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COM'E' La famiglia 690 lievita più della torta della
nonna... Ma del resto come dare torto a KTM? Con quel po' po' di mono che hanno costruito era logico che a Mattighofen non lo tenessero
solo per un modello. E, del resto, gli uomini in arancio non hanno
mai fatto mistero che il mono LC4 avrebbe dato vita ad una
intera famiglia di moto. La 690 SM, dunque, ha solo aperto le
danze e adesso sul palco salgono anche la Enduro e la SMC 690, che
rimpiazzano in gamma le vecchie LC4 640 ormai giunte all'età
della pensione. Ma più che di un rimpiazzo qui si tratta
di una piccola rivoluzione. Il salto generazionale, sia per
quanto riguarda il motore, sia per la ciclistica è infatti
netto. MOTORE CONFERMATO Inutile star qui a raccontarvi ancora delle raffinatezze tecniche di questo mono che, di fatto, da quando è arrivato ha fatto venire i capelli bianchi a tutta la concorrenza; meglio concentrarsi sulle modifiche che sono state apportate per adattarlo al diverso utilizzo che Enduro e SMC hanno rispetto alla SM 690. TRE MAPPE Alla fine le uniche differenze riguardano l'utilizzo di un albero a camme con differenti profili e lo scarico diverso (che passa un po' troppo vicino alla caviglia del pilota...) che ha imposto una differente mappatura. A tale proposito, la novità più interessante è l'arrivo della mappatura multipla, che rende queste moto ancora più versatili. In pratica, tramite uno switch piazzato sotto la sella l'utente può scegliere tre mappe che di fatto modificano il comportamento della moto. La posizione 3 è quella standard, la posizione 2 è quella definita “sport”, con una risposta al gas più aggressiva; la posizione 1 è quella “soft”, che fa calare la potenza di circa il 30 % ammorbidendo notevolmente la curva di erogazione e la risposta al gas. Magia del sistema Ride by Wire che la KTM utilizza con successo già dalla SM 690. POTENZA SUPER Le differenti caratteristiche del motore fanno sì che le due off road abbiano perso un cavallo e un Nm di coppia rispetto alla SM, ma credo francamente che 63 cv a 7.500 giri per una enduro, anche se stradale, siano abbastanza... (la 690 è l'enduro mono più potente in circolazione). La 690 enduro dunque, si può considerare l’erede della GS 600 che 20 anni fa diede il via alla stirpe delle grosse "off" a quattro tempi, ed è anche la discendente diretta della spettacolare 690 Baja che vi avevamo mostrato qualche tempo fa, da cui riprende la forte vocazione per gli sterrati di ogni tipo. ENDURO ALL ROUNDER In KTM la definiscono una enduro all-rounder (rientrano in quest'ottica anche i pneumatici di primo equipaggiamento Metzeler Enduro 3, buoni un po' per tutto) per distinguerla dalle moto specialistiche pronto gara. E in effetti è proprio così, la nuova 690 non perde un briciolo del DNA fuoristradistico di KTM ma si propone anche per un utilizzo più urbano e persino turistico quando è equipaggiata con il kit borse. In pratica è una moto che si può utilizzare tutti i giorni per andare al lavoro e poi imbarcarla su un traghetto così com'è per farci una vacanza in Africa. TRALICCIO Il telaio è ancora un traliccio (pesa solo 8 kg) ma per cercare la massima snellezza possibile nella zona di “lavoro” del pilota il suo andamento è totalmente differente da quello già visto sulla SM e sulla Duke, così come sono differenti il forcellone (in alluminio e praticamente identico a quello delle enduro professionali KTM) e la disposizione del serbatoio che, come per la Baja, si piazza sotto la sella nella zona posteriore (il bocchettone e proprio dietro la sella) per lasciare spazio al grosso airbox piazzato sopra il motore. SERBATOIO DIETRO I suoi 12 litri promettono sgroppate per oltre 200 km prima di fare benzina ed in futuro ne arriverà anche uno maggiorato da 18 litri per accontentare chi userà questa moto per dei veri e propri raid. Questo serbatoio è un piccolo gioiello di ingegneria, oltre ad integrare il parafango è autoportante e non necessita quindi di alcun telaietto di sostegno, il che contribuisce non poco a far scendere il peso, che per la Enduro si ferma a 138 kg in ordine di marcia senza carburante, più di una moto specialistica ma un record per una enduro stradale. SOSPENSIONI GRIFFATE Ovviamente firmate WP le sospensioni, completamente regolabili (il mono è azionato daun leveraggio progressivo e la forcella è da 48 mm) e capaci di offrire 250 mm di corsa. Non può mancare la ruota da 21, mentre i dischi (Brembo) sono da 300 mm all’avantreno (di tipo wawe) e da 240 al retrotreno. ANCHE MOTARD Parente strettissima della Enduro è ovviamente la SMC 690, degna discendente della prima Supermoto creata da KTM. Secondo KTM la SMC si pone a metà tra la SM 690 (offrendo una posizione di guida più sportiva) e la SMR 450, rispetto alla quale ha una maggiore vocazione all’utilizzo quotidiano. Ovviamente condivide tutta la base tecnica con la 690 Enduro ma è stata riadattata per l’utilizzo motard. Scontato quindi l’arrivo di ruote da 17” con cerchi a canale largo e pneumatici sportivi (Pirelli Supercorsa), piastre forcella con differente offset e di un disco anteriore da 320 mm morso da una aggressiva pinza radiale Brembo a quattro pastiglie. GAMBE LUNGHE Curiosamente la SMC ha sospensioni con corsa più lunga di quelle delle enduro (275 mm), ma il motivo è presto detto. Con queste sospensioni l'altezza della sella della Enduro sarebbe stata proibitiva. Il peso sale di un kg toccando quota 139. Entrambe le moto saranno disponibili a inizio marzo. 8.550 gli Euro richiesti per la Enduro, 100 € in più per la SMC.
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