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COME SONO Una sorpresa. Nell’invito alla conferenza stampa di presentazione della nuova gamma Moto Guzzi 2006 appaiono come per incanto due nuovi modelli. Si chiamano ancora Breva e Griso ma montano un motore tutto nuovo, da 850 cc. Va dato atto al nuovo management Moto Guzzi di aver dato una decisa sferzata alla vitalità del marchio di Mandello. Da quando la Guzzi è passata in nuove mani la gamma è stata completamente rinnovata, al punto che tutti i modelli sono stati modificati, riprogettati o creati ex-novo. E non è finita qui, perché la Norge è attesa per aprile e i dirigenti, sorridendo sornioni, ci preannunciano altre misteriose novità entro la fine dell’anno, con tutta l’intenzione di incrementare ulteriormente le vendite già cresciute di parecchio nel 2005.
TUTTE EURO 3 Insomma, a Mandello ci stanno dando dentro e non è certo un caso che proprio la Guzzi (spesso tacciata di essere troppo legata alla tradizione) sia l’unica marca ad aver tutta la gamma già omologata Euro 3. Proprio così, tutti i modelli 2006 rispettano già la severa normativa, dalla piccola Nevada alla Griso. E ovviamente nella lista si aggiungono anche Breva e Griso 850. CUORE NUOVO Chiariamo subito che la novità principale riguarda l’arrivo del nuovo motore perché tutto il resto è uguale alle sorelle maggiori. Per cui anche per Breva non si tratta di un upgrade della "Brevina" ma di una "Brevona" con motore più piccolo, come del resto avrete già potuto capire dalle foto. Il V2 di Mandello torna dunque alla ad una cilindrata storica, quella che per un certo periodo ha fatto la fortuna della Guzzi con le "Le Mans", una moto entrata nel mito per la sua sportività (ai tempi bastavano 71 cv…) e che ha ispirato migliaia di preparatori. BENTORNATO OTTOEMMEZZO Il motore è quindi stato rivisto a fondo, anche se le misure non sono quelle di allora (83x78=844 cc) ma ben più superquadre in ossequio alle tendenze moderne (92x66=877 cc) e con una cilindrata superiore ai canonici 850 cc. Ovviamente l’alimentazione è ad iniezione elettronica, con centralina Marelli di ultima generazione, mentre proprio a causa della ridotta cilindrata, il nuovo motore può fare a meno della doppia accensione e del radiatore dell’olio. POCA DIFFERENZA Il risultato ottenuto è notevole 53 kW ( 72,08 cv) a 7.600 giri, con una coppia di 66 Nm a 7.000 giri, valori tutto sommato non molto distanti dai motori 1.100 e superiori a quelli erogati da altri bicilindrici ad aria di ugual cubatura (BMW e Harley). Nel frattempo i tecnici Guzzi si sono anche dati da fare per migliorare alcuni dettagli come il parastrappi che dovrebbe aver ulteriormente ridotto il gioco di trasmissione che abbiamo notato nelle 1100. UGUALI ALLE GRANDI Tutto il resto è perfettamente uguale alle sorelle grandi, la dotazione è identica (e quindi ricca, visto che troviamo sospensioni regolabili, ottimi freni, strumentazioni complete e ottimo assemblaggio) l’unica cosa che distingue le ottoemmezzo dalle 1.100 è la colorazione scelta per motore ruote e telaio. Tutta grigia la meccanica, e grigie anche le ruote sia di Breva sia di Griso, mentre l’assenza del radiatore dell’olio sulla Griso si fa un po’ sentire "svuotando" un po’ troppo la vista dal lato destro dove per di più il motore chiaro si fa notare fin troppo. A mio parere un puntale non ci sarebbe stato male. In compenso mi piace molto il telaio nero. MENO MILLE Detto questo trovo ottima l’idea di far scendere di categoria la due primedonne della gamma Guzzi. Si risparmiano 1.000 € netti (10.590 e per Breva, 10.990 per Griso), si ha la stessa dotazione tecnica e le prestazioni non sono tali da far rimpiangere le 1100, anzi il motore piccolo si comporta davvero molto bene. Certo oltre 10.000 € per una entry level non sono pochi (avrei visto bene un 9990…) ma va dato atto a Guzzi di aver limitato il prezzo senza imporre alcuna rinuncia.
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