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COM’È Mentre torno a casa dall’ufficio con una Honda VFR, mi fa un po’ impressione pensare che lo scooter che ho guidato fino a 10 minuti prima ha un motore più grosso di quello che sto cavalcando adesso. Ma, in effetti, è così, il mondo cambia, si evolve. L’uomo non è un tipo che si accontenta facilmente, vuole avere sempre il massimo il meglio, di più. Che si tratti del telefonino più tecnologico o dell’auto più lussuosa non fa differenza. Anche tra gli scooter (veicolo utilitario per definizione) funziona esattamente allo stesso modo. Non si spiegherebbero altrimenti le tonnellate di Tmax venduti. L’ALTERNATIVA ITALIANA Oggi però il best seller Yamaha troverà pane per i suoi denti, dove non sono riusciti Honda e Suzuki potrebbe riuscire il gruppo Piaggio con il GP 800. Il nuovo "mooter" Gilera (permettetemi di chiamarlo così) segue infatti pedissequamente la strada tracciata dal maxi Yamaha che vuole offrire comodità da automatico ma sensazioni di guida e prestazioni da moto, aggiungendo ovviamente tutti quegli ingredienti pepati che per certa clientela sono irresistibili. RECORD Il GP800 è, infatti, per ora, l’automatico dei record. Nessuno aveva osato tanto su uno scooter, motore fisso nel telaio, bicilindrico a V di 90° da 839 cc (una volta tanto la sigla regala qualche cc alla cilindrata reale), 75 cv, 200 orari di velocità massima effettiva, trasmissione CVT con effetto freno motore. Numeri da moto vera che a Pontedera hanno farcito con una ciclistica adeguata. INCATENATO Rispetto al prototipo visto al salone cambia poco ma quel poco che cambia non è di secondaria importanza. La trasmissione finale passa, infatti, dalla cinghia alla catena, una scelta, parole del progettista, fatta per enfatizzare ancora di più l’anima motociclistica del GP800. Anche il cupolino è differente, ora è regolabile elettricamente in altezza (e inclinazione) così che ogni pilota possa trovare la protezione ideale. La ciclistica, dicevamo: consci delle prestazioni del mezzo gli ingegneri Piaggio non sono andati troppo per il sottile. Il GP 800 ha un’ossatura d’acciaio estremamente rigida con un vantaggio rispetto al Tmax: la trasmissione è integrata nel motore così il forcellone è un vero forcellone motociclistico con tutti i vantaggi che derivano dalla riduzione delle masse non sospese. DIETRO È UNA MOTO Così, il Gilerone vanta un ammortizzatore montato lateralmente in posizione orizzontale e regolabile su sette posizioni (anche se la regolazione non mi pare facilissima) azionato secondo lo schema cantilever che assicura una corsa di ben 133 mm. La forcella da 41 mm non è una vera forcella da moto, ma resta fedele allo schema scooteristico con una unica piastra però generosamente dimensionata e a tre bulloni, una scelta questa insolita per un mezzo prestante come il GP 800. Quasi da moto sono anche le ruote, la 16" anteriore (cerchio a razze cave gommato 120/70) è una misura che sta tornando in auge grazie nientemeno che alla MotoGP, mentre dietro il cerchio è da 15" con tradizionale gommatura 160/60. FRENI SUPER Ma dove in Gilera non si sono proprio risparmiati è nell’impianto frenante (entrambe le leve sono regolabili nella distanza), i due dischi anteriori sono addirittura da 300 mm frenati con pinze a doppio pistoncino, e anche il posteriore è da 280 mm. Tanto acciaio, per fermare un mezzo certo non leggero (245 kg a secco dichiarati) e capace di correre davvero forte. E capace di correre anche per tanto tempo perché il serbatoio non scherza: 18,5 litri di benzina dovranno assicurare un'autonomia a prova di viaggio perché, ovviamente, al di la dell’impostazione sportiveggiante, questo GP 800 sarà anche una valida alternativa alle moto da turismo. Tutto per 9.200 €, un prezzo che, visto quanto costa la concorrenza diretta, potrà rendere questo Gilera un mezzo sicuramente appetibile per chi non rinuncia ad avere il massimo.
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