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EVOLUZIONE DELLA SPECIE Squadra che vince non si cambia, ma si evolve. Potrebbe essere questa, in estrema sintesi, la filosofia adottata dalla Yamaha al momento di varare la nuova generazione del TMax. Non dunque una vera rivoluzione, bensì una rivisitazione profonda. L’operazione fa salvi comunque gli aspetti cardine di un progetto che non smette di avere successo. Dal lancio avvenuto alla fine del 2000 sono stati venduti nel mondo oltre 100.000 esemplari, oltre il 75% (!) dei quali in Italia. E fino a oggi le vendite hanno tirato alla grande, frenate appena solo dai rumors relativi al nuovo model year, che arriva così battere un ferro ancora ben caldo. NIENTE ESCALATION La notizia clou è che la Yamaha rinuncia (almeno per ora) a seguire le orme della Gilera e a rilanciare nella corsa alle superpotenze tra gli scooter, confermando l’impianto del noto bicilindrico 500. Con i motoristi a lavorare in punta di matita e a fare modifiche di contorno (comunque non poche…), il grosso delle novità è opera di designer e telaisti. APPUNTITO La linea è totalmente inedita, anche se il nuovo TMax ha impressi nel suo Dna i geni dominanti della serie precedente. A dare continuità, oltre a una proporzione tra i volumi inconfondibile, ci sono i fianchi dello scudo neri e la virgola chiara che segna il tunnel centrale. Per il resto, il TMax 2008 appare molto più atletico e filante, neanche fosse reduce da un tour de force estivo in palestra. Il codino è più snello, appuntito e spara deciso verso l’alto, seguito come un’ombra dallo scarico, che, così sull’attenti, finisce con il fare invidia anche a certi terminali after market. La parte frontale è sulla stessa lunghezza d’onda. I due fari e le frecce si concedono un lifting che regala loro una forma più allungata, la stessa che assume anche la parte alta dello scudo. Nuovo è pure il parafango anteriore, che propone un’alternanza di superfici concave e convesse. PICCOLI NEI Un’altra novità è rappresentata dell’introduzione di pannelli lucidi a fare da cornice alla zona anteriore della sella e sul ponte di comando, soluzione di un certo effetto scenico anche se un po’ "plasticosa". Anche la strumentazione si rifà il trucco, adottando cornicette cromate che hanno un’aria un po’ cheap. Diversa è anche l’organizzazione degli indicatori. Il contagiri è ora di tipo digitale, mentre i tre quadranti analogici informano su velocità, temperatura dell’acqua e livello della benzina. I dettagli che destano perplessità rappresentano comunque i proverbiali peletti nell’uovo: nel complesso le finiture sono di ottimo livello, con una nota di merito alle piastre in alluminio che rivesto la pedana poggiapiedi. A DIETA La sensazione che il TMax sia più asciutto e snello trova conforto anche sulla bilancia, il cui ago si ferma a quota 203, ovvero 5 kg meno di prima. Buona parte del merito va al nuovo telaio, realizzato in alluminio. La ciclistica non cambia solo nel materiale ma anche nella forma, con importanti novità sul fronte delle sospensioni. La forcella, in particolare, diventa più solida e massiccia, con steli da 43 mm anziché da 41 e sorregge ora una ruota da 15" piuttosto che da 14", gommata 120/70. 160/60 è invece la misura del pneumatico posteriore, che su un cerchio da 15" era calzato anche in precedenza. Nuove sono pure le pinze freno anteriori, di tipo monoblocco a quattro pistoncini, che lavorano due dischi da 267 mm, diametro identico a quello del disco posteriore. STRETCHING Tra le misure caratteristiche, l’interasse si allunga di 5 mm, toccando quota 1.580. Il passaggio da 14 a 15 si ripete anche, in litri, alla voce capacità del serbatoio. E a proposito di capacità, quella di carico migliora a sua volta, con l’arrivo di un secondo vano portaoggetti dietro lo scudo e con la scelta d’incernierare la sella non più davanti bensì dietro. Il vano sottostante non cambia invece volume utile. Semplicemente diventa più profondo e appena più corto, in ogni caso capace di accogliere un casco integrale oppure una valigetta da lavoro. DI BENE IN MEGLIO Come già anticipato all’inizio, il motore – sempre saldamente inserito nel telaio come sulle moto "vere" - non viene stravolto, anche se le migliorie sono numerose. Il telaio ospita il filtro dell’aria in una posizione più felice e, insieme al nuovo impianto di scarico, permette alle rinnovate camere di combustione di "respirare" meglio. Anche la mappatura della centralina è rivista per offrire un funzionamento più rotondo e omogeneo. La scheda tecnica parla di una potenza massima di 43,5 cv a 7.500 giri, con un picco di coppia di 46,4 Nm a 6.500 giri, valori in pratica allineati a quelli della serie precedente. A fargli da spalla c’è ancora una volta un cambio automatico a variazione continua. A DICEMBRE Il TMax 2008 arriverà nelle concessionarie ai primi di dicembre, a un prezzo di 9.195 euro, lo stesso che hanno oggi le versioni speciali del modello attuale. Quattro i colori disponibili: argento, blu, nero e grigio medio, quest’ultimo abbinato a una sella bordeaux piuttosto che nera. Il catalogo degli optional si annuncia piuttosto nutrito, composti tra le altre cose da paramani, parabrezza maggiorato, deflettori laterali e bauletto in tinta. Non si potrà invece acquistare subito la versione Abs, attesa comunque per febbraio.
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