Autore:
Salvo Sardina

ARIA PESANTEPossibili scenari si contendono le nostre vite mentre noi le stiamo lì a guardare”, canta Cesare Cremonini in una delle hit di maggior successo del suo ultimo album. Parole che sembrano sposarsi alla perfezione con l’attuale situazione di incertezza in casa Ferrari. Quasi a sorpresa e in maniera del tutto inattesa fino a qualche settimana fa, l’aria si è appunto fatta piuttosto pesante all’interno del box di Maranello dopo gli episodi di Singapore e Sochi. E anche se Sebastian Vettel e Charles Leclerc davanti alle telecamere mostrano di andare d’amore e d’accordo, è opinione comune nel paddock che qualcosa si sia irreparabilmente rotto, specie dopo lo “sgarbo” nel caos qualifiche di Monza.

F1 2019, Singapore: i piloti Ferrari Charles Leclerc e Sebastian Vettel in conferenza stampa

I FATTI-1 A Singapore, Leclerc non aveva gradito la strategia studiata per il compagno, poi in grado di prendere la prima posizione in undercut e difenderla fino al traguardo. Le insistenti lamentele del monegasco avevano spinto all’intervento il direttore sportivo Laurent Mekies – uno certo non solito aprirsi in radio con i piloti – quasi a placare i bollenti spiriti del ventunenne: “Usa la testa, dobbiamo portare le macchine al traguardo”, gli aveva intimato dal muretto. E non è certo un caso che le dichiarazioni perplesse di fine gara si siano trasformate in parole ben più gentili alla vigilia di Sochi: “Devo essere più bravo a controllarmi, la mia reazione è stata sopra le righe e non doveva essere così. Questo dimostra che ho ancora tanto da imparare, ma il team ha fatto la scelta giusta”.

I FATTI-2 Tutto risolto, dunque? Macché. La goccia che potrebbe aver fatto traboccare il vaso si è aggiunta proprio nei primi concitati giri del GP di Russia: il monegasco si è attenuto ai piani studiati a tavolino dal muretto Ferrari, offrendo a Seb la scia per sopravanzare Hamilton e chiudere il primo giro con due Rosse al comando. Il quattro volte campione del mondo si è così portato in testa nella staccada di curva-2 ma, anziché rispettare i patti accettando la richiesta di invertire le posizioni, ha tergiversato chiedendo un paio di giri in più per distanziare Hamilton, per poi imprimere alla gara un ritmo inarrivabile per chiunque (Leclerc compreso). Un chiaro messaggio di vitalità spedito all’indirizzo del ventunenne di Monte Carlo, ma anche di insubordinazione alle scelte degli strateghi. I quali hanno risposto lasciando Vettel in pista con gomme ormai finite allo scopo di aiutare Charles a tornare al comando, un lusso che non ci si poteva permettere sebbene ininfluente sul risultato finale, determinato dal ritiro della Rossa #5 e dalla conseguente Virtual Safety Car.

F1 GP Russia 2019, Sochi: Leclerc e Vettel (Ferrari) nelle fasi iniziali di gara

SPACCATURA Insomma, se da un lato appare chiaro che Seb non c’ha pensato due volte a restituire a Charles lo schiaffo di Monza – e tutto sommato è così che fanno i campioni – dall’altro è evidente la spaccatura con cui il team principal dovrà presto fare i conti. Dal canto suo, Vettel è un sovrano deluso dalle ultime stagioni negative ma che appare rinato dopo l’inaspettata vittoria di Singapore, tutt’altro che pronto per un prepensionamento da gregario in stile Raikkonen. Leclerc è invece un giovane veloce, ambizioso e di raro talento, che cela dietro i modi gentili il carattere del leone pronto a divorare la preda. Una situazione potenzialmente esplosiva già adesso che la Ferrari è tagliata fuori dalla lotta per il titolo ma che nella prossima stagione potrebbe rivelarsi addirittura deleteria se confrontata con l’armonia di casa Mercedes, dove il cannibale Lewis Hamilton è affiancato dal pacioso (ma consistente) Valtteri Bottas.

POSSIBILI SCENARI Così, a distanza di qualche mese dall’ultima volta, torna in auge la solita storia di un possibile addio di Sebastian a fine stagione. Diciamo subito che la soluzione più probabile è che si arrivi comunque alla naturale scadenza del contratto che lega il tedesco alla Ferrari fino a tutto il 2020, tanto più che ieri il tedesco è stato a Maranello a colloquio con Binotto. Secondo le indiscrezioni di radio paddock, non è tuttavia da escludere un possibile approdo alla Red Bull, non pienamente soddisfatta di Albon e in cerca di un profilo di esperienza da affiancare a Verstappen. Non andrebbe esclusa neppure l’ipotesi di un anno sabbatico nell’attesa che si liberi il sedile di Bottas in Mercedes. Nel caso, scalderebbero i motori Nico Hulkenberg e soprattutto Daniel Ricciardo. Il tedesco, ancora senza un sedile per il 2020, è un pilota affidabile, veloce e pronto ad accettare di buon grado un ruolo da gregario in un top team. Il sogno di buona parte del popolo ferrarista sarebbe però quello di abbracciare finalmente l’esuberante italo-australiano, che ha già dimostrato di avere il talento necessario per sopportare le convivenze ad alta tensione, oltre ad avere un’esplicita clausola nel contratto con la Renault che lo lascerebbe libero di firmare con Mercedes o Ferrari. Ipotesi di fantamercato, certo, (im)possibili scenari. Eppure, se Binotto non riuscisse nell’intento di riportare serenità all’interno del box...


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