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ORA E' UFFICIALE Qualche giorno dopo la nostra anteprima è arrivata la conferma ufficiale, la ER6n è tutt'altro che uno scherzo ma è una moto con cui Kawasaki intende mostrare in anticipo cosa ci dobbiamo attendere da lei in futuro. Talmente in anticipo che già la settimana prossima potremo dirvi tutto di lei, anche come va. SORELLA MAGGIORE La ER6n, lo dice il nome, è erede/sorella maggiore della piccola ER5 che da sempre tiene alto l’onore del marchio di Akashi tra le moto entry level. Proprio il segmento in cui si va a piazzare questa nuova nuda, di cui si sussurra un prezzo nell’orbita dei 6.000 euro. DESIGN ARDITO Di altro si sa ancora poco se non la conferma della linea fumettosa, e del motore che sarà un bicilindrico parallelo da 649 cc di cui non sono dichiarati i dati di potenza e coppia, ma per cui è facile ipotizzare una potenza di una settantina di cavalli. Confermato anche il fatto che il motore è completamente inedito. DUE CILINDRI PARALLELI La scelta del bicilindrico parallelo sebbene possa sembrare un po’ controcorrente ha però il suo perché nella economia realizzativa (costa molto meno ed è meno complesso di un V2) che deve essere stata tenuta in grande considerazione su questa moto visto il listino davvero molto invitante. Chissà se Kawasaki avrà lavorato, come ha fatto Yamaha per la TDM, sulla fasatura dell’albero motore per dare un po’ più di personalità al suo twin. Per il resto, la moto è vestita molto bene, con convogliatori sparati in avanti (ricordano un po’ quelli della TNT soprattutto nella vista ¾ anteriore) un faro anteriore bislungo che si piazza a metà tra quello della Brutale (ormai le citazioni non si contano più) e quello di un prototipo Aprilia, la Shiver, presentato anni fa proprio a Mlano. TELAIO PARTICOLARE Il design pare aver contagiato tutti gli elementi principali della moto, davvero curioso l’andamento del telaio a diamante con tanto di ammortizzatore laterale (il forcellone in acciaio appare in verità un po’ smilzetto), azionato secondo lo schema cantilever, mentre lo scarico tozzo si piazza proprio sotto al motore in perfetto stile Buell. Le ruote hanno discendenze nobili, sono infatti le stesse che equipaggiano le Ninja 636 con tanto di dischi margherita a corredo (ma pinze flottanti più economiche come sulla Z 750), mentre sono molto belle le grosse piastre laterali con funzione portante per le pedane di pilota e passeggero. PRESTO LA PROVA Una naked dall’atteggiamento sportivo, quindi, che però pare mostrare attenzione anche verso il passeggero che trova un paio di comode maniglie cui appigliarsi e una sella apparentemente comoda. Dalle foto un po’ sgranate spunta anche una strumentazione di tipo digitale analogico, che sinceramente speriamo di trovare in futuro anche sulle sportive di Casa Kawasaki. Immagini 1024x768, cliccate per ingrandire. Commenti
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