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COM’È Ok la Griso, ok la Breva; belle moto capaci di attirare sciami di nuovi Guzzisti. Ma con quelli di lungo corso come la mettiamo? È da tempo che aspettavano una touring capace di rinverdire i fasti delle SP e, soprattutto, di dare fastidio alle bicilindriche made in Germany, come succedeva anni fa. Stiano pure tranquilli, Guzzi ha pensato anche a loro. Dopo la fantomatica GT apparsa all’Intermot del 2000 e poi scomparsa nel nulla, la touring di Mandello è finalmente arrivata e ha tutte le carte in regola per piacere parecchio agli appassionati del marchio, e non solo a loro.
VISTA E PIACIUTA Già al salone di Milano la Norge ha fatto parlare molto di sé: è un altro passo importante compiuto da Guzzi verso il completamento di una gamma che ormai, grazie anche all’arrivo delle versioni 850 di Breva e Griso, si è fatta importante. La Norge l’aspettavamo al varco, perché, diciamo la verità, realizzare una gran turismo valida non è uno scherzo e Guzzi non si poteva permettere di sbagliare una moto del genere, soprattutto se si considera a chi va a fare concorrenza. Vi dico subito che Guzzi non ha sbagliato, questa Norge è senz’altro destinata a riscaldare non poco il cuore dei Guzzisti amanti dei grandi viaggi e nel segmento sa farsi rispettare. NOME D’ANTAN Il nome è lo stesso della Guzzi che nel 1928 compì una autentica impresa partendo da Mandello per raggiungere Il circolo polare artico, in pratica l’antesignana della gran turismo odierne. Nome beneaugurante, quindi, che la Norge condisce con una linea moderna e piacevole e un bella dose sostanza. TURISMO LEGGERO La filosofia che ha animato i tecnici Guzzi è stata quella di fare una moto turistica e protettiva sì, ma che mantenesse anche un elevato tasso di maneggevolezza e per offrire una guida facile e disimpegnata. Le stesse doti che tutti hanno già riconosciuto alla Breva 1100. LA BREVA SI COPRE Visto che la base era buona, gli ingegneri hanno quindi lavorato su quella e non è un caso che la Norge condivida con la Breva le misure vitali. Stesso interasse (1.495 mm) stesso angolo di sterzo (25,5) stessa avancorsa (102 mm). Quote che dimostrano come in Guzzi non abbiano voluto costruire "un cancello" (parole del progettista ndr) ma una moto agile e reattiva nonostante la destinazione d’uso sia, ovviamente, il turismo. CARENA COMPATTA Un’idea che trova anche conferma dalle dimensioni della carenatura, davvero bella nel design e anche molto attillata, con una larghezza di soli 66 cm mentre le concorrenti si allargano fino a 90 cm. Insomma, prima di proporre una nuova touring in Guzzi si sono presi il loro tempo, ma il risultato merita, anche perché con la Norge si innalza ulteriormente il livello di finitura della moto. I manubri dall’aspetto un po’ grezzo che avevamo criticato sulla Breva hanno lasciato il posto ad altri finemente verniciati, le plastiche appaiono di ottima qualità, così come tutte le parti in alluminio. Solo il carterino che copre la piastra forcella mostra qualche bavetta di stampaggio ma davvero siamo al pelo nell’uovo. PREZZO ALLETTANTE Una buona qualità che, tra l’altro, arriva al giusto prezzo. La Breva sarà disponibile in quattro diversi allestimenti, con prezzi a partire da 13.500 euro per il modello base (niente borse laterali, assenza dei para piedi e cupolino regolabile manualmente) ai 15.500 € della versione più lussuosa che offre borse laterali, carena completa, parabrezza elettrico e navigatore Tom Tom. Prezzi sempre e comunque inferiori alla concorrenza diretta a due e quattro cilindri. ABS DI SERIE Ovviamente la dotazione si può incrementare ulteriormente attingendo al catalogo Guzzi che prevede, tra le altre cose, portapacchi, top case e manopole riscaldate; il sistema ABS Brembo di ultima generazione è invece di serie su tutte le versioni. MOTORE GONFIATO Se la base ciclistica è gentilmente offerta dalla Breva, il motore è invece stato rimaneggiato in modo piuttosto approfondito. La sigla 1200 è in realtà un po' bugiarda, perchè la cilindrata effettiva è di 1.133 cc ottenuta aumentando sia l'alesaggio da 92 a 95 mm e la corsa da 80 a 81,2 mm). All’interno cambiano tante cose, come le valvole (quella di scarico è in Nymonic) o i pistoni o ancora la pompa dell’olio. IL GETTO CHE RAFFREDDA Viste le condizioni di carico gravoso a cui si potrebbe trovare a lavorare, è stato anche particolarmente curato il raffreddamento con nuovi passaggi olio. Uno getto di lubrificante "freddo" arriva a rinfrescare la zona della valvola di scarico con benefici nell’ordine dei 40°. Non bisogna dunque lasciarsi trarre in inganno dall’aspetto apparentemente uguale perché il motore Guzzi è in continua evoluzione e anche quest’ultimo 1200 è ovviamente omologato Euro 3. POTENZA ADEGUATA Tra l’altro adesso ha anche raggiunto una potenza adeguata al rango. Grazie a questi interventi e anche alla nuova taratura della centralina la potenza sale a oltre 95 cv a 7.500 giri con una coppia di 100 Nm a 5.800 giri. Più che sufficienti per viaggiare veloci anche in coppia. Il peso dichiarato è di 246 kg.
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