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COM'E' La più "facile" delle mille, mette i muscoli e mostra il grugno. Almeno questo traspare guardando immagini e scheda tecnica della CBR 1000 RR in edizione 2006. Rossa e nera (ma ci sono anche le colorazioni nera e grigia), come la primissima RCV 211 mostrata al pubblico, la nuova CBR si mostra in forma come non mai. Snella, asciutta con i muscoli tirati a lucido, un vestito molto più attillato (e decisamente più bello) ed una nuova faccia che mostra tutta la sua ritrovata aggressività. EVOLUZIONE ll progetto CBR non è stato certo rivoluzionato, ma le novità introdotte non sono di secondo piano, anzi . Non è certo un segreto che la RR era la più "pacifica" tra le mille supersportive (cosa che non le ha impedito di essere venduta in 5000 unità in Italia), il motore meno potente ed il peso oggettivamente superiore alle concorrenti le avevano sempre tolto le luci della ribalta in pista, moto molto efficace ma con un po’ meno grinta delle avversarie. Questo per il modello di serie, perché tra le mani del "mago" Ten Kate e del talento australiano Chris Vermeulen la CBR 1000 nel campionato Superbike ha letteralmente volato, fino a sfiorare il titolo mondiale. In ogni caso la moto stradale si è sempre fatta apprezzare per la sua facilità di guida in tutte le situazioni. RICETTA VINCENTE Ora però Honda ci ha messo anche del pepe, la ricetta applicata alla CBR 1000 RR è quella di sempre: più grinta (dichiarati ancora 172 cv a 11.250 giri ma con una erogazione più consistente a tutti i regimi), meno peso (176 kg a secco, grazie ad un maggiore utilizzo del magnesio e un radiatore alleggerito) e una carenatura più aggressiva (con più feritoie per lo smaltimento del calore) e aderente aumentano di parecchio l’aggressività della CBR. MOTORE PIÙ SPINTO E PULITO Numerosi gli interventi sul motore, che ora può vantare condotti più grandi di aspirazione e scarico e alberi a camme più leggeri (- 450 grammi). Nuove camere di combustione hanno innalzato il rapporto di compressione da 11,9:1 a 12,2:1 e sono nuove anche le molle delle valvole di aspirazione che hanno consentito di aumentare il regime massimo di rotazione da 11.650 a 12.200 giri. Tutto da un motore ancora più pulito visto che è già omologato Euro 3.
RAPPORTI CORTI Per dare poi maggior brillantezza al tutto, Honda ha deciso di accorciare leggermente il rapporto di trasmissione finale montando una corona con due denti in più. Una pratica che spesso chi compra Honda fa da sé, visto che le moto di Tokyo sono sempre state notoriamente lunghe di rapporti. Tra maggiore potenza e rapporti accorciati la CBR si presenta quindi più rabbiosa. PIÙ CORTA E AGILE Radicali gli interventi sulla ciclistica, evidentemente in Honda non vogliono più sentirsi dire che la CBR è la moto più rotonda, più facile, più intuitiva, (tutte cose positive, per carità) ma anche quella meno incisiva in pista (sempre tra le versioni di serie, ovviamente). Non è certo un caso che sia cambiata radicalmente la geometria di sterzo: l’inclinazione del cannotto è stata "chiusa" fino ai 23 gradi e 30’ (da 23 gradi e 45’ della versione 2005), riducendo nel contempo anche l’avancorsa da 102 mm a 100 mm, in modo da enfatizzare le doti di agilità e maneggevolezza. INTERASSE COMPATTO Se Yamaha allunga, Honda accorcia il suo forcellone di 5 mm (da 599 a 584) il risultato è anche un interasse più compatto: 1400 mm (era 1410 mm). La ricerca di maggiore reattività ha toccato tutti i comparti della ciclistica, anche i dischi dei freni anteriori che pur essendo più grandi (320 mm) sono più sottili di mezzzo millimetro e pesano 300 grammi in meno. E già che c’erano hanno messo a dieta anche lo scarico lo scarico in acciaio inossidabile e titanio "4-in-2-in-1". Sono stati risparmiati oltre 600g dai condotti, 480 g dalla valvola di scarico servoassistita ed ulteriori 380g dal terminale. NUOVA GRINTA Dunque, visto che le fredde cifre non mentono mai, si può facilmente dire che al di la del face lift la millona Honda si presenta cambiata nel carattere, accreditandosi ora senza alcun dubbio a livello della migliore concorrenza. Per capire se sarà veramente così siamo volati in Qatar per provarla in pista.
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