LA MORTE PUÒ ATTENDERE Certo, i blocchi sono un deterrente niente male. Così come la tendenza di quei marchi (mica tutti, vedi BMW, Mercedes e compagnia bella) che da un giorno all'altro scelgono di decapitare la propria gamma dei modelli a propulsione diesel, o comunque della maggior parte. In favore di auto ibride, elettriche, oppure anche a benzina. Siamo certi, tuttavia, che escludere un'auto a gasolio dalla lista dei desideri sia davvero necessario? Forse è il caso di distinguere tra un caso e l'altro. Per concludere che dopotutto il diesel è ancora spendibile. Per una serie di ragioni.

ECO-DIESEL Superfluo, innanzitutto, elencare una per una le squisite proprietà di un carburante che è economico alla pompa (almeno nei confronti della ''verde''), gradevole da guidare, meno energivoro durante il suo funzionamento (le moderne motorizzazioni sfiorano consumi di 3 l/100 km), infine anche pulito, come dimostrato da fior di pubblicazioni scientifiche. Proprio così, un diesel Euro 6d-temp emette un grado di diossidi di azoto (NOx), polveri sottili (PM10), inoltre CO2 (proporzionale al tasso di consumi) inferiore in media ad un benzina della stessa cilindrata. Vallo a spiegare alle amministrazioni comunali e regionali.

PARTITO DEI SINDACI Proprio a proposito delle ordinanze che le scorse settimane hanno tenuto ferme le vetture diesel a Torino, Milano, Roma, etc., addirittura nella Capitale colpendo persino gli Euro 6. La scia di polemiche che i blocchi hanno scatenato tra i malcapitati proprietari dissuaderanno con ogni probabilità le Giunte locali dal rinnovare provvedimenti tanto restrittivi. Misure comunque sporadiche, circoscritte per lo più alla stagione invernale (quando le precipitazioni sono scarse), non tali insomma da guidare gli automobilisti a rinunciare ad acquistare un modello a gasolio di ultima generazione. Chi vive in provincia e raramente visita grandi città, può infine stare ancora più sereno: improbabile che nelle piccole frazioni entrino mai in vigore bandi di qualsiasi sorta.

Diesel, la morte può attendere

VITA UTILE Blocchi temporanei a parte, il percorso che eventualmente si concluderà con la definitiva esclusione dei motori diesel dai centri città ha ancora davanti a sé diverse tappe. Nella più pessimistica delle ipotesi, un diesel Euro 6 ha oggi in sostanza un'aspettativa di vita ''legale'' di almeno altri 5-6 anni. Sempre che, appunto, la roadmap tracciata dalle autorità locali più convinte non subisca nel frattempo delle correzioni. 5-6 anni di circolazione libera: una prospettiva breve o duratura? Dipende dal tipo di impiego che si fa dell'auto.

LA NOLEGGIO Chi ogni anno macina un chilometraggio superiore ai 15.000-20.000 km, ammortizzando così l'acquisto in modo rapido, dopo un quinquennio normalmente l'auto la sostituisce. Metti che al 2025 i diesel siano fuorilegge: permuto il mezzo e lo rimpiazzo con un classico benzina, oppure con un'ibrida, un'elettrica (auguri) e così via. Oggi come oggi, inoltre, sostituire l'auto nuova dopo poco tempo è operazione semplice: non c'è Casa che non abbia in gamma soluzioni finanziarie che permettono di liberarsi del prodotto dopo 3 anni, tutelati dal valore futuro garantito al momento della firma del contratto. Finanziamento, ma anche leasing e noleggio a lungo termine: un orizzonte di 36-48 mesi, e poi si riconsidera l'accordo.

LUNGA VITA AL RE Quindi: un conto è avere residenza in centri popolosi e più sensibili ai problemi dell'inquinamento e il traffico, un conto è vivere e guidare dove il diesel trova ancora un humus fertile, e il Belpaese è in buona parte ancora libero da blocchi ostili. Un conto, inoltre, è uscire con la macchina una volta sì e tre giorni no: allora sì, puoi prendere in esame anche l'elettrificazione. Per l'impiego intensivo, al contrario, il diesel è ancora la soluzione più competitiva. Sul mercato trovi ancora un ampio ventaglio di proposte, dalle utilitarie ai Suv di grandi dimensioni: solo le citycar segmento A abbandonano il gasolio, sgonfiando tra l'altro una ''bolla'' artificiale che in passato aveva partorito una schiera di ''falsi'' clienti diesel. Niente panico, insomma: mente lucida, due calcoli, e se necessario, avanti insieme a lui, il ''vecchio'' turbodiesel.


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