La 47ª edizione della Dakar scatterà sabato 3 gennaio, aprendo ufficialmente la stagione motoristica 2026. Per il settimo anno consecutivo il rally si svolgerà interamente in Arabia Saudita, ma con un percorso profondamente rivisto dall’organizzatore ASO per offrire una sfida inedita attraverso i deserti del Paese. In Italia, sarà possibile seguire la competizione in tv grazie a Sky, con aggiornamenti e approfondimenti ogni sera.
Dakar 2026, il percorso: addio tappa ''48 Ore'', tornano le Maratone
Il programma prevede 13 tappe, precedute dal tradizionale Prologo, e un giorno di riposo a Riyadh che dividerà la gara in due parti. Nella categoria auto, il percorso complessivo sarà di 7.994 chilometri, di cui 4.880 chilometri di prove speciali, una distanza cronometrata che rende l’edizione 2026 una delle più lunghe degli ultimi anni. Distanze solo leggermente inferiori per le moto, con 7.906 chilometri totali di cui 4.748 cronometrati.
👇 The official route of Dakar 2026!
— DAKAR RALLY (@dakar) November 13, 2025
🚩 Yanbu - Yanbu 🏁
🏍 7,906 km (4,748 km of SS)
🚗 7,994 km (4,840 km of SS)
🔜 #Dakar2026#DakarInSaudipic.twitter.com/O7DtPDvtMK
Tra le principali novità figura la scomparsa della tappa “48 Ore”, introdotta nel 2024. La decisione è maturata dopo un’edizione 2025 segnata da numerosi incidenti e da dinamiche strategiche considerate poco rappresentative dello spirito della Dakar. ''Non è solo una questione di sicurezza - ha spiegato il direttore della Dakar David Castera - L’anno scorso c’erano problemi legati soprattutto alla strategia, all’ordine di partenza e alla gestione della gara. Una tappa di 48 ore non aiuta sotto questo aspetto, quindi ho deciso di eliminarla''. Castera ha inoltre sottolineato come alcuni concorrenti avessero deliberatamente rallentato: ''Aevamo visto molti piloti fermarsi intenzionalmente a fine tappa per partire più indietro il giorno successivo, perdendo tempo di proposito''.
Al posto della 48 Ore tornano le tappe maratona su due giorni, che compariranno due volte nel percorso: tra Al Ula e Hail (tappe 4 e 5) e tra Wadi Ad Dawasir e Bisha (tappe 9 e 10). In queste frazioni non sarà consentita assistenza esterna. Il nuovo itinerario non includerà l’Empty Quarter, ma le dune resteranno un elemento centrale, soprattutto nella seconda settimana. ''La difficoltà è diversa rispetto agli ultimi anni, perché ora il fattore chiave è il chilometraggio- ha aggiunto Castera - Abbiamo quasi 5.000 chilometri di prove speciali: è da molto tempo che non si vedeva una Dakar così lunga''.
Dakar 2026: il programma dettagliato
| Data | Tappa | Località | Distanza totale | Prova speciale |
| 03/01 | Prologo | Yanbu | 98 km | 23 km |
| 04/01 | Tappa 1 | Yanbu | 518 km | 305 km |
| 05/01 | Tappa 2 | Yanbu – Al Ula | 504 km | 400 km |
| 06/01 | Tappa 3 | Al Ula | 666 km | 422 km |
| 07/01 | Tappa 4* | Al Ula | 526 km | 451 km |
| 08/01 | Tappa 5* | Hail | 417 km | 356 km |
| 09/01 | Tappa 6 | Hail – Riyadh | 920 km | 331 km |
| 10/01 | Riposo | – | – | – |
| 11/01 | Tappa 7 | Wadi Ad Dawasir | 876 km | 462 km |
| 12/01 | Tappa 8 | Wadi Ad Dawasir | 717 km | 481 km |
| 13/01 | Tappa 9* | Wadi Ad Dawasir – Bisha | 540 km | 418 km |
| 14/01 | Tappa 10* | Bisha | 417 km | 371 km |
| 15/01 | Tappa 11 | Bisha – Al Henakiyah | 882 km | 347 km |
| 16/01 | Tappa 12 | Al Henakiyah – Yanbu | 718 km | 310 km |
| 17/01 | Tappa 13 | Yanbu | 141 km | 105 km |
*Tappe Maratona
Auto: Toyota riferimento, ma i big cambiano bandiera
Con tre vittorie nelle ultime quattro edizioni, compresa quella del campione in carica Yazeed Al Rajhi, la Toyota Hilux ha dimostrato affidabilità e competitività al vertice della Dakar. Le Hilux T1+ saranno presenti in numerose strutture e affidate a una nuova generazione di piloti che punta al risultato di prestigio: tra questi Henk Lategan e Saood Variawa, l’americano Seth Quintero, l’australiano Toby Price, il portoghese João Ferreira e il polacco Eryk Goczal, al debutto nella categoria regina a soli 21 anni.

La Hilux sviluppata da Overdrive Racing è diventata nel tempo un riferimento: dopo il primo segnale forte con Giniel De Villiers, secondo nel 2012, è arrivata la vittoria di Nasser Al Attiyah nel 2019 e, più recentemente, il successo di Al Rajhi in Arabia Saudita. Il campione saudita e il copilota Timo Gottschalk, reduci da un serio infortunio primaverile, non hanno ancora ritrovato continuità stagionale, ma restano candidati credibili alla difesa del titolo.
Parallelamente, i grandi campioni si sono concentrati su nuovi costruttori ufficiali. Il “dream team” di Dacia schiera Nasser Al Attiyah e Sébastien Loeb, affiancati dal campione del mondo Lucas Moraes e da Cristina Gutiérrez. Al Attiyah ha chiuso quarto alla Dakar 2025 e secondo nel W2RC, mentre Loeb arriva da una seconda parte di stagione in crescita, culminata con la vittoria al Rallye du Maroc. Per l’alsaziano, alla decima partecipazione, il livello di preparazione appare particolarmente elevato.
Dopo il debutto ufficiale del 2025, anche Ford si presenta con ambizioni concrete: Carlos Sainz guiderà il programma Raptor, affiancato da Nani Roma e Mattias Ekström, terzo assoluto nell’ultima edizione. Da seguire anche Mitch Guthrie, quinto nel 2025, deciso a non restare in un ruolo di secondo piano.

Il quadro dei pretendenti comprende inoltre Mini con il team X-raid, che punta su Guillaume de Mévius, secondo nel 2024, nuovamente insieme al copilota Mathieu Baumel, e Mathieu Serradori, sesto nel 2025 al primo anno completo in T1+ e intenzionato a inserirsi nella lotta di vertice.
La categoria Stock torna protagonista
La categoria Stock, riservata ai veicoli vicini alla produzione di serie, si prepara a un rilancio nel 2026. Sono previsti sette equipaggi, cinque dei quali ufficiali: due per Toyota e tre per Defender, attesi a un confronto diretto. Il team Toyota Land Cruiser Auto Body, presente dal 1995, punta al 13° titolo con Akira Miura e Ronald Basso. Miura, cinque volte vincitore e campione in carica, sarà al via con il nuovo Land Cruiser GR 300.
Debutto assoluto invece per Defender, che schiera tre Defender Dakar D7X-R e un nome simbolo della Dakar: Stéphane Peterhansel. Il recordman di vittorie (14 complessive) ha già conquistato la categoria Produzione nel 2001. Con lui correranno Rokas Baciuška, triplo campione W2RC, e Sara Price, protagonista delle ultime edizioni in SSV.
Moto: Sanders punta al bis
Nel settore motociclistico, la Dakar 2026 si inserisce in una fase di grande equilibrio. Negli ultimi dieci anni nessun pilota è riuscito a vincere due edizioni consecutive, ma Daniel Sanders sembra avere le carte in regola per riuscirci. Dopo il successo all’ultima Dakar, l’australiano ha vinto Abu Dhabi Desert Challenge, South African Safari Rally e bp Ultimate Rally-Raid Portugal, assicurandosi il titolo W2RC con il secondo posto al Rallye du Maroc. Risultati che lo pongono come leader di KTM e favorito principale.

La casa austriaca potrà contare anche su Luciano Benavides, campione del mondo e quarto nel 2025, e sul giovane Edgar Canet, ottavo al debutto a 19 anni e vincitore del W2RC Rally 2. La concorrenza più accreditata arriva da Honda, con Ricky Brabec, unico ancora in corsa per un possibile terzo titolo, Tosha Schareina, nel 2025 secondo nella Dakar e nel mondiale e vincitore in Marocco, e Adrien Van Beveren, terzo nelle ultime due edizioni.
Tra gli outsider figurano Hero con Ross Branch e Nacho Cornejo, oltre a Sherco, che affida le proprie ambizioni a Lorenzo Santolino e al sudafricano Bradley Cox. Un insieme di protagonisti che contribuisce a rendere la Dakar 2026 una delle edizioni più aperte e impegnative degli ultimi anni.



