|
Viste&Provate Notizie correlate Questo servizio è stato realizzato in collaborazione con
![]() Hanno collaborato: Michele Losito, Mirko Maffeis, Gianluca Cagnoni, Andrea Cassano. NUDE DA RECORD 24.200 pezzi venduti in Italia nel 2005, un testa a testa avvincente nei primi mesi del 2006, con numeri di vendita che differiscono per poche unità. Il segmento delle naked di media cilindrata è quello dove si gioca la grande battaglia dei numeri. Perché se le supersportive sono le moto che fanno sognare, queste sono quelle che "fanno cassetta", che portano alle Case i maggiori guadagni e che finiscono sempre per essere le più vendute in assoluto, anche perché è su queste moto, che già hanno un prezzo invogliante, che si sprecano promozioni finanziamenti e sconti più o meno ufficiali. BUONE PER TUTTO Perché hanno tanto successo? Perché con una cifra ancora ragionevole offrono tanti punti di forza: vanno bene per imparare, per andarci al lavoro, al mare con fidanzata o, magari, farci un paio di turni in pista (giusto per non farsi mancare niente). Le naked moderne, insomma, sono buone per tutto e sfruttano una ricetta ampiamente consolidata e lanciata dalla Honda Hornet nel 1998: motore quattro cilindri in linea da un centinaio di cavalli derivato da una sportiva di qualche anno prima, ciclistica semplice, design attraente. COMPITO DIFFICILE Per i progettisti rappresentano una sfida difficilissima, perché queste moto devono essere belle, andare bene un po’ in tutte le situazioni e, soprattutto, devono costare poco. Per questo motivo la coperta è sempre troppo corta e la sfida si gioca molto su come mostrare ricco ciò che ricco non è. Così trovi telai di alluminio ma forcelloni poverelli e sospensioni economiche, forcelle a steli rovesciati ma motori a carburatori, design attraenti per i fari anteriori (ormai il faro rotondo è tremendamente démodé) ma componenti un po’ plasticosi. Insomma, ti danno da una parte e ti tolgono dall’altra, in una logica di ferree economie di scala e di massimo contenimento dei costi. Tuttavia, basta guardarle per capire che i risultati ottenuti sono ragguardevoli: le moto piacciono, vendono e le rinunce tecniche da fare sono sempre meno. SFIDA AL VERTICE L’anno scorso la battaglia del mercato è stata vinta dalla Yamaha FZ6 (con l’aiutino della sorella carenata Fazer, in realtà) che ha primeggiato su Honda Hornet e Kawasaki Z 750. Quest’anno la Suzuki (grande assente fino ad oggi) si è presentata più battagliera che mai e ha già mostrato le sue velleità nei primi due mesi dell’anno, puntando dritta al podio delle vendite. Ci riuscirà? Lo sapremo solo alla fine dell’anno, per il momento però le abbiamo provate tutte, contemporaneamente, in pista, su strada e al banco. Ecco cosa è emerso. Il responso del banco prova (dati rilevati alla ruota) Honda Hornet 600 Potenza max 87 cv 11.300 giri Coppia max 59,80 Nm a 9.550 giri Kawasaki Z 750 Potenza max: 100 cv a 10.840 giri Coppia max 77,45 Nm a 8.290 giri Suzuki GSR 600 Potenza max: 92,6 cv a 11.300 giri Coppia max 63,73 Nm a 9.780 giri Yamaha FZ6 Potenza max: 93 cv a 12.290 giri Coppia max 58,82 Nm a 10.240 giri
Commenti
|
|||||||||||||||