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COM'È Ammettiamolo, la curiosità attorno a questa moto era davvero
elevata. Di lei si è scritto molto, e anche quando BMW ha deciso di
presentarla ufficialmente durante la tappa monzese del mondiale SBK, la
curiosità non ha fatto altro che aumentare. Curiosità, più che altro, per
tutta quell'elettronica che veglia sul pilota aiutandolo, secondo BMW, non solo
ad essere più sicuro ma soprattutto ad andare più veloce. Sarebbe stata
quindi in grado la S 1000 RR di essere all'altezza delle concorrenti più
accreditate? SI PARTE DA ZERO Fare una sportiva 4 cilindri da zero non è compito facile nemmeno per una Casa come BMW, che quanto a tecnologia applicata al settore automotive non è certo seconda a nessuno. Insomma, i numeri la S 1000 RR li ha tutti, e sono numeri "tosti". E adesso è giunto il momento di verificare se i numeri della tecnica si tradurranno in altri numeri, quelli del cronometro che, giudice insindacabile, scandisce il tempo sul giro. OBBIETTIVO 10% L'unico problema per la S 1000 RR è che arriva forse un pelo tardi, in un momento in cui il mercato delle maxi sportive sta un po' arrancando. Tuttavia, questa è anche un'operazione di immagine per la Casa tedesca. In BMW credono moltissimo in questo prodotto, una moto, come affermano gli stessi manager bavaresi, destinata soprattutto ad un pubblico "esterno" al marchio che magari fino ad oggi ha cavalcato supersportive jap o italiane. I programmi sono ambiziosi, sia per quel che riguarda le gare (quest’anno stiamo facendo esperienza, l’anno prossimo saremo competitivi), sia per quel che riguarda le vendite, visto che a Monaco contano di raggiungere presto una quota di mercato del 10%. NORMALE MA SPECIALE Per farlo i tecnici bavaresi hanno messo al mondo una moto davvero evoluta, dando fondo a tutto il loro know how e a tutta l’esperienza motoristica di cui dispone un colosso (anche automobilistico che corre in F1) come BMW. Però non aspettatevi qualcosa di straordinariamente originale o fuori degli schemi. Se guardiamo al layout meccanico e ciclistico la S1000RR è alla fine una moto piuttosto tradizionale (quattro cilindri in linea, telaio a doppio trave perimetrale, forcellone scatolato) perché il Ride by Wire integrale (nessun collegamento tra manopola e farfalle da ben 48 mm) e i cornetti ad altezza variabile (entrambi presenti) hanno già fatto il loro debutto su altri modelli di grande serie. TRIPLA VALVOLA Ciò non toglie che sia un motore molto sofisticato. Le valvole (in titanio da ben 33,5 mm per l’aspirazione) si muovono per mezzo di corti bilancieri a dito per ridurre al massimo le inerzie, ci sono due iniettori per cilindro, la frizione antisaltellamento e addirittura tre valvole parzializzatrici allo scarico (una prima del silenziatore e due tra i collettori affinché possano essere messi in comunicazione tra loro ) per ottimizzare l’erogazione della coppia. SUPER PISTONI Un motore tra l’altro esageratamente superquadro, che conquista il record di alesaggio per i quattro cilindri 1.000, con pistoni da ben 80 mm che corrono su e giù per una corsa di soli 49,7 mm. Considerate le misure, è facile capire che il regime di rotazione raggiungibile sarà elevatissimo, infatti, la zona rossa è a 14.000 giri, il limitatore a 14.200 giri. La potenza massima raggiunge il record di categoria, con 193 cavalli a 13.000 giri. La coppia massima (112 Nm) invece arriva 9.750 giri. Numeri spaventosi davvero, soprattutto quello della potenza, che, una volta unito al peso di 183 kg a secco (204 in ordine di marcia con il pieno di benzina) fanno della S 1000 RR la moto sportiva dal miglior rapporto peso potenza sul mercato. LE SUE MISURE Anche la ciclistica appare piuttosto razionale, telaio perimetrale (perché verniciato in nero?) in alluminio accoppiato a un lungo forcellone che ottimizza la trazione, cerchi fusi in conchiglia, pinze radiali Brembo (non monoblocco) e sospensioni pluriregolabili (però la forcella ha steli da 46 mm). Le misure vedono 1.432 mm di interasse, 23°9’ di inclinazione cannotto e 95,9 mm di avancorsa. La BMW in questo campo, quindi, non stupisce, siamo piuttosto sul canonico. GESTIONE DINAMICA UNICA Dove però questa moto è attualmente irraggiungibile è nella gestione dinamica e nella incredibile quantità (e dopo averla provata aggiungo qualità) dei controlli elettronici che, volendo, possono assistere il pilota a sfruttarla fino all’ultimo cavallo. La S 1000 RR è infatti la prima moto supersportiva al mondo a poter montare contemporaneamente il controllo di trazione DTC (Dynamic Traction Control, un optional che si paga 1200 €) e un innovativo Race ABS (leggerissimo e compatissimo pesa solo 2,5 kg), entrambi studiati specificamente per un utilizzo supersportivo. Le loro soglie di intervento sono programmabili comodamente dal pilota premendo il tasto mode sul semimanubrio destro (ad ogni pressione si cambia modalità) e confermando la scelta semplicemente tirando a fondo la frizione. LEGGE ANCHE LE PIEGHE Il DTC, in particolare, è davvero molto sofisticato, ha più sensori che non solo rilevano la differente velocità tra anteriore e posteriore, ma anche l’inclinazione della moto per poter quindi capire come e quanto "tagliare" l'erogazione in relazione all'angolo di piega. 4 MAPPATURE Le modalità di funzionamento previste sono 4, e viariano in relazione al tipo di giuda, al tipo di fondo e anche al tipo di pneumatici adottati. La modalità RAIN è quella in cui ovviamente i controlli stanno più all'erta. Il motore ha circa 150 cv sono attivi Abs e DTC a livelli alti. La modalità SPORT è quella stradale, ci sono tutti i 193 cv ma la risposta al gas è più dolce. Attivi DTC e ABS a livelli intermedi. La modalità RACE innalza ancora la soglia di intervento dei controlli e ha una riposta al gas praticamente diretta. SLICK PER CORRERE E poi, e qui sta la novità, c'è la modalità SLICK consigliata da BMW solo per l'utilizzo in pista con pneumatici in mescola e utilizzo in circuito. Questa è la configurazione più interessante perché disattiva il controllo dell'impennata, ha un controllo di trazione a livello altissimo e un ABS che consente di frenare fino a 1,3 G prima che il sistema inizi a lavorare. Inoltre l'ABS non funziona sulla ruota posteriore consentendo quindi al pilota perfino di entrare in spazzolata. Volendo, entrambi i sistemi di controllo possono essere disattivati comodamente dal manubrio. Disponibile anche, ovviamente, il cambio elettronico che già abbiamo visto su HP2 e K1300 (altro optional a 350 €). UNA MOTO, DUE FACCE La S 1000 RR è nuova anche dal punto di vista del
design. Onestamente, quando ho visto la prima foto (peraltro bruttina) ero
rimasto piuttosto male. Però vedendola dal vivo devo ammettere che lo staff
di David Robb ha fatto un buon lavoro ed è stato capace di mantenere
un’originalità stilistica non comune. Elemento di distinzione della S 1000 RR
è l'asimmetricità (tipica di molte BMW), non solo del frontale (un faro
tondo l’altro poligonale) ma anche delle fiancate. Il lato sinistro della
BMW (dove si trova un grande sfogo per l’aria) è molto differente dal lato
destro dove la S1000RR prende spunto dalle branchie dello squalo. Non manca
nemmeno un corto terminale molto ben riuscito e compatto grazie all'utilizzo
dell'ormai usatissima precamera. Quello che non mi piace sono invece alcune finiture, alcune verniciature (telaio e telaietto) e qualche componente in plastica opaca, peraltro facilmente rimpiazzabile da componenti in carbonio già disponibili nel catalogo optional BMW. PREZZO DA JAP E adesso rispondiamo anche all’ultima domanda: quanto costa? Poco, soprattutto se si pensa che è una BMW i 15.850 € indicativi annunciati per la versione standard sono una cifra che è addirittura inferiore a qualche giapponese. Quotazione, quindi, assolutamente allineata a quanto offre il mercato. Ma ovviamente destinata a salire se si montano ABS e DTC… ma tant’è, secondo voi si può farne a meno? Le 200 moto già ordinate in BMW Italia sono tutte equipaggiate con i controlli... SOTTO LA LENTE GUARDALA NELLE IMMAGINI FOTMATO GIGANTE
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