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Skoda Octavia 2013

Skoda Octavia 2013

La Skoda Octavia 2013 mette su un po' di centimetri, a vantaggio dell'abitabilità e della capacità di carico. Tra i suoi fiori all'occhiello ci sono motori con i fiocchi e dotazioni high tech

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Autore:
Paolo Sardi

PORTABANDIERA Anche se non rappresenta l’ammiraglia della Skoda, ruolo che per dimensioni spetta di diritto alla Superb, l’Octavia può comunque essere considerata la vera portabandiera della Casa ceca. E’ stata lei il primo modello della Freccia Alata a bussare ai salotti bene dell’automobile e confrontarsi senza timori reverenziali con la concorrenza più blasonata e oggi è l’indiscussa best-seller della gamma su scala mondiale. Il suo ricambio generazionale ha già segnato in passato un momento di svolta per il marchio, un salto di qualità che molti si aspettano anche ora, con l’arrivo della terza generazione.

UNA TAGLIA IN PIU’ Già al primo esame statico la nuova Skoda Octavia 2013 sembra avere tutte le carte in regola per non tradire le aspettative. Il suo aspetto è molto più importante rispetto a quello del modello uscente, per non dire poi dell’evoluzione che mette in atto dal punto di vista stilistico. Metro alla mano, la Skoda Octavia 2013 si dà allo stretching e mette su centimetri quasi in tutte le direzioni. La lunghezza cresce di 90 mm e tocca quota 4.659 mm, mentre in larghezza l’aumento è in proporzione ancora maggiore, pari a ben 45 mm, per un totale di 1.814 mm.  A conti fatto, però, l’Octavia 2013 non sembra affatto più massiccia e goffa; appare anzi addirittura più filante, con un taglio quasi da coupé, grazie all’incremento del passo (+108 mm, ora di 2.686 mm), a una spuntata decisa allo sbalzo anteriore e alla forte inclinazione del montante posteriore.

FATTORE C Proporzioni indovinate a parte, il resto lo fa il design. A prima vista chi ha disegnato la macchina parrebbe avere trovato ispirazione un giorno in cui aveva con sé solo il righello ma, a guardare bene, si scopre come non sia così: le linee sono leggermente arcuate, in modo da dare plasticità a un insieme comunque geometrico. Il colpo d’occhio è moderno, pur nel rispetto del classico family feeling Skoda, con la mascherina a listelli verticali in mezzo al frontale e le luci di coda che disegnano immancabilmente una C rossa. E tra i segni particolari una parolina la merita anche l’unghiata che movimenta i sottoporta e i parafanghi posteriori, alleggerendoli non poco.

A TUTTO VOLUME L’interno capitalizza l’aumento di taglia della carrozzeria ed è più ampio e accogliente che in passato. Giusto per dare qualche numero, lo spazio per i gomiti cresce di 39 mm nella zona anteriore e di 26 in quella posteriore, mentre in senso longitudinale la Skoda Octavia 2013 fa incetta di primati della categoria, in materia per esempio di spazio per le ginocchia, per la testa e di lunghezza interna dell’abitacolo. Alle spalle del grande portellone, il bagagliaio non è da meno, con un volume utile che va dai 590 ai 1.580 litri (valore che si sognano anche molte familiari della categoria) e con ganci e astuzie varie per tenere fermi gli oggetti.

DELLA STESSA PASTA Gli arredi sono sulla stessa lunghezza d’onda della carrozzeria e sfoggiano un look senza fronzoli, fatto di poche linee, semplici e precise. La cura delle finiture non presta il fianco a critiche: i materiali usati sono di ottima qualità, i montaggi sono impeccabili e i classici comandi che fanno da prezzemolo nel Gruppo Volkswagen soddisfano la vista come il tatto. Una nota di merito va anche ai numerosi vani sparsi qua e là e piccole chicche, come il raschietto per il ghiaccio sistemato nello sportellino del rifornimento, che tornano comode nell’uso quotidiano.

QUATTRO PIU’ QUATTRO Neanche a dirlo, assieme ai pulsantini, sono Made in Volkswagen anche il pianale e i motori della nuova Skoda Octavia. Il primo è la nota piattaforma modulare MQB, che fa da denominatore comune alla stragrande maggioranza delle novità nella galassia di Wolfsburg. Sul fronte meccanico, invece c’è un assortimento di otto unità, quattro TSI a benzina e quattro TDI a gasolio. Al lancio, previsto per aprile, il compito di aprire le danze va al piccolo 1.2 TSI da 86 cv, proposto anche con 105 cv. Sempre turbo a benzina, ci sono anche il 1.400 TSI da 140 cv e il 1.800 TSI da 180 cv, quest’ultimo subito disponibile pure con il cambio robotizzato a doppia frizione DSG, che più avanti sarà ordinabile anche sulle versioni da 105 e 140 cv.

LAVORI IN CORSO A fare la parte del leone nella raccolta ordini sarà però una Octavia a gasolio, la 1.6 TDI da 105 cv, offerta tanto con cambio manuale quanto il il DSG, un’alternativa disponibile pure con il noto 2.0 TDI da 150 cv. A completare il quadro arriveranno a breve anche le 1.6 TDI da 90 cv e da 110 cv, quest’ultima in configurazione Green Line, con vari accorgimenti capaci di far scendere il consumo dichiarato fino a soli 3,4 l/100 km. Guardando al futuro anteriore, si può già anticipare l’arrivo di altre versioni, come una sportiva RS, una bifuel a metano e pure anche qualcosa a trazione integrale. Il vero asso nella manica della Skoda resta però la Octavia station wagon, tradizionalmente la più amata dagli italiani, che sarà svelata entro l’estate.

FACCIAMO I CONTI Per ora l’unica indicazione relativa ai prezzi è che non si discosteranno molto dal listino del modello uscente e si può quindi ipotizzare una quota d’ingresso attorno ai 20.00 euro. Già si sa invece che sono tre gli allestimenti a catalogo: Active, Ambition ed Elegance. Stando alle previsioni, sarà quello intermedio a raccogliere circa il 75% degli ordini e il perché lo si può capire dalla completezza  della sua dotazione. Sugli esemplari Ambition sono infatti standard  tra le altre cose, il cruise control, i cerchi il lega da 16”, il cilmatizzatore automatico, il vano refrigerato sotto il bracciolo centrale e il volante multifunzione, con la scontata presenza dello stereo, di uno stuolo di airbag  e del controllo elettronico della stabilità. A nobilitare la nuova generazione della Octavia, c'è poi l'ingresso a catalogo di gadget di alto livello, come il cruise control adattivo, gli abbaglianti automatici, i sistemi di assistenza al parcheggio e al mantenimento della corsia, il riconoscimento dei segnali stradali e il Driving Mode Selection, per regolare facilmente in punta di dita l'elettronica che governa sterzo, motore ed eventuale cambio robotizzato.

PIAZZA D’ARMI L’abitacolo della Skoda Octavia 2013 è una vera e propria piazza d’armi, a partire da posto di guida. Sedile e volante si regolano alla grande, permettendo a chiunque di ricreare la sistemazione preferita e di avere una notevole sensazione di spaziosità in tutte le direzioni. Anche dietro si sta da pascià: il padiglione gira ben lontano dalla testa dei passeggeri, che trovano anche diverse dita d’aria tra le rotule e gli schienali anteriori, in un quadro degno di una berlina del segmento E. L’unica nota stonata viene dall’ingombrante presenza del tunnel centrale tra i piedi di chi siede al centro del divano, nella solitamente remota ipotesi che a bordo ci sia il tutto esaurito.

ROVESCIO DELLA MEDAGLIA Un altro piccolo neo è rappresentato dalla visibilità posteriore appena discreta ma d’altro canto è noto che non si possano avere assieme botte piena e moglie ubriaca e qui la difficile percezione dell’ingombro della coda è il prezzo da pagare per la grande capacità di carico. Una volta tolta la retro e invertita la rotta, comunque, la Skoda Octavia 2013 si fa perdonare alla grande, dimostrandosi una rosa praticamente priva di spine.

TANTA ROBA La prima impressione che si ha già dopo pochi metri è di avere per le mani una macchina consistente, ben pianata sulla strada e che dà una notevole sensazione di qualità in rapporto alla media della sua categoria. Ormai è da tempo che non ci stupisce più del fatto che le Skoda abbiano ben poco da invidiare alle rivali di marchi più altisonanti e la nuova Octavia fa un ulteriore passo avanti verso il top.

METTETEVI COMODI Provata su strade devastate dalle buche, la berlina ceca non fa un piega e incassa alla grande i colpi, risparmiandoli alle terga e alle vertebre dei passeggeri. Il tutto però non va a scapito della tenuta di strada. Lungi dall’avere un assetto soffice come un guanciale di piuma, l’Octavia fa la sa onesta figura anche quando al pilota si chiude la vena e decide di affrontare il misto con il coltello tra i denti.

WEIGHT WATCHERS In questo caso la nuova generazione sfrutta il lavoro svolto dagli ingegneri-dietologi, che hanno messo a stecchetto l’Octavia a suon di acciai speciali e riprogettazione, facendole risparmiare fino a un quintale rispetto alle antenate. Forte di un peso ridotto, questa berlina entra in curva senza esitazioni e disegna poi le traiettorie con puntiglio, preferendo i tratti veloci ma non uscendo a testa alta anche dagli slalom speciali. L’assetto si mantiene tutto sommato neutro e tutte le reazioni sono sempre graduali e prevedibili, anche in caso di manovre brusche. Non male anche lo sterzo, poco comunicativo ai piccoli angoli di rotazione ma più sul pezzo quando le spire dell’asfalto si stringono.

IL PREDESTINATO In un quadro del genere e vista soprattutto l’aria che tira sul mercato, non serve essere pronipoti di Nostradamus per immaginare che il motore più richiesto possa essere il 1.600 TDI da 105 cv. Dalla sua ha un’erogazione piena e corposa sin dai regimi più bassi (la coppia massima di 250 Nm è disponibile già a 1.500 giri e resta costante fino ai 2.500), una buona rapidità nell’andare su di giri e percorrenze medie dichiarate superiori ai 25 km/litro. Il tutto con prestazioni oneste, con un crono sotto gli 11 secondi nello 0-100 e una velocità massima di 194 km/h.

L’OUTSIDER A fargli da spalla nella raccolta ordini sarà un secondo turbodiesel, il due litri TDI da 150 cv, capace di allettare soprattutto i maratoneti della corsia di sorpasso con una maggiore brillantezza. Nel suo caso la coppia di 320 Nm tra i 1.750 e i 3.000 giri garantisce uno spunto più vivace nei rilanci, mentre le doti di allungo permettono di fermare il cronometro attorno agli 8,5 secondi nello 0-100 e di superare i 215 km/h, con consumi che vanno dai 4,1 ai 4,5 l/100 km a seconda del tipo di cambio adottato.

L’ATLETA Quanto a performance, almeno per il momento, il migliore della gamma è però il 1.800 TSI da 180 cv e 250 Nm, che liquida la pratica 0-100 in poco più di 7 secondi e supera i 230 km/h, sorseggiando 5,7 (con cambio DSG) o 6,1 (manuale) litri di verde ogni 100 km. Al di là di questi numeri, il pezzo forte di questo motore è l’incredibile regolarità della curva di coppia, che si attesta sempre sul valore massimo tra i 1.250 e i 5.000 giri. Ciò si traduce in una progressione  lineare che viene sempre buona, che si debba cercare di alleviare il prurito al piede destro o portare famiglia e relativi bagagli in montagna.


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