Autore:
Simone Valtieri

POKER RUSSO Les jeux sont fait! Nella Monte Carlo di Russia (non per quel che riguarda il blasone nel mondo delle corse, ovviamente, ma per ciò che concerne il gioco d'azzardo) Charles Leclerc ha calato il suo personalilssimo poker di pole. Dopo Spa, Monza e Singapore, infatti, il giovane monegasco ha stracciato la concorrenza anche a Sochi, rifilando quattro decimi a Lewis Hamilton e a Sebastian Vettel, dando l'ennesima conferma di essere ormai diventato un asso di prima grandezza nel panorama della Formula 1 contemporanea.

IMPERVETTEL! Il confronto recente tra i due compagni in Ferrari parla ancora, impietosamente, a vantaggio di Charles Leclerc, con un Sebastian Vettel che non sembra aver trovato il bandolo della matassa sulla pista russa. È vero che se il vincitore dello scorso GP di Singapore fosse riuscito a mettere assieme i settori si sarebbe portato su un ideal time superiore di appena un decimo rispetto alla pole del compagno, ma è altresì vero che lo stesso Leclerc avrebbe potuto attaccare il record della pista di Lewis Hamilton del 2018, senza qualche sbavatura nel terzo settore del suo giro più veloce.

OCCHIO ALLA PARTENZA Ciò non vuol dire però che Vettel non possa rappresentare una minaccia domani per Leclerc, così come lo è stato in Asia la scorsa settimana. Su una pista sciovolosa come quella russa le Safety Car potrebbero essere protagoniste anche stavolta, ma più che altro conterà un fattore analogo a quello che i piloti troveranno in Messico: il primo rettilineo. Come osservato da Charles Leclerc direttamente nelle interviste di rito post-qualifiche, Sochi non è propriamente la pista ideale per scattare dalla pole, poiché la lunga retta d'avvio potrebbe scombinare gli assetti della griglia e l'effetto scia dare un bel vantaggio a Vettel (3° e sulla parte gommata della pista) e a Lewis Hamilton.

LEWIS GRANITICO Va detto però che la Mercedes, scopertasi improvvisamente vulnerabile di fronte ai progressi tangibili mostrati dalla Ferrari dopo la pausa estiva, ha giocato d'azzardo, vestendo gomme Medium in Q2 su entrambe le monoposto e dunque, a fronte di un grip inferiore in partenza e nei primi giri, i suoi piloti potranno giovare di gomme più fresche e performanti nel finale. Per la casa di Stoccarda c'è sempre la certezza Hamilton, in grado oggi con un ultimo giro perfetto di approfittare delle sbavature di Vettel per soffiargli la prima fila, mentre Valtteri Bottas, anche su una delle sue piste preferite, ha sprecato l'ennesima occasione di dare del filo da torcere al suo compagno, sbagliando nel giro finale e facendosi beffare anche da Max Verstappen (Che gli partirà però dietro per via delle 5 posizioni di penalità in griglia, dovute alla sostituzione di componenti sulla Power Unit).

AHI AHI ALBON! Sul fronte gara non sarà da sottovalutare neanche la Red Bull dell'olandese, oggi un po' in crisi con il vento e troppo più lenta nei rettilinei, mentre il suo compagno Alex Albon, autore di un brutto errore in Q1, è finito in testacoda contro le barriere, scavando qualche dubbio nella testa del suo superiore Helmut Marko e sgretolando un po' il suo futuro nel main team austriaco. Applausi anche per la McLaren, fresca dell'annuncio di divorzio al termine del 2020 con la Renault per tornare a montare propulsori Mercedes nel 2021.

LA POLE DEGLI ALTRI Carlos Sainz è stato in grado di cogliere la "pole degli altri" in sesta posizione, precedendo il veterano Nico Hulkenberg, che ha bisogno di raccogliere risultati al fine di trovare un sedile per la prossima stagione (chissà che la Red Bull non si convinca a ingaggiarlo, per una volta, vista le incertezze dei suoi giovani). Bene anche Lando Norris, ottavo, e Antonio Giovinazzi, il cui 13° posto non racconta per intero la buona prova del pilota italiano, che ha estromesso dalla Q2 il compagno Kimi Raikkonen (colpa anche di un suo errore nel secondo settore in Q1) e chiuso a poco più di un decimo dalla qualificazione alla Q3, con un'Alfa Romeo apparsa in crisi per tutto il weekend.

COME LA LEGGENDA Torniamo infine a Charles Leclerc. Il monegasco è stato l'unico pilota questo weekend capace di girare, e per due volte, sotto i 92 secondi sul giro secco, in entrambi i tentativi in Q3, dimostrando la confidenza che ha ora con questa nuova Ferrari, rinata con pochi e mirati accorgimenti aerodinamici. Nel dopogara è arrivato il primo accostamento pesante della sua carriera, scaturito dai suoi numeri: quattro pole di fila, l'ultimo a farle con la rossa è stato Michael Schumacher. A parte un paio di errori di gioventù (Baku, Hockenheim), il giovane talento della rossa ha dimostrato di essere già molto maturo, e anche se gara dopo gara la posta in gioco e la pressione si alzeranno, ha fin qui dimostrato di avere nella genetica e nel talento le carte in regola per diventare un campione.


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