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Maserati Ghibli

Maserati Ghibli

La Maserati Ghibli è una grande berlina, dall'anima sportiva e dal gusto italiano, pronta a farsi apprezzare per il sound, per la precisione di guida e per la qualità

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Autore:
M.A. Corniche
Pubblicato il 23/06/2013 ore 15:28

PICCOLA QUATTROPORTE Sembra più compatta dei suoi quasi cinque metri (497cm) e, rispetto alla Quattroporte (-29cm, -17cm di passo), la Maserati Ghibli è la piccola di famiglia. Piccola Quattroporte, ed è già questa una prima novità per Maserati, ma la Ghibli porta anche altre due novità importanti per il Tridente. La trazione integrale, che però ha avuto lo ius prime noctis nei mesi scorsi con la Quattroporte, e una novità bomba, un bel motore V6 a gasolio, sviluppato da Maserati, con lo zampino di Ferrari (che li costruisce a Maranello), alla Maserati maniera. Ovvero sportiva.

FUORINICCHIA La Maserati Ghibli è la prima mossa del Tridente verso un importante allargamento della famiglia o, meglio, del mercato potenziale. Una strategia intelligente, lucida e precisa che, quando arriverà anche la SUV Levante (fine 2014), porterà Maserati fuori dal mercato delle supersportive di supernicchia per inserirsi nel mercato più ampio delle auto cosiddette Premium. La Ghibli va a competere direttamente con Audi A6, BMW Serie 5 e Mercedes Classe E. E con armi tutt’altro che spuntate. A partire dal bel Tridente che firma calandra e montante posteriore.

SMART SPORTY Lo stile è Maserati, sportivo con grinta ma elegante e italiano. Uno stile aggressivo ma pulito, senza esagerazioni od orpelli inutili. Pezzi forte sono il frontale e la coda, ben proporzionati, grintosi e personali. Il frontale ha linee decise che partono dalla calandra trapezoidale tridentemunita e fari dall’espressione tagliente. La coda ha una tridimensionalità originale, fatta dalla piega su cui si appoggia il bagagliaio e della luci che disegnano più livelli, creando effetti dimensionali differenti dal punto di visuale. Il fianco ha la cintura alta e il passo lungo, con una piega che disegna i parafanghi, spezzata prima del parafango posteriore, forse il segno meno pulito e più lezioso dello stile della Maserati Ghibli.

MADE IN ITALY L’abitacolo ripete lo stile sobrio e dal disegno chiaro della carrozzeria con finiture in pelle di serie per i sedili. La plancia ha un disegno da batmobile con la consolle centrale che divide due selle ben distinte, la sinistra che contiene il cruscotto e la seconda davanti al Robin-passeggero. E in colore in contrasto con il nero della plancia, come il Rosso Trofeo (optional in pelle Frau insieme al marrone, in aggiunta ai tre colori di serie: nero, sabbia e cuoio), l’effetto è super, cose che soltanto noi italiani sappiamo fare. Il centro della plancia è dominato dallo schermo da 8,4 pollici racchiuso in una cornice che ricorda una calandra. Sopra, immancabile, l’orologio annegato nella parte superiore della plancia.

SUPERSPORTY La piccola di Maserati non si fa mancare, giustamente, nulla sul fronte della meccanica. I motori sono derivati dal V8 della Quattroporte (che a sua volta si dice derivi dal Pentastar Chrysler) e sono tutti V6, a benzina e a gasolio. Il V6 TwinTurbo a benzina della Maserati Ghibli è declinato in due versioni di potenza, da 410 e da 330 cavalli, con l’opzione della trazione integrale Q4 per la più potente Ghibli S, trazione on demand che, tenendo sotto controllo elettronico tutti i parametri dei guida, è capace di trasmettere dal 100% al 50% di coppia alle ruote posteriori in 150 millisecondi. Interessanti, oltre ai numeri di potenza massima anche quelli di coppia massima: 500Nm tra 1750 e 4500 giri per Ghibli, 550Nm tra 1750 e 5000 giri per Ghibli S. Numeri da turbodiesel, con l’allungo però di un benzina. Per continuare con i numeri, Ghibli S raggiunge i 285 km/h di massima e i 100 km/h da ferma in 5 secondi, Ghibli S Q4 284 km/h e 4,8 secondi, Ghibli 263 km/h e 5,6 secondi.

GASOLIO Prima Maserati a gasolio, la Maserati Ghibli Diesel fa le cose a modino, con un V6 turbodiesel da 275 cavalli a 4000 giri, 600Nm tra 2000 e 2600 giri per 250 km/h di velocità massima e 6,3 secondi per lo 0-100 km/h. Interessante anche il dato dichiarato di consumo, 5,9 l/100 nel ciclo combinato con 158 g/km di CO2. Sviluppato da Maserati Powertrain e prodotto da VM Motori di Cento, il V6 è disponibile anche in una versione tutta fiscalmente italiana da 250 cavalli.

SLITTAMENTO LIMITATO Per tutte le Ghibli è di serie il differenziale posteriore a slittamento limitato meccanico che consente un bloccaggio del 35% sotto carico e del 45% in rilascio. Per tutte le Ghibli il cambio è l’automatico ZF a otto marce con tarature specifiche per Maserati e la possibilità di cambiata manuale grazie alle palettone in alluminio fissate al piantone di sterzo.

SOTTO CONTROLLO Per tutte le Ghibli sono disponibili anche le sospensioni a controllo elettronico Skyhook indipendente per ogni ammortizzatore con doppio setup, Comfort e Sport. Entro fine 2013 Ghibli Diesel e Ghibli S Q4 potranno scegliere anche un assetto sportivo ribassato di 10 millimetri con molle più rigide e ammortizzatori Koni dual-rate, pensato per controbilanciare il maggior peso sull’asse anteriore (51-49%) rispetto al 50-50 delle altre Ghibli.

A GRAN VOCE Tutte le Ghibli hanno anche un setup Sport che, oltre a cambiare i parametri di gestione di motore, cambio e handling, apre i flap di scarico per ottenere il tipico sound sportivo Maserati, con risultati sorprendenti anche per il motore a gasolio. C’è anche la modalità ICE che non ha nulla a che vedere con la guida su neve e ghiaccio se non indirettamente, ma con l’efficienza (Increased Control & Efficiency) per ridurre consumi, emissioni e rumore.

TRENTASEI A fermare la Ghibli pensano freni Brembo con dischi dual-cast: dischi da 360x32mm con pinze fisse a sei pistoncini anteriori e pinze a quattro pistoncini al posteriore per le Ghibli S e S Q4, dischi da 345x28mm all’anteriore e 320x22 millimetri al posteriore con pinze fisse a quattro pistoncini per Ghibli e Ghibli Diesel. A tutte sono sufficienti 36 metri per il 100-0 km/h. Il servosterzo è idraulico sensibile alla velocità.

BEN DOTATA L'equipaggiamento di serie della Ghibli  include sedili in pelle, sedili anteriori regolabili elettricamente a sei vie, climatizzatore a due zone e fari bi-xeno (adattivi per Ghibli S). Con questa dotazione di serie, il prezzo della Ghibli Diesel fissato intorno a 66 mila euro è interessante, considerato anche il peso del marchio, un peso differente rispetto a quello blasonato ma ormai comune di molte concorrenti. Si sale a quota 68 mila euro per la Ghibli, a 80 mila per Ghibli S e a 84 mila per Ghibli S Q4. Il navigatore è optional così come il sistema hi-fi Bower & Wilkins con 1280 Watt e 15 altoparlanti oltre a tutte le opzioni del programma di personalizzazione.

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SANGUE ITALIANO Paragonata alle sue concorrenti tedesche la Maserati Ghibli ha molto più sangue nelle vene. L’animo  latino è evidente già nello stile, forte e riconoscibile senza però valicare nel pacchianamente vistoso o nel cafone. La Ghibli ha tanta personalità, la inconfondibile bella bocca tridentemunita fa la sua parte ma ha anche uno stile pulito ed elegante. E sembra anche più compatta, un buon punto per chi ama il genere sanguigno quanto l’understatement.

SALTO DI QUALITA’ Da fermi come in marcia va riconosciuto l’impegno di Maserati sul fronte qualità. Dalla prima riedizione della Quattroporte alla Ghibli il salto vale più di una generazione. Chi pensa ancora alla Biturbo, sappia che ci siamo proprio spostati su un’altra galassia. Ora la Maserati Ghibli è una italiana un po’ tedesca, con una qualità che su alcuni punti batte le concorrenti teutoniche. A partire dalle rifiniture degli interni fino alla piacevole sensazione di ben assemblato e di insonorizzazione che si avverte in marcia.

A PORTATA DI PIEDE La posizione di guida è perfettamente adattabile a ogni statura e a ogni preferenza, grazie alle otto regolazioni elettriche del sedile, al volante regolabile elettricamente e alla pedaliera anch’essa regolabile elettricamente. Il sedile si abbassa fino a ottenere una posizione sdraiata da sportiva o per far posto anche ai più alti.

GHIBLI DIESEL Il V6 tremila a gasolio è una bella scoperta, con una corposa dotazione di cavalli e di coppia. E fa una gran bella coppia con il cambio automatico a otto marce, marcia veloce, fluido, senza vibrazioni, silenziosissimo. Bei numeri ma, per non tradire la sua origine italiana il V6 li canta anche a gran voce. Se il motore è silenzioso lo scarico può diventare una gola profonda: è sufficiente scegliere il setup Sport per aprirgli l'ugola e levargli la sordina. La voce diventa bassa e cupa e ricorda quella di un V8 a benzina, riempiendo l’abitacolo di belle note basse. Per dovere di cronaca ho provato anche il setup normale e ICE, quello votato al risparmio, che trasformano la Ghibli a gasolio in una bella berlina tedesca silenziosa e superveloce, superfluida in ICE, ma giusto il minimo indispensabile: per sentire quella voce inchioderei come default il setup Sport. Complimenti ai mastri liutai che hanno accordato lo scarico.

GHIBLI S Q4 Anche il fratello a benzina del V6 tremila ha una gran voce in Sport e scodella 330 o 410 cavalli, una voce più rabbiosa, più da sportiva da corsa con gli spari ai cambi marcia, ma la voce cupa del diesel mi ha conquistato, credetemi è il più bel rombo che abbia mai sentito da un motore a gasolio. Anche se il V6 della Ghibli S ha 135 cavalli in più e valori di coppia da ottimo turbodiesel, la Ghibli Diesel con la sua guida fluida e sempre pronta non mi fa rimpiangere la S. Certo al diesel  mancano 1500 giri di allungo ma me ne faccio presto una ragione.

FEDELE ALLA TRADIZIONE Ma la Ghibli non è solo rombo e distintivo, è anche un gran bel animale italiano, nello stile, nel gusto che arreda l'abitacolo e anche nell'anima. Ha carattere, ha grinta. E si guida un gran bene. Il marchio di fabbrica delle berline Maserati, la precisione assoluta di inserimento in curva, alla Ghibli non manca per nulla e le sospensioni sono eccellenti nel non voler mai lasciare il contatto con la strada e nell'assicurare un gran comfort anche sulle inospitali strade senesi intorno a Buonconvento, anche in modalità Sport.

POSTERIORE VS Q4 Tra la trazione posteriore della Ghibli Diesel e la trazione integrale Q4 della Ghibli S preferisco la trazione posteriore, la logica Q4 funziona bene ma si fa sentire anche troppo nel volermi tenere nella giusta traiettoria. La posteriore è più leggera e più agile nella guida e lo sterzo, che sembra elettrico nella Q4, diventa un gran comunicatore con la trazione posteriore.

JOYSTICK Il cambio automatico ha una leva a joystick: si spinge molto e si saltano le posizioni mentre con colpetti leggeri si passano tutte le posizioni. Non è molto istintivo e anche dopo una giornata a bordo della Ghibli ho fatto un poco fatica ad abituarmi. In manovra, nella guida l’otto marce funziona strabene con ogni logica, normale, sport e manuale.


TAGS: Tutte le prove auto del 2013 Tutto sul Salone di Francoforte 2013

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