Autore:
Paolo Sardi

GRAN FERMENTO Alla Volvo fanno i modesti e dicono che la vera svolta deve ancora arrivare, nonostante il fatto che le Serie 40 e 60 abbiano già rappresentato negli ultimi anni step importanti in un cammino di crescita del marchio. Ora il ruolo di portabandiera del nuovo corso sta per essere affidato a un prototipo che si accinge a debuttare al Salone di Francoforte, la Volvo Concept Coupé . E attenzione a non sottovalutarla, perché questa macchina ha molto da dire a tutti i livelli.

MANIFESTO PROGRAMMATICO L’analisi parte ovviamente dall’estetica e da questo punto di vista la Volvo Concept Coupé ha un duplice compito. Da una parte va a prefigurare quali saranno i tratti distintivi di tutte le Volvo di domani, a partire dalla XC 90 che arriverà nel 2014, dall’altra va invece a mostrare in modo più diretto come potrebbe essere una possibile erede della Volvo P1800 degli anni Sessanta, resa immortale da Roger Moore nella serie Il Santo.  In un modo o nell’altro, pare colpire nel segno, con uno stile pacato e senza eccessi ma comunque personale, in cui spiccano la mascherina che sembra galleggiare tra le lamiere e i fari con le luci diurne a Led, che disegnano una T.

DENOMINATORE COMUNE Sotto la pelle, la Volvo Concept Coupé nasconde il nuovo pianale modulare SPA (Scalable Product Architecture), che, con le sue caratteristiche, pare abbia lasciato grande libertà d’azione anche ai designer. E anche gli ingegneri sorridono, trovando in lui la cornice ideale per la nuova famiglia di motori Drive-E, quattro cilindri sovralimentati che faranno da prezzemolo sulle Volvo prossime venture. Giusto per la cronaca, quello della Concept Coupé, pur essendo “solo” da due litri, pare sia accreditato di circa 400 cv e 600 Nm, grazie al gioco di squadra di compressore volumetrico e turbo.


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