QUANTO AUMENTEREBBE SE... L'argomento è controverso: «L’Iva aumenterà, in attesa di stabilire interventi alternativi», ha dichiarato Giovanni Tria, attuale ministro dell’Economia. Il governo nega, ma in attesa di vedere gli sviluppi ecco che cosa potrebbe succedere. In estrema sintesi, auto, moto e altri mezzi di trasporto subiranno un aumento di prezzo del 3,2 % già nel 2020, per poi aumentare ancora nel 2022, se nel frattempo non saranno varate manovre correttive sui conti pubblici.

UN PRIMATO ITALIANO Tutto dipende dalle cosiddette clausole di salvaguardia, che prevedono l'aumento automatico delle aliquote per compensare l'incremento del deficit dello stato ed evitare così le sanzioni europee. L'aumento, come anticipato, non avverrebbe immediatamente per intero, ma per gradi. L’aliquota ordinaria del 22% passerebbe al 25,2% nel 2020, per poi raggiungere il 26,5% entro il 2022: il valore più alto di tutta l'Unione Europea. Altri beni, oggi tassati al 10% in base all'Iva agevolata, potrebbero veder aumentare l'aliquota fino al 13%.

CHI PAGA IL CONTO Controversa la manovra, controversi gli effetti. "Se aumentasse l’Iva favoriremmo le esportazioni, ma penalizzeremmo i consumi interni”, ha dichiarato Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre: “A pagare il conto sarebbero le famiglie, ma anche gli artigiani, i piccoli commercianti e i lavoratori autonomi che vivono quasi esclusivamente di domanda interna”. Quanto peserebbe la stangata, però, è argomento dibattuto.

QUANTO PESA: LE STIME Il Codacons stima che dalle tasche delle famiglie, a parità di consumi, usciranno 1.200 euro in più all'anno. Più ottimista il giornale di Confindustria, il Sole 24 Ore, secondo cui l'aggravio medio sarà di 538 euro. Nel mezzo si pongono le stime dell'Ufficio studi di Confcommercio, che stima in 382 euro l'aumento pro capite della tassazione, per un totale di 889 euro in più per nucleo famigliare.

GLI EFFETTI SUL MERCATO Con queste prospettive, è facile immaginare un calo del mercato di auto e moto. Un dato forse più drammatico per le quattro ruote, che in Italia hanno già accusato un calo del 9,7% calcolato anno su anno a marzo 2019 (fonte Unrae). Meno grave - si fa per dire - la situazione per le due ruote, che nel mese di marzo fa registrare in Italia un incremento del 27,1%, rispetto allo stesso mese del 2018 (fonte Ancma).

PENALIZZATI I PENDOLARI Ai danni dei consumatori, tuttavia, vale più la pena riflettere sugli aumenti che si ripercuoteranno anche su carburanti e pedaggi, penalizzando una percentuale importante di pendolari dipendenti e liberi professionisti in regime forfettario. Speriamo davvero che il meccanismo automatico delle clausole di salvaguardia si inceppi.


TAGS: iva tasse accise aumento iva cgia def