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COM’È Due tempi, quattro tempi, enduro cross e mini cross. Da 50 a 530
centimetri cubi. Non c'è che dire le off road arancioni non si sentono sole,
sono davvero una famiglia numerosa, la più numerosa del mondo. Non a caso
rende il Marchio di Mattighofen leader sul mercato in questo segmento,
con moto praticamente imbattibili nell’enduro e ultimamente molto competitive anche nel
cross.
EVOLUZIONE CONTINUA Ma siccome per restare leader non bisogna mollare di un millimetro, ecco che KTM ha già pronta la sua gamma prossima ventura, caratterizzata innanzitutto da nuove grafiche (un pelo meno aggressive a mio parere, ma ci sono anche le Six Days, cattivissime) e da una lunga serie di affinamenti, che, come unico scopo, hanno quello di rendere le moto ancora più competitive. Tante migliorie, quindi, anche se non mancano le novità assolute. MINI CROSS, MAXI MOTORI Le prime due sono riservate ai "pilotini", quelli che nemmeno sanno leggere ma già iniziano a cimentarsi su doppi salti e panettoni. A loro la Casa di Mattighofen mette a disposizione due mezzi micidiali, entrambi con un motori inediti realizzati internamente da KTM (prima questi motori erano realizzati dalla Betamotor). La SX 50, con cambio automatico, ma ancor più la SX 65 con un pepatissimo due tempi a sei marce, sono attrezzi professionali in tutto e per tutto, che condividono con le moto grandi le medesime soluzioni tecniche per la ciclistica e la meccanica. Hanno sospensioni regolabili, freni ultraleggeri con dischi a margherita, Stesse identiche sovrastrutture, frizione idraulica (per la 65). Sono solo in scala ridotta. 50 RIVOLUZIONARIO Il motore 50 "made in Austria" è un vero gioiellino,
rivoluzionario per la disposizione degli organi interni con la frizione
(automatica) calettata su un albero intermedio e piazzata sotto l’albero motore
per centralizzare le masse. Un piccolo gioiello che va provato per capire
quanto diavolo possano andare forte queste minicross in mano ad un pischello
di 20 kg. CROSS: MECCANICA AGGIORNATA Le moto dei grandi, invece, non ricevono cambiamenti epocali ma solo una lunga serie di aggiornamenti che ne affinano l’erogazione e il comportamento dinamico. Nel cross si conferma la gamma con le piccole 2T (125 e 150 che poi è la vecchia 144 con un nuovo nome) che adottano cilindri con una nuova cinematica della valvola di scarico, nuovi pistoni, una nuova centralina (con due mappature, presenti su tutta la gamma) oltre a un nuovo carburatore Kehin da 38. QUATTRO TEMPI Le quattro tempi (tutte con avviamento elettrico) sono state modificate negli alberi a camme (diverse alzate e diagrammi), hanno una distribuzione alleggerita e un cambio rivisto nella terza e quarta (la 250 SX-F) per migliorare la robustezza. La 505 perde una marcia (da 6 a 5), mentre la 450 conquista per prima tra le moto di serie la camera di risonanza sul collettore di scarico, che oltre a diminuire la rumorosità migliora l’erogazione. CICLISTICA NOTA Di dettaglio le modifiche alla ciclistica (telaio
in acciaio, forcellone in alluminio, ammortizzatore con PDS) che vede più che
altro interventi secondari, il più importante dei quali è l’aumento del diametro
dello stelo del monoammortizzatore. Per tutte arriva una nuova leva della frizione che può ruotare di 90° evitando così le rotture in caso di caduta. ENDURO: L’INIEZIONE PUÒ ATTENDERE Le EXC enduro seguono praticamente a ruota le cross, ricevendo più o meno le stesse evoluzioni con l’aggiunta di una nuova frizione modificata per le grosse 4T. Riguardo all’alimentazione, la novità è… che non ci sono novità. KTM resta fedele ai carburatori Keihin e non si unisce al filone delle enduro "iniettate" che sta crescendo anno dopo anno. Il motivo è presto detto, KTM è di fatto pronta con l’iniezione, ma questo sistema di alimentazione non è molto ben visto dai clienti, che nell’enduro amano ancora il fai da te e vedono nell’iniezione un sistema ancora troppo "chiuso". Per cui, per il momento a Mattighofen non ritengono opportuno adottarlo. DUE TEMPI PER SEMPRE Così come non ritengono assolutamente opportuno pensionare il 2T che, anzi, continuano a sviluppare promettendo motori ancora più evoluti in un prossimo futuro, capaci di soddisfare anche la Euro 4. Gli appassionati di questo tipo di motorizzazione quindi si tranquillizzino, sentiremo ancora per parecchio il profumo di miscela e il ronzio metallico delle espansioni. Per la ciclistica, da segnalare l’arrivo della nuova forcella da 48 con steli e foderi inediti. BENTORNATA 400 La vera novità è il ritorno della cilindrata 400: sparita dalla gamma l'anno scorso è tornata all'ovile chiamata a gran voce a tutti quegli appassionati che non corrono ma cercano il compromesso perfetto tra prestazioni e facilità di guida. Proprio quello che offre la nuova 400, la migliore per l'endurista da diporto.
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