Autore:
Lorenzo Centenari

FALSA PARTENZA Dio perdona, lei no. Non più, almeno. Già, perché fino al mese scorso l'Area B era in funzione soltanto a metà: telecamere accese, ma i loro occhi facevano finta di non vedere. È dal 27 marzo, che il Comune di Milano fa sul serio: ora ogni trasgressione viene registrata, dalla sperimentazione si è passati ai fatti concreti. Un "bonus" di 50 accessi liberi, anche per i diesel pre Euro 4. Al 51esimo ingresso, automatica scatta la sanzione.

LIMITE DEI 50 La road map che l'amministrazione comunale aveva condiviso con i cittadini milanesi quest'inverno, quando annunciò lo start dell'Area B per il 25 febbraio 2019, e insieme ad esso anche una fase transitoria con una franchigia di 50 accessi anche per i veicoli inquinanti, è quindi in realtà slittata di un mese circa. Per oltre 30 giorni, le 15 videocamere non hanno conteggiato i transiti "vietati". Ora, al contrario, ogni ingresso è un punto speso. 

SCUDO SPAZIALE Al primo "fallo", gli automobilisti ai quali l'accesso all'Area B è interdetto ricevono una lettera: sei passato sotto i varchi una volta, lo puoi fare altre 49 volte. Dopodiché, verrai sanzionato. Dalle 15 iniziali, presto le porte elettroniche si moltiplicheranno: subito dopo Pasqua si procederà all'installazione di altre 73 telecamere, per un totale di 88 varchi. Violare la ZTL più grande d'Italia e farla franca, sarà impresa degna dell'Uomo Invisibile.


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