NON È FINITA FINCHÈ... Si fa presto a dire "crisi". Lavorato ai fianchi dagli Enti locali, preso di mira dagli ecologisti di tutta Europa, cancellato infine dai listini di alcuni top brand, il diesel ha inevitabilmente perso appeal. Per la prima volta dopo anni e anni, a maggio 2019 il gasolio ha ceduto alla benzina il titolo di carburante leader nelle vendite del nuovo: nei primi 5 mesi, market share del 42,8%, contro il 43,4% della "verde" (fonte Unrae). Soprattutto, rispetto al 54,1% di gennaio-maggio 2018. Grafico in caduta libera, d'accordo, ma perché affermare che il diesel è finito? Dopotutto, ancora equipaggia oltre due auto nuove su cinque. Non due su cento. A differenza delle elettriche, che invece...

DIESEL VS IBRIDO La nostra riflessione è semplice. Il terrorismo della pubblica amministrazione è martellante, e ha pur scoraggiato una fetta di clientela. Una community sensibile ai proclami, ma che tuttavia non sempre si è orientata sull'acquisto di vetture elettrificate, fossero esse a zero emissioni, oppure ibride di qualche specie. Tanto che il mercato di BEV (battery electric vehicle), HEV (hybrid electric vehicle) e PHEV (plug-in hybrid electric vehicle) messe insieme, che pure nel 2019 registra un'impennata (+32,5% l'ibrido, +94,3% l'elettrico), non rappresenta che il 5,7% del venduto complessivo. Un bottino misero, almeno in proporzione al bombardamento mediatico a favore delle auto a batterie.

L'USATO CHE TIRA L'ibrido-elettrico cresce, ma a ritmi più lenti del previsto. Vuoi per la latenza degli investimenti in infrastrutture di ricarica, vuoi soprattutto perché il rapporto costi-benefici è complessivamente ancora favorevole al buon vecchio diesel, soluzione scelta a maggio 2019 da 82.810 automobilisti (391.073 unità da gennaio a maggio), non certo una nicchia. Questo per quel che riguarda il mercato del nuovo. Già, perché nell'usato il gasolio è addirittura ancora in testa: anche a maggio il diesel di seconda mano ha festeggiato una crescita dei passaggi di proprietà dell’1,4%, per una quota di quasi due punti percentuali in più su base annua (dal 49,5% di maggio 2018 al 51,4% di maggio 2019).

CAMBIO DI RESIDENZA In conclusione: il diesel si piega ma non si spezza, spopolando in parte le grandi città come Milano e Roma, ma ricostruendosi una vita nelle località più periferiche, dove è ancora libero di pascolare. Ecco spiegato l'andamento sul mercato secondario. Quanto al nuovo, una larga parte di pubblico ha ormai compreso come i motori diesel di nuova generazione (omologazione Euro 6d) siano al riparo da divieti, almeno sul breve-medio termine. E che di sacrificare la scelta più conveniente in nome di limitazioni ancora inesistenti, ancora non è giunto il momento. Anche perché l'offerta abbonda, e le stazioni di rifornimento pure...


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