Autore:
Lorenzo Centenari

IO NON POSSO ENTRARE Nell'arco di un anno, a Milano sparirà l'odore di gasolio. Non proprio: il diesel avrà ancora libero accesso, purché sia di nuova generazione. Altrimenti, porte chiuse. Il 21 gennaio 2019 parte sotto la Madonnina il progetto "Low Emission Zone", misura volta a cinturare la città e a lasciare fuori progressivamente i modelli auto più inquinanti. Esclusi dalla LEZ dapprima i diesel da Euro 0 a Euro 3. Successivamente (ottobre 2019), il "ban" verrà esteso anche ai diesel Euro 4. Controlli della Municipale, ma soprattutto telecamere pronte a sorprendere chi vorrà fare breccia senza averne i requisiti.

IL CERCHIO DELLA FIDUCIA La Low Emission Zone disegnata dalla Giunta di Giuseppe Sala abbraccia una porzione di Milano assai più vasta che non quella circoscritta all'Area C. I vecchi diesel non potranno mettere piede se non in qualche quartiere di periferia. E se in fase sperimentale le videocamere di sorveglianza non supereranno la dozzina, a poco a poco tutti i 180 varchi di accesso verranno equipaggiati di occhi elettronici. Sin da subito, invece, la segnaletica sarà esplicita e coprirà ciascun ingresso. Due settimane di martellante campagna informativa a ridosso del provvedimento. Poi il via ufficiale alla circolazione "diesel free".

CONTROLLI A DOPPIO STADIO Decisione impopolare, quella presa dal Comune di Milano, ma a detta del sindaco Sala, "necessaria, anche se molto delicata". Tra fine 2019 e inizio 2020, il blocco entrerà a regime. I vecchi diesel potranno entrare in città soltanto il sabato e la domenica, mentre chi trasgredisse e sfuggisse ad una prima fascia di controlli, elettronici o da parte dei vigili urbani, qualora entrasse in Area C verrebbe comunque riconosciuto e multato dalle preesistenti telecamere. Sulle strade meneghine, ancora circola una quota di auto diesel pre Euro 5 non indifferente. All'inizio, Chissà che caos.


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