbida. In realtà il passaggio dal settaggio Tour a quello intermedio fino a Sports è fatto di piccoli aggiustamenti, non troppo marcati, nella taratura delle sospensioni, del servosterzo e della risposta dell'acceleratore, oltre all'illuminazione degli strumenti che vira al rosso quando si sceglie l'anima più sportiva. Nella pratica, un optional da 850 euro di cui si può anche fare a meno.

QUESTIONE DI WATT Il telaio, con la sospensione posteriore interconnessa con parallelogramma di Watt, non sembra avere bisogno di aiutini per dare il meglio, anche se le solite strade turche piene di pioggia e di traffico non mi lasciano spazio per metterne alla prova le sue doti fino in fondo. Lo sterzo sembra sempre un po' troppo leggero (specie con il setup Tour) ma al comando leggero corrisponde uno sterzo preciso che guida un telaio preciso.

IRRUENTO La sensazione sullo sterzo cambia in maniera sensibile a seconda che il motore sia un più leggero benzina o un più pesante diesel, più favorevole al benzina malgrado il minor peso, che è più concreto nel trasmettere le giuste sensazioni. Con il 2.0 CDTI da 160 cavalli lo sterzo è più leggero e il motore è l'ultima evoluzione del solito quattro cilindri common rail partorito dal progetto comune con il Gruppo Fiat. E non perde il suo carattere, esuberante ma poco lineare. Piuttosto sonnolento fino a 1500 giri, apre un occhio fino a 2000 giri e si sveglia definitivamente dopo questa soglia per diventare irruento oltre i 2500 giri. Ben isolato, trasmette comunque un po' di vibrazioni all'interno, anche a volte fino al sedile del passeggero, e la rumorosità da diesel si avverte ma non disturba.

PICCOLI TURBO CRESCONO Interessante è il piccolo 1.400 turbo, nella sua versione più spinta da 140 cavalli. Il comfort cambia, non ci sono vibrazioni e del rumore si avverte soltanto un poco di rombosità da quattro cilindri come lontano sottofondo. Oltre al comfort acustico, il millequattro turbo rende la Opel Astra Sports Tourer anche più confortevole alla guida con il piccolo quattro cilindri che tiene la seconda anche nel traffico caotico di Istanbul a poco più di 500 giri senza un sussulto, e sempre pronto a riprendere con 200Nm di coppia massima tra 1850 e 4900 giri. Su tutte le marce la potenza si avverte più lineare, più comoda, è meno esuberante all'aumentare dei giri ma è più pronta e disponbile nel 90% delle situazioni di guida.

DIESEL VS BENZINA Una scelta pratica sensata il motore millequattro turbo ma che può essere sensata anche guardando al portafogli, considerando che la differenza di prezzo tra benzina (140cv) e diesel (125cv) di 2000 euro vale più di 1500 litri di benzina, ovvero 15-20.000 chilometri. In soldoni l'automobilista italiano medio viaggia gratis un paio di anni se sceglie la Opel Astra Sports Tourer 1.4 turbo al posto della Opel Astra Sports Tourer 1.7 CDTI. Vale la pena di pensarci bene.


Pubblicato da M. A. Corniche, 02/11/2010
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