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DESERTO IN CITTÁ Negli anni ottanta era diventata un
must, se volevi essere alla moda dovevi possederne una, bianca
e rossa la più comune, blu e gialla (colori dell’importatore
francese che correva la Dakar) per chi si voleva distinguere. La
Yamaha Tènèrè rientra sicuramente tra i modelli
che hanno fatto la storia, soprattutto le prime versioni con
motore ad aria e un avviamento a pedale che qualche volta ti faceva
impazzire. Faceva sognare l'Africa, la mono Yamaha, con il suo
mega serbatoio e le sospensioni lunghe si ispirava senza
mezzi termini alle Dakariane che correvano nel deserto, ed era una
moto con cui si poteva davvero andare ovunque, anche se poi, come
succede spesso, la gente la usava solo tra i marciapiedi. SEMPRE PIÙ VERSATILE Le successive evoluzioni con carenatura e motore a cinque valvole raffreddato a liquido l’hanno portata ad essere la tipica moto all-round apprezzata soprattutto dai viaggiatori. Le mode passano e anche la Tènèrè se ne è andata in silenzio assieme alla passione per le moto dakariane, ma qualcuno sentiva la mancanza di quelle mono dalle prestazioni umane e capaci di viaggiare dappertutto senza avere troppe pretese in fatto di benzina e manutenzione. TORNA UN MITO Eccoli accontentati, la Tènèrè è tornata rivista in chiave moderna, ma sempre ispirata alle moto africane con il serbatoio grande, la sua carenatura e il suo cupolino a sviluppo verticale. E per essere fedele al 100% al concetto ispiratore non abbandona la ruotona anteriore da 21 pollici (usata anche dall'XT); una soluzione che senz'altro farà felici gli appassionati di questa soluzione tecnica ormai un po' in disuso (utilizzata solo da KTM e da BMW per la GS 800) e che apre alla nuova Yamaha le porte di qualunque percorso. Una vera monocilindrica globale, quindi, buona per l’uso quotidiano, per l'aperitivo al bar, come per il viaggio più impolverato, proprio come la sua antenata. PARENTE LONTANA Fughiamo subito qualsiasi dubbio o preconcetto: la Tènèrè non è una XT vestita da africana, della enduro che conosciamo praticamente resta solo il motore monocilindrico 660 quattro valvole a iniezione (in questa versione eroga 48,4 cv) perché tutto il resto è nuovo e dedicato espressamente a questa moto. A partire dal telaio (sempre a culla di tubi in acciaio) disegnato espressamente per lei, che infatti ha quote ciclistiche differenti e leggermente più aperte rispetto sorella “nuda” (inclinazione sterzo 28° invece di 27° 25', avancorsa 113 mm invece di 107) pur confermando la quota dell'interasse a 1505 mm. Anche il forcellone è diverso ed è colorato in nero come i cerchi e i foderi forcella, creando un bell'effetto scenico. FORCELLA LUNGA, RUOTA GRANDE Ovviamente sono nuove anche le sospensioni che si allungano di parecchio, con la forcella che assicura 210 mm di corsa utile ed è regolabile nel precarico e il mono (anch'esso regolabile) con che corre per 200 mm ed è mosso da un leveraggio progressivo. BENZINA IN BASSO Il cisternone della prima Ténéré (da ben 30 litri), è stato ridimensionato non solo nella capacità ma soprattutto negli ingombri pur rimanendo elemento importante dell'estetica della moto: i 22 i litri di verde che riuscirete a mettere nel serbatoio finiscono infatti in parte sotto la sella contribuendo ad abbassare il baricentro di una moto certo non bassa e con una sella piazzata a ben 895 mm da terra, da vera fuoristrada quindi. BEN PENSATA 183 i kg dichiarati a secco, rallentati da una terna di dischi con gli anteriori da ben 298 mm. La moto è stata studiata per resistere anche ad un utilizzo “sbarazzino” per questo è davvero apprezzabile l'utilizzo di protezioni in materiale sintetico rimpiazzabili facilmente all'occorrenza. Chi possedeva la vecchia Ténéré sa bene che il bozzo nel cisternone era all'ordine del giorno e faceva la felicità del carrozziere... Insomma le soluzioni intelligenti non mancano così come intelligente è il prezzo, la Ténéré non sfora i 7.000 € chiavi in mano, fermandosi a 6.995. Vero che è pur sempre una monocilindrica ma la qualità con cui è realizzata (in Italia, lo ricordo) è davvero ottima. Previsti molti accessori tra cui anche il cavalletto centrale, sempre molto amato dai mototuristi.
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