MUNGITURA La prima certezza è che la rimodulazione della tassazione sull'auto aziendale ci sarà. Il Governo non rinuncerà nemmeno nel 2020 a bersi ogni mattina la sua deliziosa spremuta di gettito fiscale proveniente dal frutto più polposo del giardino, vale a dire l'automobile. Un settore che i suoi volumi li raggiunge grazie alle aziendali (noleggio incluso) nella misura di oltre il 40%. Le incognite interessano semmai le cifre in ballo, dal momento che la legge di Bilancio è ancora tutta da approvare, e che nei giorni si susseguono teorie e proposte discordanti. Ma la formula definitiva non tarderà, e avrà pressapoco le caratteristiche seguenti. (ultimo aggiornamento: giovedì 5 dicembre 2019).

Auto aziendali, quale tassazione dal 2020?

ECO ALIQUOTA Esclusa l'angosciante ipotesi di una tassazione al 100%, la probabilità maggiore è quella di un'imposta progressiva sulle auto aziendali ad uso promiscuo immatricolate a partire dal 1° luglio 2020 calcolata in base alle emissioni di CO2, cioè proprio sull'esempio di ecotassa ed ecobonus. Il principio è semplice, più l'auto inquina, più tasse pagherà. Ancora non è definitivo quali soglie divideranno un'aliquota dall'altra, gli ultimi rumors suggeriscono tuttavia due strade, la seconda delle quali appare come la più verosimile.

LA PAURA FA 95 Oggi al benefit dell'auto aziendale ad uso misto (lavorativo e personale) si applica una tassazione fissa al 30%. Una prima ipotesi era quella di uno sconto in caso di vettura il cui grado di emissioni CO2 sia inferiore ai 95 g/km, e di un'aliquota invece maggiore qualora il grado di emissioni oltrepassi la soglia fatidica (che è poi la stessa individuata dall'Unione europea come target 2021 per la gamma di ogni Costruttore auto, quelli almeno dai grandi volumi produttivi). Di quanto si sarebbe allontanata dalla odierna quota del 30%, non è mai stato reso noto.

TI SPEZZO IN 4 L'alternativa è più articolata, ma si fonda sul medesimo concetto. Ed è proprio quella in fase di approvazione. La Finanziaria 2020 modulerebbe la tassazione sull'auto aziendale sempre in base al proprio grado di ecologia, ma dividendo il mercato in quattro scaglioni. Con emissioni fino a 60 g/km di CO2, l'imposta scenderebbe al 25%. Con emissioni da 61 a 160 g/km resterebbe all’attuale 30%, mentre da 161 a 190 g/km crescerebbe al 40% dal 2020 e al 50% nel 2021. A partire da 191 g/km la tassa raggiungerebbe infine nel 2020 il 50% del valore del fringe benefit (il 60% nel 2021), che come sappiamo è calcolato incrociando le tabelle chilometriche Aci con una percorrenza annua di 15.000 km.

Auto aziendali, si va verso una tassazione progressiva

COSA (NON) CAMBIA Se il modello dei quattro scaglioni progressivi verrà confermato, in realtà la maggior parte delle auto (o meglio, dei dipendenti che ne fanno uso) verserebbe anche dal 2020 la stessa identica cifra. La quasi totalità delle vetture che entrano a far parte della flotta di un'azienda rientrano nel range dai 61 ai 160 g/km, ibride e vetture a gas metano o Gpl incluse. Solo le auto elettriche e la maggior parte delle ibride plug-in maturerebbe i requisiti per l'aliquota al 25%: tutte le altre (modelli di grossa cilindrata esclusi) continuerebbero a pagare il 30%. Confidiamo che il Governo Conte sposi questa soluzione, la più democratica sul tavolo.


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