Autore:
Emanuele Colombo

IL DIESEL È MORTO: VIVA IL DIESEL La situazione è grave, ma non seria: la citazione forse più celebre di Ennio Flaiano si applica perfettamente allo sviluppo della questione diesel nei paesi occidentali. Da un lato le varie amministrazioni bandiscono il gasolio con sempre maggiore determinazione. Ultima e forse più clamorosa adesione al partito dei no-diesel è quella della regione della Ruhr tedesca, che vieta l'uso delle Diesel Euro 4 persino sull'autostrada M40. Dall'altro ci si adopera per rivendere le auto che il gruppo Volkswagen ha dovuto ricomprare negli USA in seguito allo scandalo Dieselgate.

MOLTO RICHIESTE Sono circa 350.000 le auto che la casa tedesca ha momentaneamente parcheggiato in 37 depositi sul suolo americano. Secondo quanto dichiarato dal portavoce Volkswagen all'inglese Autocar. Queste vetture verranno retrofittate con le componenti necessarie per rientrare nelle normative e successivamente vendute a concessionari per la reimmissione sul mercato, oppure battute all'asta. Non tutte torneranno sul mercato: solo quelle il cui valore rende l'operazione conveniente. E seppure numeri e tempi dell'operazione non siano stati comunicati, pare che non saranno poche, visto che il valore residuo sarebbe più alto di quello che la gente si aspetta.

ESIGENZE CONTRASTANTI L'abbandono del diesel, dicono i dati del dipartimento dei trasporti inglese, comporta un aumento delle emissioni di CO2: un gas serra ritenuto corresponsabile dei cambiamenti climatici. D'altra parte le nanopolveri emesse dai motori a gasolio sarebbero causa di svariate forme tumorali (qui l'articolo). In Germania, poi, la preoccupazione è arginare le emissioni di NOx coinvolte nella formazione delle piogge acide: per questo si pensa di introdurre nuovi bollini blu per identificare e autorizzare alla circolazione solo i diesel più virtuosi. Paese che vai usanze (e leggi) che trovi, si potrebbe dire, ma il quadro rimane contraddittorio.


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