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COM'E'
Inutile girarci troppo attorno,
le maxi motard sono ormai più che una semplice nicchia. Il
segmento inventato dalla KTM con la sua supermoto 950 si sta
ampliando sempre di più al punto che queste moto si
possono considerare ormai delle alter-ego delle naked.
Anche perché, sotto sotto, offrono più o meno
le stesse cose, guida divertente, potenza quanto basta, ciclistiche
reattive e poca protezione. DESIGN AGGRESSIVO Con la differenza che il design qui è ancora più sportivo e ricercato. Una ricetta che è piaciuta anche a Ducati e BMW che con la Hypermotard e la Megamoto hanno seguito la strada intrapresa dagli arancioni d'Austria. Queste sono comunque moto elitarie in un certo senso, perché cilindrate e costi sono ancora piuttosto elevate. Almeno fino ad oggi, perché Aprilia con la Dorsoduro propone una motardona bicilindrica di media cilindratama con ottimi contenuti tecnici e soprattutto ad un prezzo di 8.950 €, mediamente 3.000 in meno delle sue concorrenti, tutto questo senza dover rinunciare a niente. LA VIA DI MEZZO Venendo al sodo, la nuova settemmezzo Aprilia pare avere davvero tutte le carte in regola per fare bene in questa nuova nicchia. La cilindrata (750) la pone a metà strada tra le motard monocilindriche e le maxi bicilindriche, le prestazioni e caratteristiche tecniche, però, sono allineate con quest’ultime, visto che il bicilindrico a V di 90° è in grado di erogare ben 92 cv a 8.750 giri, con una coppia che ha il suo picco massimo di 82 Nm a soli 4.500 giri. La potenza è quindi del tutto paragonabile – e a volte superiore – alle dirette concorrenti, mentre è logico che la coppia sia minore visto che come dice il solito detto “niente si può sostituire ai centimetri cubi”. Nemmeno il Ride by Wire, in questo caso, anche se gli ingegneri di Noale hanno lavorato molto bene per rendere questo motore molto reattivo. SOTTO IL SEGNO DI MIGUEL C'è tanto di Galuzzi in questa moto e si vede, il design sulle maxi motard è fondamentale e la Dorsoduro non teme confronti su questo campo. La versione in prova tutta nera dai cerchi alle sovrastrutture è davvero bella, bellissimo il silenziatore, bello il frontale. Insomma, Miguel non ha sbagliato una vite e fa finalmente piacere constatare che anche in Aprilia abbiano capito che il leone rampante aveva fatto il suo tempo. Oltretutto il bello della Dorsoduro è che è facilmente personalizzabile (una fissa di Galluzzi, questa), i pochi pezzi verniciati sono sostituibili rapidamente per cui chi vuole può lasciare briglie sciolte alla fantasia. STESSA PIATTAFORMA MA… La definizione automobilistica di “piattaforma” calza bene anche alle nuove settemmezzo Aprilia. Inutile negare che la Dorsoduro sia nata da una costola della Shiver; tuttavia per capire come le due moto siano diverse occorre andare in profondità. La Dorsoduro ad esempio, ha quote ciclistiche completamente differenti dalla sorella nuda, il forcellone è diverso e più lungo lo sterzo più aperto e l'avancorsa maggiore ad offrire una guida sostanzialmente diversa dalla Shiver. Dietro poi c'è un cerchio da 6” su cui il pneumatico da 180 “spancia” che è un piacere a formare un effetto scenico di tutto rispetto. SOSPENSIONI RAFFINATE L’ammortizzatore è ancora piazzato lateralmente e lavora privo di leveraggi, ma è più raffinato di quello della Shiver e offre la possibilità di regolare precarico e ritorno idraulico, rispetto alla stradale ha ovviamente un’escursione maggiorata (150 mm). Stesso discorso per la forcella che oltre ad aumentare l’escursione (167 mm) arrivando a quote tipicamente motard, è anch’essa regolabile nel precarico e nel ritorno idraulico. DISCHI WAVE Aprilia ha poi condito il tutto con tre dischi a margherita (320 gli anteriori, 240 il posteriore) con pinze radiali Aprilia che contribuiscono non poco alla scenografia. Parlando di dotazione, se con la Shiver hanno dovuto tenere il freno a mano un po' tirato per contenere al massimo il prezzo, con la Dorsoduro (che è la più economica maxi motard sul mercato al momento) in Aprilia hanno invece potuto darci dentro senza problemi. Nessun risparmio, quindi, le piastre sono lavorate di fino, il manubrio è in alluminio a sezione variabile, la strumentazione analogico/digitale con display a matrice di punti (la stessa della Shiver) permette tra le altre cose di autocronometrarsi in pista, la frizione ha il comando idraulico, entrambe le leve al manubrio sono regolabili. MOTORE RIMAPPATO Il motore è quindi l'elemento che è cambiato meno. Tuttavia, anche qui ci sono delle nuove mappe del Ride By Wire dedicate che si accordano con lo scarico e con lo stile di guida più aggressivo promesso dalla motardona Aprilia. Come per la Shiver '08, anche sulla Dorsoduro è possibile scegliere a tre mappature (Rain, Touring, Sport), selezionabili “in corsa” con il pulsante di avviamento e a gas chiuso. La moto è venduta come la vedete nelle foto, ovvero senza pedane e maniglie del passeggero che vengono fornite in un kit venduto assieme alla moto. Già pronta anche una lunga serie di optional (borse laterali, scarichi, portatarga “corto”, cerchi forgiati) che rendono questa moto più turistica o più sportiva a piacimento.
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