Perchè il parere di uno dei CEO più influenti al mondo dovrebbe aver peso in tema motociclistico? Se ti chiami Jim Farley e oltre ad essere il n°1 di Ford sei anche membro del board di Harley-Davidson allora il nesso c'è eccome, a maggior ragione se l'affermazione è inerente al marchio per il quale sei consigliere.
Il futuro di Harley-Davidson e il cambio di rotta necessario per sopravvivere

In una recente intervista, rilasciata a La Nación in Argentina, Farley ha dichiarato che il marchio motociclistico americano per eccellenza ha bisogno di cambiare per assicurarsi un futuro roseo: ''Harley-Davidson, proprio come Ford, è un’icona globale, ma deve cambiare. Non può restare uguale a se stessa. Non può vivere nel passato. Deve vivere nel futuro.''
Come si traduce questa affermazione? Gli ultimi anni di storia della Casa di Milwaukee non sono stati semplici: diversi cambi al comando, diverse strategie di business - alcune fallimentari, come il progetto LiveWire - e il problema di una clientela sempre più vecchia e legata al passato. L'unico progetto diverso dal cuore della gamma, fatto di maxi cruiser elitarie e spesso molto simili tra loro (almeno agli occhi dei non esperti del brand) è quello della maxi enduro Pan America.
Manca una entry level e il progetto baggers difficilmente attira nuovi clienti
Il problema di Harley non è avere solo cruiser in gamma, tutte o quasi legate al V-Twin ad aste e bilanceri, o per lo meno non è solo quello. Guardiamo cosa sta facendo Royal Enfield ad esempio, con una gamma ricca e ampiamente isprirata al passato sia per aspetto che per soluzioni tecniche, pur non rinunciando all'innovazione, come nel caso della Himalayan con motore raffreddato a liquido. Il problema sta nella mancanza di una vera erede della 883 Sportster, che è stata per anni una degna porta d'accesso, un antipasto di quella che serebbe stata l'esperienza in sella ad una Harley, con la quale iniziare a capire il mondo e la filosofia del Bar&Shield senza svenarsi, un approccio soft all'argomento.

Non me ne vogliano la Nightster, moto valida ma dal sapore un po' sciapo, o la X440T ma servirebbe altro. Forse nemmeno la nuova Harley-Davidson Bagger Word Cup sarà utile, perchè se fosse ancora valido il detto ''Win on Sunday, sell on Monday'' (ovvero vinci domenica per vendere lunedì), i potenziali acquirenti, in un periodo di forte recessione, inflazione alle stelle e futuro non propriamente sereno all'orizzonte, nella vetrina della concessionaria troverebbero sempre le solite moto ultra costose.
Un talento naturale, nel senso che si è ritrovato a seguire la sezione Moto dopo aver svolto in passato ogni mestiere immaginabile, tranne quello di web editor. Ad aiutarlo, un amore smisurato per tutto ciò che gira attorno alle due ruote, oltre a una contagiosa simpatia e a una professionalità esemplare, che in breve tempo hanno contribuito a fare di Danilo un personaggio amato da colleghi e appassionati. Presto o tardi, il volume della musica che ascolta in cuffia mentre scrive le sue prove ne farà un centauro sordo più di uno scarico privo di Db killer.




