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CONTROCORRENTE Scooter, ancora scooter, sempre scooter. La classifica dei best-seller nelle cilindrate medio-basse non cambia. Che si leggano risultati assoluti, per cubatura oppure anche marchio per marchio, il verdetto è sempre lo stesso, le due ruote "scudate", alte o basse che siano, dettano sempre legge. Per chi ama il "fai da te" nelle cambiate o semplicemente vuole intonare una voce fuori dal coro non c’è certo l’imbarazzo della scelta. Qualche proposta interessante, comunque non manca. IN SORDINA Un esempio è rappresentato dalla Yamaha YBR 250, che ha recitato come comparsa ai Saloni di Colonia e di Milano dello scorso autunno e che ha poi debuttato altrettanto in sordina sul mercato. Per lei niente squilli di trombe e rulli da tamburi. Peccato, perché il ruolo di Cenerentola le va comunque un po’ stretto. Certo, i suoi panni sono e restano quelli dell’entry level, della moto senza tanti grilli per la testa, buona soprattutto per i debuttanti e per il commuting cittadino. Tuttavia il suo aspetto è curato e moderno, per nulla dimesso. CARIOCA La linea è asciutta e ha un taglio filante. Il merito va soprattutto alla forma saettante dei fianchetti e dei convogliatori che abbracciano la testa del motore. Altrettanto gradevole è il codino, molto affusolato e appuntito. Se la veduta d’insieme non delude, la YBR 250 esce a testa alta anche da un esame fatto utilizzando la lente d’ingrandimento. Nonostante il fatto che sia prodotta negli stabilimenti brasiliani, questa Yamaha ha standard qualitativi non troppo lontani dal quelli dei mezzi Made in Japan. Gli assemblaggi hanno un’aria solida è la componentistica è di buona qualità, nonostante il progetto nasca badando soprattutto al sodo. W LA SEMPLICITA’ Tutto è improntato alla massima semplicità. Il telaio è un classico doppia culla in acciaio, che sorregge una forcella con steli da 37 mm e un forcellone a sua volta in acciaio con monoammortizzatore azionato tramite leveraggi progressivi. L’impianto frenante si compone di un disco anteriore da 282 mm e di un tamburo posteriore da 130 mm. 130 (/70 ) è anche la misura del pneumatico posteriore, mentre l’anteriore è un 100/80 ed entrambi sono calzati su cerchi da 17". MINIMALISTA Il motore è a sua volta basic che più non si può, costruito pensando a mettere al primo posto l’affidabilità e quindi secondo il principio "quello che non c’è, non si può rompere". Si tratta quindi di un monocilindrico raffreddato ad aria, dotato però d’iniezione elettronica nel doveroso rispetto delle norme Euro 3. Abbinato a un cambio a cinque marce, ha una potenza di 21 cv a 7.500 giri, mentre la coppia massima è di 20,5 Nm a 6.500 giri. TROPPO SALATA Disponibile in tre colori, argento, nero e rosso, la YBR 250 avrebbe insomma quasi tutte le carte in regola per ritagliarsi un suo spazio nel mercato. Il condizionale e il "quasi" sono però doverosi, visto che il prezzo di listino, pari a 4.595 euro, è pericolosamente vicino a quello di alte moto "intelligenti" e più prestanti, oltre che superiore a quello di molti scooter, come l’X-City 250, giusto per restare in casa Yamaha. C’è poco da stupirsi, insomma, che le vendite vadano come si diceva all’inizio…
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