Autore:
Salvo Sardina

MOVIOLA GP RUSSIA Il Gran Premio di Russia 2019 è passato agli archivi per la clamorosa sconfitta della Ferrari, che in un solo giro si è vista sfumare una probabile doppietta a causa del ritiro di Sebastian Vettel e della conseguente Virtual Safety Car che ha permesso a Lewis Hamilton di cambiare “gratuitamente” le gomme. Poco da segnalare anche sul piano della moviola, con i commissari guidati dall’ex pilota di Formula 1, Emanuele Pirro, che non si sono trovati ad analizzare situazioni particolarmente complicate. Manca però a nostro avviso quantomeno un rimprovero all’indirizzo di Alexander Albon: ecco nel dettaglio la nostra analisi Var del Gp di Russia 2019.

ALBON DISTRATTO Il primo episodio che analizziamo è proprio quello che vede protagonista appunto Alexander Albon. Il thailandese della Red Bull procede lentamente nelle fasi finali delle prove libere 2, spostandosi verso la traiettoria ideale in curva-3 proprio mentre sopraggiungeva a grande velocità Lewis Hamilton. Il campione del mondo della Mercedes è bravissimo a evitare un impatto potenzialmente molto violento, ma in questo caso riteniamo che le immagini parlino da sole: Albon – neppure investigato per l’accaduto – avrebbe meritato almeno una reprimenda.

GRIGLIA Come al solito in questa fase della stagione, fioccando le penalità in griglia: cinque posizioni per Max Verstappen e Pierre Gasly, “colpevoli” di aver sostituito il motore endotermico. Retrocessione invece a fondo griglia per Robert Kubica e Daniil Kvyat, che hanno cambiato diverse componenti della power unit. Anche Alexander Albon avrebbe dovuto scontare solo cinque posizioni di penalità al pari del compagno di squadra, ma poi è partito dalla pit-lane dopo aver deciso di apportare delle modifiche al fondo in regime di parco chiuso (oltre ad aver sostituito il cambio) in seguito al botto di sabato in qualifica.

F1 GP Russia 2019, Sochi: le auto schierate in griglia di partenza

RAIKKONEN ANTICIPA Nessun guadagno in termini di tempo (anzi), ma un’inevitabile sanzione. Così Kimi Raikkonen ha pagato a carissimo prezzo la partenza anticipata allo spegnimento dei semafori: la sua Alfa Romeo Racing C38 si è mossa in anticipo e poi ha stallato perdendo diverse posizioni al via. Il campione del mondo 2007 ha poi anche dovuto scontare un Drive Through, perdendo anche due punti sulla Superlicenza Fia.

SANDWICH GIOVINAZZI Momenti di tensione al via anche per Antonio Giovinazzi. L’italiano approccia curva-4 stretto a panino dalla Renault di Daniel Ricciardo e dalla Haas di Romain Grosjean. Inevitabile il contatto tra i tre, che porterà il francese contro il muro e l’australiano ai box con la posteriore sinistra forata. Nessuna conseguenza evidente invece per il pugliese dell’Alfa Romeo, assolutamente incolpevole per l’incidente e giustamente neppure investigato dalla Direzione gara.

F1 GP Russia 2019, Sochi: Giovinazzi (Alfa Romeo) impatta con Grosjean (Haas) e Ricciardo (Renault)

MAGNUSSEN TAGLIA Non useranno mezzi termini gli uomini della Haas per criticare la sanzione di cinque secondi ricevuta da Kevin Magnussen a fine gara per il taglio di chicane nel corso del giro 43. Il danese arriva lungo alla staccata di curva-2 nel tentativo di difendere la posizione da Sergio Perez, tagliando quindi sulla via di fuga in asfalto. Kevin rientrerà in pista in maniera scorretta secondo le prescrizioni dei commissari: il pilota Haas rispetterà il secondo pannello ma non il primo (considerando il punto in cui è uscito di pista, avrebbe dovuto passare alla sinistra del cartello bianco) e quindi riceverà una sanzione di cinque secondi e un punto sul patentino. Scelta corretta sul piano regolamentare ma effettivamente molto severa se pensiamo che Magnussen aveva anche perso la posizione su Perez.

F1 GP Russia 2019, Sochi: Kevin Magnussen (Haas) salta il cartello in curva-2


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