Autore:
Lorenzo Centenari

UTOPIA Auto che circolano in simbiosi con l'ambiente, rispettando la Natura dal momento della loro nascita fino alla loro dipartita. Sarebbe bello, ma non è così. Anche l'auto elettrica ha un impatto, e se è pur vero che nel ciclo tank-to-wheel (dal "serbatoio" alla ruota, cioè durante il suo funzionamento) esso risulta trascurabile, ben più concreta è l'incidenza sulla scala well-to-tank, cioè dalla materia prima al rifornimento a bordo di energia. Per ridurre le emissioni globali di CO2 e di agenti inquinanti, l'elettrico gioca il suo ruolo ma da solo è insufficiente. La scienza non mente, i diesel di ultima generazione sono assai più "green" di quanto non si creda. Quindi?

CHE CONFUSIONE Quindi, per ridurre realmente l’impatto ambientale del settore trasporti, l’unico strumento efficace è quello di favorire il ricambio del parco auto con modelli più recenti, sia ad alimentazione elettrica, sia a combustibili tradizionali. Un processo oggi rallentato da provvedimenti ben poco efficaci, misure come il cosiddetto bonus-malus, ma anche i divieti locali alle auto diesel. Tutte soluzioni che ignorano il binomio “veicolo-vettore energetico” nell’intero ciclo di vita (LCA), quindi ingiustificati da un punto di vista tecnico. Norme, infine, che non fanno altro che disorientare il consumatore: tre automobilisti su cinque sono convinti che le auto a gasolio, indipendentemente dalla propria classe di omologazione, verranno bandite entro due anni (sondaggio Doxa).

A RAPPORTO Queste le principali conclusioni dello studio illustrato dall'Unione Petrolifera nel corso di un incontro organizzato da Forum Automotive, il movimento di opinione sui temi legati alla mobilità a motore promosso dal giornalista Pierluigi Bonora. 

NO AI NOX Eliminare le alimentazioni diesel serve dunque a migliorare la qualità dell’aria, ma solo i diesel di vecchia generazione. Già, perché i diesel Euro 6d sono in grado di rispettare ampiamente i sempre più stringenti limiti sulle emissioni di diossidi di azoto (NOx), con alcuni modelli addirittura dalla fedina penale totalmente immacolata (NOx uguale a zero), e comunque una media del 95% inferiore ai diesel Euro 0. Idem le emissioni di particolato allo scarico (PM2,5): un Euro 6 produce 100 g di PM ogni 20.000 km, quanto un impianto a biomassa (pellet) di nuova generazione emette in sole 32 ore.

ASSOLUZIONE Questo per quanto riguarda le emissioni inquinanti. Quanto alla CO2 (che al contrario è un agente climalterante), la maggiore efficienza del diesel rispetto alla benzina è alla luce del sole. Tanto che nei primi due mesi del 2019, a un calo della quota di auto diesel immatricolate (passate dal 55,8% al 43,2% del totale) è corrisposto un aumento lineare della stessa CO2 (da 112,8 a 121,5 g/km). Motore diesel, in definitiva, come pedina fondamentale per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emisisoni previsti per il 2030. Con il solo ricambio del parco auto con modelli più evoluti, a prescindere dal tipo di alimentazione, si otterrebbe infatti una riduzione della CO2 del 37%, ovvero anche maggiore rispetto agli standard Ue. Il diesel come parte della soluzione, non come problema.


TAGS: auto elettrica emissioni CO2 emissioni NOx blocco diesel diesel euro 6d