Autore:
Simone Valtieri

VITA DA PADDOCK Può capitare nella professione del giornalista di fare delle piccole esperienze interessanti. Sono spesso state lì: le sfiori, ci passi accanto e non hai quasi mai tempo per coglierle, impegnato nella rutilante routine della vita da paddock. Tutto ti scorre vicino molto rapidamente, o magari sei tu quello che scorri rapidamente attorno al resto che sembra viaggiare al rallentatore. Si vede gente con pass diversi dal tuo accedere dove a te, normalmente, non è concesso: box, retro-box, piani alti delle hospitality, stanze dei bottoni...

DIETRO LE QUINTE E dire che ti piacerebbe curiosare nel lavoro degli ingegneri, fare quattro chiacchiere senza filtro con un pilota, e scambiare opinioni con qualche collega senza la consueta spada di Damocle della consegna del pezzo. Beh, sabato, grazie all'invito che Motorbox ha ricevuto dalla SportPesa Racing Point, tutto questo è stato possibile. O meglio, tutto tranne togliersi di dosso la spada di Damocle di cui sopra, ma è anche questo il bello del nostro lavoro. Sabato, dicevamo, i ragazzi della scuderia anglo-canadese ci hanno portato nel dietro le quinte del loro team, e per un attimo mi è dispiaciuto non essere un ingegnere meccanico o un motorista per poter carpire con occhio più attento quello che stavo vedendo. 

DENTRO AL GARAGE Il primo passo, infatti, è stato visitare il garage del team e da una postazione privilegiata, a due metri dai ragazzi che stavano lavorando sul motore Mercedes della monoposto di "Checo" Perez (sfortunato nel corso delle qualifiche a rompere proprio la Power Unit). Un ingegnere Ferrari, Honda o Renault avrebbe voluto tanto essere al mio posto sabato, e giustamente erano vietate le foto. Mentre la cordialissima ragazza del team SportPesa Racing Point snocciolava dati e spiegava cose che per via del mio lavoro al 90% già sapevo, devo dire che scoprire quel 10% mancante è stato interessante. Ho preso per esempio in mano un pezzo di carbonio, materiale con cui sono realizzate molte parti di una macchina di Formula 1, e sono rimasto impressionato dalla sua leggerezza. Sapete quanto pesa il fondo di una delle loro macchine? 19,44 kg per una piastra di 3 metri e mezzo per 1,8: nulla. 

CASE MOBILI Dopo la visita al garage abbiamo potuto fare quattro chiacchiere con Sergio Perez, che si è seduto con noi ad "aperitivare" confessando il suo amore viscerale per il Parmigiano. Per farlo abbiamo avuto accesso ai piani alti della hospitality della scuderia, quelli riservata ai "VIP". Devo dire che ero stato anche in altre "case" mobili della Formula 1, e nonostante abbia bazzicato quelle dei team più blasonati, quello di questa piccola scuderia in ascesa è un vero e proprio gioiellino, con una gran bella vista panoramica sul paddock. Tornando a Sergio, fresco di rinnovo triennale con il team con cui resterà fino al 2022, quando sarà a tutti gli effetti un veterano con 12 stagioni in archivio. Per lui è stato facile fare questa scelta: "Il team ha gettato una buona base per il futuro, vedo i prossimi anni veramente promettenti. Ci sono cose che bollono in pentola..."

SPONSOR AMBIZIOSO E in effetti come dargli torto: da quando la SportPesa Racing Point è uscita dalla turbolenta fase post-Force India, proprio con l'arrivo del nuovo title sponsor (un anno fa esatto) e della nuova proprietà, le cose sembrano andare molto meglio. Non ancora sul piano sportivo, dove a onor del vero in passato sono state raggiunte prestazioni sorprendenti e dove comunque il team si sta comportando discretamente, ma soprattutto su quello societario. Se rinnovi un pilota per tre anni, d'altra parte, vuol dire che hai un saldo progetto a lungo termine, e non vivi più di anno in anno, come con la precedente gestione. In più il main sponsor SportPesa sta investendo in maniera convinta nel mercato europeo, con lo sbarco di una nuova App sia per sistemi Google che per quelli Apple - "Sp Score" - che si occuperà soprattutto di news e risultati sportivi e sarà fruibile anche in lingua italiana.

TUFFO AL 2012 Con Perez c'è stato il tempo anche per un piccolo tuffo nel passato, visto che ci troviamo nel paddock di una delle piste preferite da "Checo", ed è qui a Monza che ha conseguito il suo secondo... secondo posto, con la allora Sauber. "Salire su quel podio è stata una cosa bellissima, i tifosi erano tutti per me perché ero un membro del team giovani della Ferrari, erano molto contenti di vedermi lì, non molto di vedere anche Hamilton che aveva vinto, ma per me è stato molto emozionante. Quel ricordo è sempre uno dei più speciali." Tra chiacchierate più o meno tecniche e una foto ricordo con Perez, la serata è proseguita con una invitante cena con tutti i partecipan... ah no. Su di me pendeva la spada di Damocle di cui sopra. Giusto il tempo di asseggiare un delizioso antipasto accompagnato da buon vino, un saluto agli autorevoli colleghi, e poi via di nuovo verso la rutilante routine, con un bel grazie a team e sponsor per questa bella esperienza.


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