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ALL’INSU’ A ispirare questo modello è la turistica GT 750, che nel 1971 ebbe il merito di tenere a battesimo il motore a L di 90° divenuto poi negli anni la bandiera delle moto di Borgo Panigale. Rispetto alla sua esile antenata, la GT 1000 ha un fisico ben più atletico e muscoloso, nonostante i kg dichiarati a secco siano solo 185. Il posteriore è sollevato, neanche fosse sui blocchi di partenza per correre i 100 piani, laddove serbatoio e sella della vecchia settemmezzo filavano via dritti come un’asse da stiro. Tutto ha un’aria paffuta e in carne. Dal serbatoio alla sella, passando per i fianchetti, di linee dritte ce n’è ben poche, per un design a tutto tondo, in ogni senso.
LUCCICANTE Sovrastrutture a parte, lo sforzo di Ducati di ricreare l’atmosfera Anni 70 si vede anche nella cura dei dettagli. Specchietti e scarichi (in acciaio inox a doppia parete, per evitare l’effetto arcobaleno sui collettori) sono reduci da un bagno di cromo, e luccicano che è un piacere pure le cornici degli strumenti e le frecce, anche se in plastica. Stessa scena con i cerchi Excel da 17", che per motivi di contenimenti del prezzo sono in acciaio e non in alluminio. Questo materiale fa invece bella mostra nel telaietto del parafango anteriore e nel ponte di comando, che lo impiega a livello della piastra di sterzo e dei supporti del manubrio. POCHI NEI Sempre in alluminio, e addirittura ricavati dal pieno, sono la base e la testa degli ammortizzatori. Niente nota di merito, al contrario, per i blocchetti elettrici, funzionali ma decisamente anonimi, così come hanno un aspetto un po’ triste i coperchi della distribuzione. A voler essere pignoli anche altri elementi non fanno perdere la testa, come il supporto della pompa del freno posteriore e il carter della catena, ma si tratta, tutto sommato, di peccati veniali. STESSE MISURE Anche se a vederla sembra fatta di tutt’altra pasta, la GT ha molto in comune con le sorelle sportive, a partire dal telaio a traliccio in tubi d’acciaio ALS450. L’interasse misura 1.425 mm, con 103 di avancorsa e con un cannotto di sterzo inclinato di 24°. Anche se le sue misure non cambiano, il forcellone è inedito, con due bracci rettilinei collegati da una traversa tubolare ellittica. TOCCHI MODERNI A guidarne i movimenti sono due ammortizzatori Sachs regolabili nel precarico molla, cui fa da contraltare, all’avantreno, una forcella Marzocchi a steli rovesciati da 43 mm. Una soluzione forse poco vintage ma giudicata più efficace di una tradizionale. I freni hanno a loro volta un look piuttosto moderno. All’avantreno c’è una coppia di Brembo semiflottanti da 320 mm, su cui agiscono pinze flottanti a due pistoncini. Il pistoncino è invece singolo al posteriore dove il disco è da 245 mm e le pastiglie sono sinterizzate, capaci, a detta della Casa, di maggior mordente che non sulle due Classic sportive. CUORE IN COMUNE Il motore ricalca a carta carbone quello della Paul Smart e della Sport 1000, con piccoli aggiustamenti di contorno. L’alesaggio e la corsa sono rispettivamente di 94 e 71,5 mm, per una cilindrata totale di 992 cc. Al sostentamento delle camere di scoppio provvedere l’iniezione elettronica Marelli, con un corpo farfallato da 45 mm, mentre sul fronte opposto ci sono due terminali con sonda lambda e catalizzatore trivalente che garantisco il rispetto delle norme Euro 3. La potenza massima dichiarata per il desmo Dual Spark è di 92 cv a 8.000 giri e la coppia massima è di 91 Nm a 6.000 giri. La trasmissione vede confermato il cambio a sei marce, mentre la frizione della GT è immersa in bagno d’olio (piuttosto che a secco), alla ricerca di una maggior silenziosità e di una migliore modulabilità. TOCCO PERSONALE Disponibile in due colori, rossa e grigia, la GT 1000 mette a disposizione una lunga lista di accessori per esaltare le sue doti sportive e/o quelle turistiche. Tra le varie cose, si va dunque dagli scarichi Termignoni con centralina rimappata ad hoc, alle borse laterali in pelle impermeabilizzata da 10 litri cadauna, passando per una sella e un manubrio più alti e confortevoli e un piccolo cupolino.
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