Pubblicato il 16/12/2019 ore 12:55

IPOCRISIE Quando si dice predicare bene e razzolare male. Uno studio inglese svela come alcune delle amministrazioni locali più entusiasticamente ostili al diesel, in realtà segretamente (ma neanche tanto) il diesel non lo hanno mai abbandonato. E in barba ai proclami, le proprie auto ancora viaggiano a gasolio. Come dire: stop al diesel per il popolo, ma come entità pubblica, noi siamo oltre la legge. Perché questo? Forse perché il diesel resta il carburante più economico come gestione lungo il ciclo vita? Anche nei confronti delle osannate ibride ed elettriche?

DARE L'ESEMPIO? Le statistiche parlano chiaro: la flotta del Comune di Londra (città tra i leader internazionali nella lotta al diesel) si alimenta alla pompa nera nella misura dell'89% delle proprie unità. Quote simili per Bristol, altra paladina della guerra ai combustibili fossili: l'81% dei propri veicoli, di passare all'alimentazione a batterie non ne vuole sapere, ancora bruciando impuniti ettolitri di gasolio. E in Italia? A che punto è il ciclo di conversione verso i carburanti "green" delle flotte aziendali (pubbliche e private)?

Carburante diesel, le aziende non lo hanno mai abbandonato

DIE HARD DIESEL Prendendo come riferimento il Barometro Arval 2019 sulle flotte, si evince come la sensibilità verso ibride ed elettriche sia senz'altro in crescita. Ma anche come il diesel resti di gran lunga la soluzione preferita, e non certo in base a scelte "di pancia", bensì in seguito a precisi calcoli su spesa complessiva di gestione e di manutezione. Come medie consumi, autonomia, affidabilità, il diesel rimane la scelta ideale per le lunghe percorrenze, e anche oggi che l'ostilità dell'opinione pubblica si fa più forte, le aziende mantengono inalterata la quota nel 56% dei casi. La struttura del mercato nazionale vede il diesel scendere nel 2019 al 40% di share, ma è più il privato a rinunciarvi e ad orientarsi su altre forme di alimentazione: ibride (4,3%) ed elettriche (0,3%), ma ancor prima la benzina (44%).

ROTAZIONE TRIENNALE Si può osservare come un'azienda, grande o piccola che sia, non abbia particolari difficoltà ad affontare anche nel breve medio termine un cambio in corsa della propria policy: vetture in leasing o a noleggio, sostituite generalmente nell'arco di 2-3 anni. In presenza di divieti alla circolazione, è sufficiente rimpiazzare un carburante con un altro. Tuttavia se l'ibrido fosse davvero conveniente, lo "switch" sarebbe in atto sin da adesso, anche in presenza di un'offerta di prodotto ancora limitata. E invece no, chi acquista l'auto per lavoro oppone resistenza. E passa a un'altra soluzione solo se costretto dalla legge.


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