Autore:
Lorenzo Centenari

DIESEL RISCOSSA La sorpresa non consiste nel segno "più" alla voce vendite di auto (+9,3%). Ad agosto 2018, la sorpresa è il segno "più" delle auto diesel, categoria che per mesi ha pagato i proclami assolutistici delle istituzioni e delle Case stesse, e che in piena crisi ha improvvisamente saputo risalire la china. Già, perché se è vero che tra gli automobilisti privati, rifugiatisi in un serbatoio di benzina, il trend non ha invertito rotta (-8,5%), società e noleggi si sono invece riavvicinati al gasolio, bilanciando la fuga e riportando il mercato del diesel in territorio positivo (+6,2%).

LUNGA VITA AL RE Dopo la discesa di maggio (-10,1%), il capitombolo di giugno (-17,0%) e l'ulteriore contrazione di luglio (-5,2%), alla pompa nera torna dunque a formarsi la fila. Questo nonostante le limitazioni imposte dalla Regione Lombardia a partire dal 1° ottobre prossimo, le dichiarazioni di FCA sul progressivo abbandono di questo genere di alimentazione entro il 2021, in generale un clima mai così ostile al carburante che in ogni caso conserva la quota di maggioranza: diesel più di una vettura su due (53,7% da gennaio ad agosto), mentre viaggia a benzina un'auto ogni 3 (33,1%) ed è ibrida solo una su 25 (4,1%).

PUNTI DI VISTA La ragione di una pur provvisoria inversione di tendenza va individuata proprio analizzando i canali di vendita. Mentre infatti un privato che acquista l'auto in forma tradizionale generalmente non provvede alla sostituzione prima di 6, 7, 8 anni, differente è la prospettiva delle aziende e delle società di noleggio, sia a breve, sia a lungo termine. Il ciclo di possesso non oltrepassa in questi casi il triennio (assai meno nel caso di short term renting), orizzonte sufficientemente corto per sentirsi ancora al riparo da eventuali divieti, o da pesanti svalutazioni di mercato.

IN UNA BOTTE DI FERRO Lo stesso dicasi per un privato che opti per la soluzione del noleggio o del leasing: compro l'auto oggi e me ne libero nel 2021, e ora come ora la circolazione non mi è è preclusa. Anche perché possibili limitazioni, almeno per il prossimo quinquennio, interesseranno veicoli con classe antinquinamento pre Euro 5: tutti i nuovi modelli adottano obbligatoriamente standard da Euro 6 in su.

GRANA OMOLOGAZIONI Un'altra chiave di lettura è infine di ordine normativo: il 1° settembre sono entrate in vigore le nuove regole europee di immatricolazione dei veicoli in funzione di emissioni testate anche con prove reali (nuove metodologie di omologazione WLTP), e così molte reti di vendita hanno avuto la necessità di accelerare il passaggio di generazione dei prodotti. Questa, almeno, la visione di Unrae. A poco a poco, l'offerta di automobili diesel certamente perderà pezzi (ne parliamo qui). Ma se una parte del pubblico, dai rumors, si fa impressionare facilmente, una larga fetta va avanti per la propria strada. Bruciando sempre il caro, vecchio gasolio.


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