Autore:
Salvo Sardina

DELUSO La Ferrari fa festa grazie al suo gioiellino Charles Leclerc, in pole position per la quarta volta consecutiva e per la sesta in stagione. Una situazione che non si verificava dal 2001, quando era stato un certo Michael Schumacher a portare a casa quattro partenze al palo di fila (oltre al titolo mondiale a fine stagione). L’altra faccia della medaglia di Maranello è però quella di un Sebastian Vettel terzo in griglia e beffato proprio sul finale da Lewis Hamilton, che gli ha soffiato la prima fila per soli 23 millesimi.

EFFETTO DOMINO Il tedesco, a caldo subito dopo la bandiera a scacchi, ha spiegato come la sospensione della Q1 abbia un po’ sconquassato i piani, costringendolo a usare un treno di Soft sin da subito, costringendolo ad andare all’inseguimento del compagno e dunque viziando un po’ la preparazione della Q3: “Sì, non sono del tutto contento. Non sono riuscito a estrarre il massimo potenziale dalla macchina e poi quello che è successo in Q1 mi ha un po’ rovinato la sessione. Però diciamo che da lì alla Q3 siamo comunque riusciti a rimettere le cose a posto”.  

F1 GP Russia 2019, Sochi: il

CURVA-1 DECISIVA Come spiegato anche da Leclerc, c’è da dire che non sempre partire davanti a Sochi può essere un vantaggio. Lo sa bene proprio Seb, che scattò davanti a tutti nel 2017 ma fu poi infilato da Bottas (che partiva proprio terzo) grazie al lungo rettilineo di partenza: “Curva-1? Sì, la strada è lunga e abbiamo una strategia diversa a livello di gomme rispetto alla Mercedes. La gara si deciderà domani, la velocità c’è, quindi cerchiamo di tenere il passo. Sicuramente bisognerà partire bene, poi ci si preoccuperà del resto. Vediamo, sicuramente abbiamo un potenziale vantaggio stando in scia, però diciamo che quando sei dietro cerchi sempre di dirti cose del genere, un po’ per incoraggiarti”.


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