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RECORD DI VENDITE Oltre 90.000 pezzi venduti dal 2004 ad oggi, moto più venduta in Europa per tre anni di seguito, un successo non inferiore in Italia, dove fin dal suo arrivo sul mercato è sempre tra le prime tre moto più vendute in assoluto. Un gran bel risultato per la Yamaha FZ6 e Fazer che avrebbe tutto il diritto di dormire sugli allori. Ma la torta delle naked di media cilindrata fa sempre più gola e la concorrenza si fa sempre più aggressiva. NUOVI ARRIVI Honda e Kawasaki hanno rivisto interamente le loro punte di diamante, la GSR è fresca di conquista del primato italiano. Dunque la battaglia in questo segmento sarà davvero dura. Una battaglia che la FZ6 si prepara a combattere con l’arma della continuità, perché per il 2007 si è parecchio aggiornata (aggiungendo anche la sigla S2 che sta per Step 2) mantenendo però intatta l’estetica che tanto è piaciuta ai motociclisti europei. AGUZZATE LA VISTA Talmente intatta da far passare la S2 praticamente inosservata. A parte il cupolino più compatto e ribassato della Fazer (con due fari più ispirati alle sportive della Casa), che salta subito all’occhio, scovare tutte le differenze, con le foto prese da lontano sarebbe impresa da maghi osservatori. Attenzione, però, perché, senza dare troppo nell’occhio, le modifiche ci sono e parecchie di loro vanno al di la della semplice apparenza, migliorando la sostanza della nuda di Iwata. IN INCOGNITO In pratica Yamaha è andata a ritoccare tutti quei particolari che avevamo criticato sulla prima versione della sua nuda. Come ad esempio il forcellone che, verniciato in nero (il nero va per la maggiore sulle nuove FZ6 utilizzato per telaio, motore, forcellone, telaietto posteriore e foderi forcella), non fa molto per chiamare a sé i riflettori, pur essendo completamente nuovo. PIÙ RIGIDO Realizzato con fusioni ed estrusioni d’alluminio ha sezione esagonale, e non ha solo il compito di arricchire la vista della zona posteriore ma migliora anche il feeling nella guida, grazie a un lieve incremento della rigidità e ad un peso ridotto del 17% rispetto al precedente in acciaio. CHE BEL POSTERIORE Restando in zona, poco più sopra si notano pedane del passeggero in alluminio rivestite in gomma. Decisamente più belle delle povere staffe in tubo d’acciaio montate sulla precedente e che assieme al forcellone rendono la parte posteriore della Yamaha parecchio più bella di prima. Al diretto interessato farà piacere scoprire che sono sistemate un po’ più in basso a tutto vantaggio del comfort, cui giova anche la nuova conformazione della sella. TUTTO SOTT’OCCHIO Sul fronte opposto, all’avantreno, spuntano nuove pinze freno monoblocco, più compatte, leggere ed efficienti. La forcella ha ora gli steli rivestiti in Alumite, mentre i foderi abbracciano un parafango anteriore inedito, dall’aerodinamica ricercata. Risalendo fino al ponte di comando si trova una strumentazione nuova, ispirata a quella della sorella maggiore FZ1, con un tachimetro digitale sulla sinistra e un contagiri analogico sulla destra e con la retroilluminazione del quadro a intensità regolabile. Detto per inciso, il ponte di comando della S2 regala ora ben altro colpo d’occhio, anche per la nuova placca piazzata sopra i riser che fissano il manubrio. MAPPA NUOVA Non c’è invece modo di notare a occhio nudo quella che forse è da considerarsi la modifica più importante, ovvero la rimappatura della centralina. Questa modifica, si è resa necessaria per far rientrare le emissioni del motore nella normativa Euro 3 (in cui gioca parte fondamentale anche il nuovo catalizzatore a tre vie), ma già che c’erano in Yamaha hanno cercato anche una erogazione più favorevole ai regimi medio/bassi, allo scopo di migliorare il comportamento della moto e la reattività nel rispondere all’acceleratore.
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