Prova

Seat Leon SC


Avatar Redazionale , il 16/04/13

8 anni fa - Tre porte e tanto pepe

Dopo la cinque porte lanciata in gennaio, ecco la Seat Leon SC, versione più sportiva a tre porte

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NELLA BOTTE PICCOLA C’è sempre il buon vino, dice il proverbio. Nulla di più vero per la nuova Seat Leon SC, che accorciando il passo di ben 35 mm rispetto alla versione 5 porte, guadagna un piglio più sportivo sia nell’aspetto sia, come vedremo, soprattutto nel comportamento dinamico. In realtà la SC non è più corta della 5 porte, ma non è stata solamente ridotta la distanza tra i due treni, anche il tetto è più basso rispetto alla Leon 5 porte: -13 mm all’altezza del montate che regge il parabrezza, per scendere fino a -18 mm nella parte finale del posteriore. In sintesi: due porte in meno ma soprattutto più bassa, come si conviene a una vetturetta tutto pepe che fa dell’aspetto sportivo il suo appeal principale.

DESIGN CURATO Esteticamente l’operazione “Sport Coupé” risulta ben riuscita. Senza snaturare il design della Leon terza serie, le linee della nuova Seat Leon SC restano armoniose ma al contempo più aggressive: il muso con la parte bassa della calandra ad “A” trasmette la grinta e quella sana cattiveria da sportiva compatta; mentre le marcate nervature sul parafango posteriore, unite a un diverso andamento dei vetri posteriori posti più in basso, aumentano la percezione di vettura ben piantata a terra.

INTERNI TUTTI NUOVI La nuova terza serie, dalla 5 porte alla sportiva SC protagonista della prova, fino alla station wagon ST di prossimo arrivo, si rinnova completamente negli interni, dimostrando un netto passo in avanti rispetto alla Leon di seconda generazione. Si nota subito una maggior cura non tanto e non solo dei materiali e dell’assemblaggio, ma soprattutto dell’ergonomia e della naturalezza dei comandi. Ben leggibile il cruscotto, naturali da trovare tutti i comandi, ottime le regolazioni del volante e dei sedili. Quest’ultimi sono il dettaglio che apprezzo maggiormente, merito del perfetto compromesso tra comfort e sportività. Sfoggiano una seduta particolarmente profonda e ottimi fianchetti anche sullo schienale per un perfetto contenimento laterale, esattamente ciò che occorre per far sentire un po’ pilota chi sta alla guida, senza chiedere di rinunciare alla comodità.

IN ARRIVO A GIUGNO Le prevendite della nuova Seat Leon SC inizieranno già dalla fine d’aprile, ma i primi esemplari arriveranno in Italia il prossimo giugno. La gamma si snocciola nei tre classici allestimenti: Reference, Style e il più sportivo FR, con motorizzazioni tutte sovralimentate e tutte a iniezione diretta, tanto i diesel quanto i benzina, che vanno dal compatto 1.2 TSI da 87 cavalli, al 2.0 TDI CR da 184 Cv.

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VASTA SCELTA In Italia, oltre ai già citati, saranno disponibili, sul fronte diesel, il 1.6 nelle due potenze, 90 e 105 cavalli, il secondo con start/stop e eventuale cambio DSG, e il 2 litri, che oltre alla versione più potente da 184 Cv, solo con cambio manuale, sarà apprezzato anche in quella da 150 cavalli, con star/stop e, volendo, con il cambio automatico DSG a sei marce. Qualche accenno ai prezzi: si parte dai 17.620 Euro per la Reference 1.2 TSI, passando per i 21.800 Euro dell’FR 1.4 TSI 122 Cv start/stop, fino ai 25.750 della FR 2.0 TDI CR 184 Cv start/stop. Sul fronte benzina, il compatto 1.2 TSI nell’allestimento Style potrà ricevere lo start/stop e/o il cambio DSG, mentre, per ora, il top di gamma a benzina sarà il 1.4 TSI da 122 cavalli con start/stop, disponibile solo nell’allestimento FR. Interessante notare che anche l’allestimento meno ricco (il Reference) offre comunque i cerchi in lega da 16 pollici e i vetri posteriori oscurati, insieme a molti altri dettagli che contribuiscono a ribadire quell’aspetto marcatamente sportivo, anche nei modelli d’attacco, solitamente fin troppo “poveri”.

CON O SENZA DSG? Nel test in anteprima, sulle tortuose strade nell’entroterra di Barcellona, provo la nuova Seat Leon SC col 2.0 TDI CR 150 Cv nelle due alternative di cambio: con il manuale sei rapporti e col DSG sei marce. Tra i due modelli “ballano” 1.500 Euro di differenza. Il DSG è perfetto per contenere al massimo i consumi: in Drive sgrana le marce a velocità fulminea, inserendo sempre il rapporto migliore per consumare poco. Anche nella modalità manuale i tempi di risposta sono comunque sportivi, ma mancando le levette al volante, e dovendo agire sulla leva al contrario rispetto a un vero cambio da corsa (che scalerebbe spingendo in avanti, mentre il DSG inserisce la marcia successiva), ritengo che per gli amanti della guida sportiva il buon vecchio manuale sia ancora la soluzione più gratificante.

IL VERO PROTAGONISTA Ma le soddisfazioni maggiori non arrivano dal cambio, bensì dall’assetto. L’allestimento FR, rispetto a Reference e Style, monta un assetto più basso di 15 mm oltre al Seat Drive Profile per cambiare la risposta di motore, cambio DSG e servosterzo. Ma anche senza usufruire delle diavolerie elettroniche, è proprio il telaio che ci trasmette le migliori sensazioni. Precisa in inserimento curva la Seat Leon SC, accetta volentieri qualche maltrattamento: dall’ingresso in curva anche a velocità un po’ eccessiva, che si trasforma in un sano e controllabilissimo sottosterzo, fino al rilascio violento del gas in inserimento. In entrambe le situazioni limite, la nuova Seat Leon SC non solo si scompone pochissimo, ma con grande facilità riprende la corretta direzione appena si corregge l’errore. Una reattività degna di una vettura “preparata”.

SENZA LA SUOCERA L’impostazione delle vetture a tre porte si fa ben volere da coloro che amano vivere la vettura in due o al massimo con gli amici, purché giovani. Malgrado gli sforzi fatti dagli ingegneri di Seat per rendere semplicissimo il ribaltamento del sedile anteriore, che scorre anche in avanti per agevolare l’accesso al divano posteriore, è difficile che la contorsione per sedersi dietro venga tollerata dalla suocera, dettaglio positivo per nulla trascurabile. Ironia a parte, il passo più corto toglie un po’ di abitabilità posteriore, ma è l’assenza delle porte posteriori a rendere molto meno agevole l’accesso. Poco male, anzi.

ALLEGGERITA La versione tre porte, oltre a favorire l’impiego in due, permette di ridurre il peso complessivo della vettura. La scocca, merito del largo impiego di acciai alto resistenziali, risulta la più leggera della categoria (1.093 kg a secco la più leggera 1.2 TSI) a tutto vantaggio non solo dei consumi ma anche del comportamento dinamico quando si decide di divertirsi un po’ alla guida, cosa che con la Seat Leon SC accadrà spesso. Inoltre il bagagliaio mantiene la stessa capacità della versione 5 porte: 380 litri, che, unita al ribaltamento frazionato del divano posteriore (1/3, 2/3) crea un piano di carico praticamente piatto lungo 1.530 mm. 

ANCHE SILENZIOSA La qualità complessiva percepita, soprattutto negli interni, si accresce di un dettaglio per nulla trascurabile. Oltre alla cura per l’insonorizzazione dei rumori meccanici, sia apprezza anche quella per i fastidiosi sibili aerodinamici, pressoché assenti finche si rispettano i limiti di velocità.

ASPETTANDO LA CUPRA Se l’assetto mi è sembrato l’aspetto più curato e meglio riuscito della nuova Seat Leon SC, è segno che la vettura è già pronta per ospitare il motore due litri TSI da 265 cavalli che equipaggerà la Cupra. Basterà aspettare gennaio 2014 per averne la conferma, quando è previsto l’arrivo della “belvetta spagnola tutto pepe”.


Pubblicato da Roberto Tagliabue, 16/04/2013
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