|
Viste&Provate Notizie correlate In questo servizio
CRESCITA COSTANTE Nonostante la concorrenza giochi in pressing, quelli della Honda non ne vogliono proprio sapere di lasciare il ruolo di best-seller tra gli scooter a ruote alte. Lungi dal dormire sugli allori, il campione di vendite SH si accinge dunque a rifare la punta alla gamma. A renderla più competitiva che mai arriva una nuova versione di cilindrata quasi doppia rispetto a quella top dell’attuale listino. E’ questa l’ultima tappa di una crescita costante nella storia del modello, nato 50 e via via diventato 100, 125, 150 e, adesso, con quest’ultima evoluzione, 300. NIENTE STRAVAGANZE La parola evoluzione non è utilizzata a caso. Questo 300 è una vera novità, di quelle con la N maiuscola, ma fa tesoro di tutti quegli elementi che hanno fatto negli anni la fortuna della stirpe degli SH. D’altro canto, basta uno sguardo per capire che c’è un forte legame di sangue con i fratelli di minor cilindrata. I designer si sono risparmiati ancora una volta stravaganze e soluzioni ad effetto, quelle che magari catturano inizialmente l’attenzione ma dopo un po’ rischiano di stufare. PANCIA IN DENTRO Assieme alla cilindrata, l’SH300i vede aumentare leggermente anche le dimensioni, con lunghezza, larghezza e altezza che sono nell’ordine di 2.100, 730 e 1.220 mm. In ogni caso, la carrozzeria, neanche tenesse pancia in dentro e petto in fuori, riesce a mantenere l’aspetto elegante e filante di sempre. Lo scudo, in particolare, ha un disegno molto asciutto e pulito, mentre in coda l’alternanza di linee curve e tese dà slancio all’insieme. Sulla stessa lunghezza d’onda è anche il manubrio, che ha una carenatura non troppo in carne, con un accenno di gobba nella parte superiore. Alle sue spalle trova posto una strumentazione di stampo classico, con al centro il tachimetro, affiancato dall’indicatore del livello della benzina e dal termometro dell’acqua e integrato da un piccolo display che fa da orologio e contachilometri con doppio parziale. VA GIU’ PIATTO A dare un’idea di snellezza (che trova conforto nei 162 kg dichiarati a secco) contribuisce molto anche la pedana centrale piatta, che fa da denominatore comune a tutta la gamma SH. Si tratta di una soluzione poco diffusa tra gli scooter di questa cilindrata, che facilita i movimenti e permette all’occorrenza di dedicarsi ai trasporti eccezionali, aiutandosi magari con il tipico gancio cui affidare i manici della borsa. Alla fine l’SH300i sembra quasi più pronto a gestire la straordinaria amministrazione che non quella ordinaria. Il vano sottosella è infatti un po’ piccino, capace di contenere il casco demi-jet dedicato e poco più (per gli altri modelli non resta che andare per tentativi). Per i piccoli oggetti si può utilizzare un piccolo vano a tenuta stagna ricavato nello scudo e dotato di presa 12V. Se però non ci si accontenta non resta che montare un bauletto sul portapacchi (tra gli optional ce n’è uno ad hoc, da 35 litri, che si monta facilmente, senza piastre e ha la stessa chiave dello scooter). MISTER Y La scelta di non rinunciare la pedana piatta ha imposto agli ingegneri di fare gli straordinari per realizzare un telaio smilzo ma comunque rigido, all’altezza delle prestazioni di uno scooter di media cilindrata. Il risultato è ottenuto grazie a uno schema a trave sdoppiata. Un grosso tubo parte dalla zona dello sterzo, per sdoppiarsi in prossimità della pedana, come in una Y rovesciata. La ciclistica ha dimensioni compatte, con la Honda che gonfia il petto fiera, dichiarando l’interasse più contenuto della categoria, pari a 1.420 mm. A questo risultato contribuiscono una forcella telescopica da 35 mm fissata a un cannotto di sterzo da 27°30’ e un inedito forcellone, con leveraggio flottante, che sollecita due ammortizzatori regolabili nel precarico su cinque posizioni. SI FERMI CHI PUO’ Le ruote sono in alluminio da 16" e calzano pneumatici 110/70 davanti e 130/70 dietro. A frenarle provvede un impianto con due dischi da 256 mm che lavora secondo il tradizionale sistema integrale CBS. La leva di destra comanda quindi due dei tre pistoncini della pinza anteriore, quella di sinistra aziona invece la pinza posteriore e un pistoncino di quella anteriore. A completare il quadro si può ordinare anche l’ABS, molto utile specie in città per evitare pericolosi bloccaggi sui fondi più infidi. QUATTRO VALVOLE Se la carrozzeria è nuova di zecca, il motore non è da meno, tanto da essere il primo monocilindrico a quattro valvole mai adottato da Honda su uno scooter. I suoi fiori all’occhiello sono molti, dal carter che tiene parte dell’olio separata nel basamento come sulle CRF da cross, fino all’iniezione elettronica PGM-FI, passando per il raffreddamento ad acqua. Grazie anche al lavoro certosino fatto per minimizzare gli attriti interni e le perdite di potenza, la curva di erogazione vanta picchi di tutto rispetto: 27,2 cv a 8.250 giri e 26 Nm a 6.000 giri. Il tutto nel rispetto delle norme Euro 3 e con una sete di benzina che si annuncia piuttosto limitata, visto che con i 9 litri del serbatoio i vertici della Casa parlano di un’autonomia di 250 km. Calcolatrice alla mano fanno quasi 28 km/litro. Sul fronte trasmissione c’è invece un classico cambio a variatore continuo con frizione centrifuga. AL CALDUCCIO L’SH300i arriva in questi giorni nelle concessionarie, giusto in tempo per concedere una prova prima del cenone di Natale. Cinque i colori: grigio, nero, blu, verde e rosso scuro. Il prezzo è di 4.350 euro, pronti a diventare 4.450 nel caso si desideri anche il bauletto o 4.950 per un esemplare dotato di Abs e bauletto. Il conto potrebbe però aumentare qualora ci si lasciasse tentare dal menù degli altri accessori predisposti dalla Honda, come l’allarme (che integra l’immobilizer offerto di serie), il parabrezza con paramani (disponibile però solo da febbraio) e le manopole riscaldabili.
Commenti
|
|||||||||||||||