Prova

Volvo V60 Plug-in Hybrid


Avatar di Luca Cereda , il 27/07/13

8 anni fa - Migliora le prestazioni e tende una mano all'ambiente, ma costa. Guarda il video

Consumi parchi e prestazioni al top? si può grazie all'ibrido diesel. Arriva anche in Italia la Volvo V60 Plug-in Hybrid

Benvenuto nello Speciale TUTTE LE PROVE AUTO DEL 2013, composto da 100 articoli. Seleziona gli articoli di tuo interesse cliccando il sommario TUTTE LE PROVE AUTO DEL 2013 qui sopra, oppure scorri a fondo pagina la panoramica illustrata dell'intero speciale!

BOTTE PIENA E MOGLIE UBRIACA Per la gamma Volvo il 2013 è stato l’anno del restyling. Tutti i modelli più importanti si sono dati una ritoccatina, compresa la V60, che però nasconde la novità più importante sottopelle: una motorizzazione ibrida-diesel plug-in già introdotta l’anno scorso in paesi più eco-friendly (vedi Belgio e Paesi Bassi), che da un lato solleva l’asticella delle prestazioni (283 cv di potenza combinata, 0-100 in 6,1 sec.) e dall’altro tende la mano all’ambiente. La Volvo V60 Plug-in Hybrid, a detta della Casa, può infatti accontentarsi di 1,8 l/100 km di gasolio e ferma le emissioni a 48 g/km di CO2.

IN INCOGNITO Ecologia a parte, la Volvo V60 Plug-in Hybrid è anche la V60 più preziosa, e costa molto più  della versione che la precede a listino (la  V60 D5 Geartronic). Dal vestito non lo diresti, perché le differenze non sono poi molte: un badge identificativo, la scritta “Plug-in Hybrid” sul listello cromato posteriore e un esclusivo abbinamento tra livrea bianco ghiaccio e dettagli in nero lucido. Poi, all’interno, spuntano interni in pelle nera con impunture a contrasto, inediti inserti in legno e sedili sportivi con supporti laterali avvolgenti. Ma soprattutto l’Adaptive Digital Display – in un’inedita grafica azzurra, in omaggio all’ibrido – che permette di personalizzare le informazioni fornite dalla strumentazione.

UNA E TRINA Ad incidere sensibilmente sul prezzo è però la tecnologia, quella dell’ibrido diesel, per la quale Volvo ha coniato la sigla D6. Al 2.4 litri da 215 cv della V60 D5 si aggiunge un’unità elettrica da 68 cv montata sull’asse posteriore con il relativo pacco batterie (10 moduli da 20 celle l’uno) da 11,2 kw/h, annegato sotto il pianale di carico. Il cambio è solo di tipo sequenziale a 6 rapporti Geartronic. Grazie al sistema ibrido, la Volvo V60 diventa così una e trina: si può guidare in modalità solo elettrica (Pure) per un massimo di 50 km, dove il motore endotermico viene escluso; oppure in una modalità ibrida (Hybrid) votata alla riduzione dei consumi e delle emissioni più che le prestazioni (0-100 in 7,9 secondi); e infine in modalità Power: si dispone di 215 + 68 cavalli e una coppia massima di oltre 600 Nm, e la Volvo V60 Plug-in Hybrid accelera da 0 a 100 km/h in 6,1”.

SAVE La ricarica della batteria, grazie al plug-in, si effettua comodamente a casa o allacciandosi una colonnina pubblica in corrispondenza di un parcheggio. Funziona con prese da 6A (230 V), 10 A o 16 A, il tempo richiesto va dalle sette ore e mezza alle tre ore e mezza. C’è anche la possibilità di preservare il più possibile l’autonomia della batteria durante la guida, in modo da disporne in una situazione specifica in cui si deve guidare solo in elettrico. L’apposita funzione si chiama Save e si attiva con un tasto direttamente dalla consolle centrale; il massimo dell’autonomia che riesce a preservare è di 25 km, metà del chilometraggio che può raggiungere la V60 ibrida in modalità “Pure”.

D6 AWD Un altro pulsante della consolle centrale (AWD) attiva una trazione integrale gestita elettronicamente: a muovere le ruote anteriori è il turbodiesel, quelle posteriori l’elettrico; i due differenti motori sono coordinati da un’unità centrale di controllo elettonico che gestisce, dinamicamente, le differenti coppie motrici tra avantreno e retrotreno. I due motori funzionano insieme con coppie motrici diverse a seconda delle necessità e questo tipo di AWD serve a garantire una migliore aderenza in caso di partenza o di guida su terreno scivoloso. Quando si inserisce, il motore diesel continua a funzionare e il generatore mantiene sul pacco batteria un livello di carica sufficiente ad alimentare il motore elettrico che agisce sull’asse posteriore.

VEDI ANCHE



CICLISTA NEL MIRINO Come non-plus-ultra delle V60, l’ibrida diesel dispone dell’intero arsenale di chip di sicurezza che Volvo mette a disposizione della gamma. Tra questi citiamo il Pedestrian Detection che diventa anche Cyclist Detection: se un ciclista entra pericolosamente nella vostra traiettoria il sistema emette un segnale d’avviso e, quindi, attiva la frenata automatica. Frenata automatica (alias City Safety) che funziona ora fino a 50 km/h. Vi daranno una mano – pardon, un occhio – anche il BLIS ed il Cross Traffic Alert, segnalando rispettivamente  la presenza di auto agli angoli ciechi o l’eventuale intralcio di pedoni, veicoli  o oggetti nelle operazioni di parcheggio e di manovre in retromarcia. Per chi non riesce mai a staccare da internet c’è infine il Sensus Connected Touch con display a 7 pollici. Oltre a garantire una connessione tramite telefonino permette di condividere una rete wifi con i passeggeri.

MA QUANTO MI COSTI! Quanto costa la Volvo V60 Plug-in Hybrid ? Molto, dicevamo: la cifra esatta è 59.900 euro. Costa più delle sue rivali tedesche con equipaggiamenti molto ricchi, si avvicina al prezzo di molte supersportive, ma soprattutto stacca di netto le altre V60 a listino. Rispetto a una V60 D5 AWD Geartronic, infatti, ha un differenziale di prezzo che va da 13.560 euro a 11.460 euro, a seconda degli allestimenti. Bisogna farne di chilometri per colmare il gap risparmiando sui consumi.

COME VA Ibrida o no, la V60 resta un’auto di grande sostanza e soprattutto comoda. La qualità si percepisce sensibilmente ovunque uno metta mano, e le sellerie e le finiture specifiche della V60 Hybrid Plug-in non fanno altro che amplificare questa sensazione. Il vero plus però sono i sedili, dalla foggia più sportiva che si rivela anche accogliente: ti abbracciano e ti coccolano per chilometri senza farti pesare il tempo (e la strada) che passa.

TAGLIA UNICA Trovare la posizione di guida ideale è poi un gioco da ragazzi. Le regolazioni infinite del sedile consentono ai lungagnoni, e anche a chi ama la guida in posizione particolarmente arretrata, di accomodarsi senza rubare troppo spazio alle ginocchia ai passeggeri in seconda fila. Di contro, la visibilità (soprattutto quella posteriore) è discreta e nulla più: colpa delle linee da station-coupé (o, se preferite, da Sports Wagon) della V60 Hybrid Plug-in, belle ma poco pratiche.

ASSETTO OK Della V60 Hybrid Plug-in mi piace molto anche l’ottimo compromesso tra comfort e sportività raggiunto dall’assetto, anche in questa versione che spreme qualche cavallo in più. Si ottengono sempre risposte sincere e si disegnano curve precise, anche quando il piede si appesantisce un po’; solo esagerando la sentirete coricarsi un po’ e concedersi qualche sbavatura nelle traiettorie. Lo sterzo non è dei più diretti, ma trasmette una costante sensazione di consistenza.

ZITTA-ZITTA Selezionando le tre modalità di guida della Volvo V60 Hybrid Plug-in indago la sua personalità multipla. Tra i paesini delle colline alessandrine, metto in Pure (100% elettrico) giusto per sfizio: non ci sono infatti ZTL dove intrufolarsi in incognito, ma mi diverte vedere le facce attonite della gente di paese – evidentemente ancora non abituata – nel veder passare un’auto per la strada senza lasciare traccia acustica. E poi, i 200 Nm di coppia dell’elettrico regalano uno spunto in partenza che non finisce mai di sorprendermi.

OVATTATI Settata invece in Hybrid – che anche la modalità pre-impostata ad ogni accensione – la V60 ibrida diesel vede motore elettrico e termico giocare in squadra con logiche che privilegiano il risparmio (nell’omologazione è arrivata a 1,8 l/100 km) rispetto alle prestazioni. Il risultato però non è affatto noioso. Si sale di giri con una regolarità svizzera e una morbidezza coerente con l’indole “gentile” dell’ibrido (che è anche silenzioso), ma spinta e brillantezza da parte del gruppo propulsore non mancano mai. Merito anche del cambio Geartronic, che quando si tratta di snocciolare le marce asseconda bene i miei pensieri e in tempi sufficientemente rapidi.

VA DI FRETTA Se in Hybrid si viaggia in un’atmosfera ovattata, mettete in Power e la musica improvvisamente cambia. Non che la V60 Hybrid Plug-in diventi di colpo un leone, intendiamoci, ma ora motore termico ed elettrico interagiscono con lo scopo di ottimizzare le prestazioni, e la differenza si sente. Sembra che la V60 si sia tolta le pantofole per mettere le scarpe da running: il crono nello 0-100 si accorcia di quasi due secondi (da 7,9 a 6,1 secondi) ed il vocione del 2.4 turbodiesel penetra nell’abitacolo con irruenza. Ma senza risultare mai fastidioso, anzi, è piacevole sentire che la V60 ibrida, volendo, può abbandonare il suo tradizionale aplomb per incazzarsi un po’. Più che altro sembra vada di fretta: in Power le risposte si velocizzano ma il motore, nella sua progressione, si mantiene sempre regolare e prevedibile. Il partner meccanico giusto per un’auto da bravi papà.   


Pubblicato da Luca Cereda, 27/07/2013
Gallery
Tutte le prove auto del 2013
Logo MotorBox