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COM’È Mentre mi accingo a rioccupare la mia scrivania dopo una settimana passata in giro per il mondo a provare moto, trovo un comunicato della "moto più bella del mondo" che guarda caso ha assegnato l’ennesimo riconoscimento ad una MV F4. Ebbene sì, non passa mese in cui qualche "academy" non si sprechi in elogi per le moto create da Massimo Tamburini. E questo accade con regolarità dal 1998, anno in cui la prima F4 si è mostrata al pubblico. Ne è passato di tempo da allora, e la F4 viene ancora indicata come esempio di design e tecnologia. Insomma la signorina ha ancora il suo bel personalino, ma forse questi successi "accademici" alla MV non bastano più. VOGLIA DI PODIO Tant’è che dalle parti di Varese si sono dati parecchio da fare per arrivare ai successi che al Patron Castiglioni, e non solo a lui, piacciono di più. Perché una moto sportiva può essere bella fin che si vuole ma se ha successo in pista è ancora meglio. Per questo la MV, pur non impegnandosi ufficialmente, ha sempre dato grande supporto a tutti coloro che si sono voluti cimentare con le F4 nei vari campionati. Il supporto arriva sotto forma di motori curati direttamente in fabbrica dal Reparto Esperienze, che vanno ad equipaggiare le moto che attualmente corrono nell’Italiano e nel Mondiale Stock. Dopo un anno di apprendistato, la MV adesso è lì che lotta per le prime posizioni e con Ayrton Badovini è già salita due volte sul podio, a Valencia e Monza. EVOLUZIONE RACING Merito anche della nuova moto, la F4 R che è nata proprio sulle indicazioni raccolte l’anno scorso in pista. Una moto molto cambiata, quindi, e se vogliamo, il passaggio dalla "S" alla "R" rappresenta il cambiamento più corposo da quando esiste la F4 (arrivo del motore 1.000 a parte). Perché gli interventi sono stati davvero tanti e importanti, con l’obbiettivo di rendere la moto più competitiva in pista. I punti di intervento del resto erano già noti agli ingegneri: riduzione del peso e miglioramento della frenata. Così è partito un lavoro di lima che ha interessato un po’ tutta la ciclistica e che ha consentito di togliere 4 kg dalla bilancia della F4. CAMBIATA Diciamo subito che è stata proprio la ciclistica la parte dove gli interventi sono stati più corposi. Impossibile non notare l’arrivo dei nuovi cerchi in alluminio forgiato realizzati in collaborazione con Brembo. Il disegno è talmente bello da far dimenticare in un secondo i precedenti con disegno a stella. Le razze sono esilissime, a sottolineare l’attenzione che c’è stata a livello di progettazione ed è in questo importantissimo componente che la F4 ha perso più peso. DIETA BILANCIATA Altri grammi preziosi sono stati tolti dal telaio, riducendo lo spessore di alcuni tubi di secondaria importanza e lavorando alle macchine utensili in una zona non soggetta a stress del cannotto, che comunque resta impressionante per dimensioni. Questo, secondo i progettisti, ha consentito di mantenere invariata la rigidezza ciclistica, togliendo però peso prezioso. RADIALI FINALMENTE Il secondo cambiamento importante è rappresentato dai freni. La Pinza Nissin a sei pistoncini (realizzata in esclusiva per MV) si è sempre rivelata non all’altezza del resto della ciclistica, soprattutto quando c’è stato il passaggio dal motore 750 (con cui era nata) al motore 1000, ben più prestante. Ora anche MV si adegua scegliendo il meglio in circolazione ed aumentando ulteriormente l’italianità della moto, con una bella Brembo radiale a quattro pastiglie. La pompa però resta assiale, con serbatoio integrato e con gli stessi registri per la distanza della leva. BASTA JAP Insomma Tamburini ha "tradito" i giapponesi con i freni e una volta fatto il passo si è lasciato tentare anche dalla forcella, mollando la Showa per una impressionante Marzocchi R.A.C. con steli da ben 50 mm trattati al TIN, giusto per non smentire che gli piacciono gli avantreni granitici. Il peso minore della ruota posteriore ha richiesto anche una revisione dell’ammortizzatore (Sachs) che è stato riprogettato. In questo modo il quadro ciclistico è completo e non si fatica a capire che pur restando le quote ciclistiche uguali la moto è parecchio cambiata. Anche perché, sia per la forcella (che allunga anche la corsa), sia per l’ammortizzatore, sono state studiate nuove progressioni che dovrebbero migliorare il comfort nella guida su strada. MOTORE POTENZIATO Il motore non ha subito interventi epocali, ciò non toglie che sia stato rimaneggiato in modo piuttosto approfondito. Resta fedele alla filosofia del quattro cilindri in linea con valvole radiali, cambio estraibile e sistema antisaltellamento EBS (Engine Brake System antisaltellamento realizzato alimentando un cilindro anche in staccata); gli interventi hanno invece riguardato la respirazione con l’ovvio obbiettivo di ottenere più cavalli e migliorare l’erogazione. VALVOLE STRETTE La testa è stata rivista nell’interasse delle valvole e anche nell’inclinazione tra le valvole stesse (aspirazione inclinata di 10,15° anziché 9,5°) c’è un nuovo diagramma di distribuzione, i condotti sono stati rivisti e sono nuovi i pistoni. ELETTRONICA Cambia invece completamente l’elettronica, che si evolve con l’arrivo di una nuova centralina 5SM, più compatta e leggera della precedente e con nuove bobine plug top integrate nelle pipette. La frizione è stata alleggerita con una nuova campana e irrobustita con l’aggiunta di due dischi. Ce ne era bisogno perché la potenza dichiarata è salita di 8 cavalli, raggiungendo quota 174 a 11.900 giri con un coppia di 11,3 Nm a 10.000 giri. La moto è dunque cambiata in modo piuttosto approfondito e alla faccia della sua età progettuale si picca ancora di essere l’unica europea a tener testa alle quattro cilindri giapponesi. AUMENTA POCO Le novità tecniche sono sottolineate da una nuova livrea (che mi piace molto di più della vecchia) e da tanti particolari estetici modificati, come la grafica del cruscotto, il nuovo rivestimento della sella, un nuovo plexiglass del cupolino, il nuovo parafanghino posteriore che completa esteticamente una zona prima un po’ "vuota". Inoltre, va dato atto alla MV di non aver calcato la mano con il prezzo, che resta praticamente uguale alla precedente versione: 19.820 € per la versione monoposto e 19.920 € per la biposto, prezzi entrambi franco concessionario. Salati è vero, ma ormai non più tanto lontani da certe italiane con due cilindri in meno.
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