Autore:
Simone Valtieri

DODICI MESI FA... Sarà l'osservato speciale per tutto il weekend del Gran Premio di Germania, Sebastian Vettel, non solo perché questa è la sua gara di casa, non solo perché sulla pista di Hockenheim non ha mai vinto, ma anche perché lo scorso anno è proprio qui che è iniziata la sua crisi. Era in testa al mondiale, è andato a muro durante il piovoso GP tedesco e da lì in poi sono iniziati i 12 mesi più lunghi e difficili della sua carriera. A un anno di distanza il pilota della Ferrari vuole ripartire da qui, scacciare i fantasmi e riprendere a macinare risultati e vittorie. E il weekend tedesco ha preso il via oggi con la tradizionale conferenza stampa del giovedì, durante la quale Seb è stato bersagliato dalle domande.

STRADA GIUSTA La prima domanda, inevitabile, è su cosa si aspetta da questo weekend e su come si trova attualmente al volante della SF90. "Ci sono state occasioni in cui le cose sono andate molto bene in macchina, altre in cui sono state più difficili, ma credo che questo sia normale perché nel corso della stagione ci sono piste con caratterstiche diverse." - ha esordito Vettel - "Dopo le prime gare abbiamo avuto un quadro più chiaro rispetto ai test invernali e grazie a questo siamo riusciti a compiere dei progressi. Ovviamente non siamo ancora al livello che vorremmo, ma tutto sommato la direzione è quella giusta. Alcune cose che abbiamo portato hanno funzionato, altre no. Certo vincere qui sarebbe speciale: è il mio Paese, lo scorso anno ci sono arrivato vicino, vedremo quanto vicini potremmo arrivare quest'anno. Partiamo da una posizione peggiore rispetto al 2018 ma abbiamo visto in alcune gare recenti che siamo stati piuttosto forti, sia in qualifica che in gara. Qui dovrebbe fare molto caldo all'inizio, poi si abbaserà la temperatura, vedremo come andrà."

MERCEDES FAVORITA Seb ha proseguito parlando un po' dei rivali della rossa, ovviamente Mercedes e Red Bull: "Sicuramente la Mercedes ha un vantaggio su chiunque, direi che questo è piuttosto chiaro, un po' come gli anni precedenti sembrano faticare dove il degrado è più alto, come per esempio è accaduto in Austria, ma dal punto di vista della velocità pura loro sono il punto di riferimento. Con la Red Bull cè stata qualche battaglia ravvicinata, a volte siamo stati davanti, a volte dietro, ma il nostro obiettivo è lottare sempre per la vittoria e per farlo devi essere meglio delle Mercedes, non solo delle Red Bull. Chiaramente qui voglio vincere ma bisogna essere realisti, non credo di essere favorito con la Ferrari ma sicuramente abbiamo un'opportunità, ed è questo il senso di gareggiare. Scopriremo durante il weekend se potremo centrare questo obiettivo. Ci sono amici e famiglia che vengono a vedermi, festeggiare sarebbe bello perché potremmo farlo insieme."

L'ULTIMO PASSO Il titolo 2019 sembra ormai essere un miraggio, con 100 punti da recuperare a Hamilton, per cui è stato domandato a Sebastian per quanti anni ancora pensa di poterci provare e quanta pressione prova nel correre con il fardello di dove riportare il titolo a Maranello dopo 12 anni di astinenza. "Per me non è un fardello, è un privilegio poter andare in pista e gareggiare per la Ferrari" - ha spiegato Vettel - "La mia missione così come quella del team, è di aprire una striscia vincente di vittorie, se ci riusciremo poi ci sono molte più possibilità anche di tornare a vincere il campionato. Chiaramente finora l'annata non è andata bene soprattutto dopo le due precedenti gare, ma le cose si stanno muovendo nella direzione giusta a mio avviso se consideriamo il quadro complessivo, anche se al momento non interessa la direzione ma dove siamo, in questo mondo la gente non è molto lungimirante ma fa parte del gioco, e anche se le cose sembrano essersi messe meglio ci manca l'ultimo passo, quello più importante."

COME KIMI "Non so quanto ancora resterò in Formula 1" - ha proseguito Seb - "Adoro gareggiare, qui ci sono le auto più veloci che esistano e la gioia che provo nel guidarla è rimasto inalterata. La motivazione è molto alta, quella di centrare l'obiettivo che mi sono prefissato con la Ferrari, da questo dipenderà se resterò in F1 per molto tempo o no. Gareggiare fino all'età di Kimi? Non lo so, non sono bello come Kimi adesso e quindi non sarò bello come lui a 40 anni, quindi non saprei..." - scherza Seb, poi più serio - "È abbastanza inutile pensarci ora, immagina di chiedere a Kimi a 32 se avrebbe corso fino ai 40, non credo ti avrebbe risposto. Dipende da come andrà il prossimo anno e dalla direzione che prenderà lo sport nel 2021. Cosa preferisco di lui? Che è sempre stato onesto e diretto."

CRITICO SEVERO Circa i suoi tanti errori, inaugurati proprio a Hockenheim lo scorso anno con l'impatto a muro su pista bagnata e proseguiti fino al tamponamento di Verstappen nell'ultima gara a Silverstone, Vettel ha spiegato di non curarsi di quello che scrivono i giornali: "Non sono mai contento quando le cose vanno per il verso sbagliato, alcuni miei errori sono stati più grossi di altri ma la cosa importante è progredire. Chiaro che se commetto un errore non sono contento, ma la pressione che metto da solo su me stesso dopo ogni errore è più grande di qualsiasi pressione esterna. So quando faccio le cose bene e quando no, credo di essere sempre il più severo giudice di me stesso."

MICK EREDE? L'ultima domanda è su quello che tutti in Germania sperano possa essere il suo erede, il figlio d'arte Mick Schumacher: "È cruciale che gli venga concesso il tempo di cui ha bisogno" - ha spiegato Seb - "È giusto giudicarlo come tutti ma non è giusto misurare le sue prestazioni paragonandolo a suo padre, perché è un epoca diversa, le gare sono diverse, e sicuramente è stato Michael a creare una grandissima attesa anche su di noi quando eravamo ragazzi, il suo nome è conosciuto da tutti e avere Mick sulla soglia della F1 è molto bello, se potesse un giorno entrare sarebbe una spinta enorme per questo sport in Germania. Al di là di questo è un ragazzo molto in gamba, gentile, incrociamo le dita per lui. Speriamo che possa fare bene e riportare un po' di entusiasmo."


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