Autore:
Emanuele Colombo

NON LIBERANO LE STRADE Lo studio viene dagli USA, dove i servizi taxi di Uber e Lyft, attraverso app di ride hailing per lo smartphone, si sono affermati prima che da noi: contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, questi nuovi servizi di auto pubbliche non riducono il traffico, ma anzi lo fanno aumentare, a danno della scorrevolezza delle strade, dei consumi e dell'inquinamento.

I NUMERI DELLO STUDIO Lo studio, condotto dal consulente indipendente Bruce Schaller con dati del Dipartimento dei trasporti di Seattle, afferma che l'ascesa di Uber e Lyft ha comportato nel 2017 un aumento di percorrenza di 94 milioni di miglia (151 milioni di chilometri) sulle strade locali. Ciò va contro l'opinione diffusa che i servizi di ride hailing incoraggino le persone a guidare meno.

EFFETTI COLLATERALI Il fatto è che Uber, Lyft e simili attirano passeggeri che normalmente camminerebbero, prenderebbero l'autobus o resterebbero a casa, riferisce il Seattle Times. Solo il 40% circa degli utenti Uber e Lyft avrebbe guidato o preso un taxi se il servizio non fosse disponibile, dice lo studio: il resto avrebbe usato altre forme di trasporto. A Seattle, la lunghezza media di una corsa è di 8,3 km e in genere un guidatore percorre solo 4,8 km tra un servizio e l'altro.

UN SUCCESSO SOPRA LE ASPETTATIVE Schaller fa notare che quando Uber e Lyft arrivarono per la prima volta sulle strade di Seattle nel 2014, il Consiglio Comunale limitò ogni compagnia a non più di 150 guidatori sulla strada alla volta, ma questi limiti sono stati presto superati e il solo Uber, ad oggi, ha circa 14.000 conducenti a Seattle. Il che dimostra l'utilità sociale del servizio, ma anche la necessità di valutarne correttamente l'impatto per definire politiche di gestione del traffico e dell'inquinamento appropriate.


TAGS: traffico taxi inquinamento smartphone uber smart mobility mobilità sostenibile Lyft ride hailing