Autore:
Lorenzo Centenari

VISIONI OPPOSTE Quando politica e comunità scientifica non si parlano. E i malintesi si riflettono poi sulla società civile. Mai come ora, dalle idee confuse. Ultimissime dai laboratori: i nuovi diesel non rilasciano (o quasi) emissioni di ossidi di azoto, test realistici registrano valori prossimi allo zero. Se il metro di condanna sono i NOx, riconosciute inoltre universalmente le proprietà dei motori a gasolio di disperdere minori quantità di CO2 rispetto ai benzina, perché allora accantonare il diesel? Scendiamo più in dettaglio.

IL CASO MERCEDES A incaricarsi di misurare le emissioni NOx di alcuni diesel di ultima generazione, tutti omologati Euro 6d Temp, è stavolta un organo imparziale come l'Automobile club tedesco (ADAC). Ebbene, anche sottoponendo le auto a simulazioni di cicli di guida in condizioni reali (cioè su scala RDE, Real Drive Emission), certi modelli avrebbero restituito valori di particelle di ossidi di azoto addirittura pari a zero. È il caso, ad esempio, di Mercedes C 220 d, la più virtuosa dello stock preso in esame: 0 mg/km, un risultato che ha dell'incredibile.

NOX IN CIFRE Pagella senza macchia anche per nuova BMW 520d Touring, solo 1 mg/km, idem Opel Astra 1.6 D. Performance ultra-virtuose anche per Citroen Berlingo BlueHDi 130 (7 mg/km), Volkswagen Golf 1.6 TDI (14 mg/km), Audi A8 50 TDI (15 g/km). Abbiamo omesso quale sia attualmente il limite per le emissioni di ossidi di azoto al quale devono attenersi le auto diesel per ricevere l'approvazione WLTP (Worldwide Harmonized Lightvehicles Test Procedures): 80 mg/km. Inferiore la soglia individuata per i propulsori a benzina: 60 mg/km.

IMPARZIALITÀ C'è chi osserva come i test siano condotti da un'istituzione made in Germany, un organismo che avrebbe quindi l'interesse a dimostrare l'innocenza dei prodotti dell'industria locale, quella più colpita dallo scandalo del dieselgate. Ma ad avvalorare i risultati ADAC è anche la ricerca stessa: non più tardi di un anno fa, il CNR dimostrò come i motori diesel Euro 6 (oltre ai passi avanti nella riduzione di ossidi di azoto) emettano incombusti gassosi (HC e CO) irrilevanti rispetto ad altre motorizzazioni. 

PARTICOLATO Si attacca il diesel sulle polveri sottili. Sempre il CNR: l’adozione dei moderni FAP attivi sulle nuove motorizzazioni neutralizza anche le emissioni di PM e le particelle da combustione, ormai paragonabili (o addirittura inferiori) alle emissioni particellari prodotte dai pneumatici e dai freni. Studi autorevoli mostrano infine come il particolato emesso dai motori a benzina senza filtro ad hoc (specie quelli ad iniezione diretta di carburante) sia addirittura più dannoso. Senza contare che Bosch ha in rampa di lancio una tecnologia diesel in grado di assicurare emissioni NOx non superiori a 13 mg/km.

CONCLUSIONI Ricapitolando: il diesel si distingue per livelli di emissioni CO2 minori dei benzina, e questo è pacifico. I progressi fronte NOx sono notevoli, smontando (o comunque mitigando) anche quindi la teoria sull'influenza che il gasolio possa avere su patologie polmonari, cancro, persino malattie mentali. In Italia il diesel viene messo al bando unicamente causa la sua proprietà di emettere PM10, ma è un difetto circoscritto alle unità di vecchia generazione. In formato Euro 6, il diesel è pulito. Mai come l'elettrico, d'accordo. A patto che a zero emissioni siano anche le fonti di energia. Il tema è delicato, la confusione intanto dilaga.


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