Autore:
Dario Paolo Botta

QUANDO L’ELETTRICO NON BASTA Si tratta di un colpo basso, di una notizia che punge, una di quelle che non vorresti leggere. La mobilità elettrica sta letteralmente conquistando il Vecchio Continente: dei circa 300 milioni di veicoli che circolano in Europa, 800.000 sono elettriche, e i dati sulle immatricolazioni dei veicoli “green” sono in costante aumento. A spegnere gli entusiasmi ci pensa il presidente del CLEPA (l’Associazione europea dei fornitori automobilistici) Roberto Vavassori, che in un’intervista rilasciata al Financial Times in occasione del summit sul futuro dell’auto ha sentenziato: “Sappiamo che solo il 7% delle emissioni globali di CO2 arrivano dai veicoli leggeri dotati di motore a combustione interna: se per assurdo elettrificassimo tutta Europa, si risparmierebbe solo lo 0.7% di tutta la CO2 prodotta a livello globale in tutto l’anno”.

CINA, USA E INDIA CAMPIONI D’INQUINAMENTO Ad aggravare il bilancio pesano le emissioni dei giganti: Stati Uniti, Cina e India sono infatti i principali responsabili delle emissioni di gas serra, il 66% di tutte le emissioni di CO2 arriva proprio da loro. A confronto, l’Europa è un nano: solo il 10% di tutta l’anidride carbonica prodotta viene infatti dal Vecchio Continente. Non tutta la colpa è però da imputare all’autotrazione, infatti produzione di energia elettrica e attività industriale sono in ordine due delle principali responsabili dell’inquinamento atmosferico.

PARIGI È SOLO UN RICORDO Non possiamo dormire sonni tranquilli, il presidente Trump ha recentemente stravolto la posizione energetica degli Stati Uniti, tornando a puntare su fonti fossili altamente inquinanti come il carbone. Come detto, la quota del colosso americano conta parecchio sulla salute della nostra atmosfera. Nonostante l’impegno di imprenditori visionari che investono miliardi per incentivare la mobilità elettrica, il Presidente sembra convinto delle sue scelte. Solo pochi mesi fa infatti l’amministrazione a stelle e strisce ha pensato di ritirarsi dagli Accordi sul clima di Parigi: un’intesa con tanti limiti, ma in definitiva una delle poche speranze da consegnare alle future generazioni.


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