|
Viste&Provate Notizie correlate In questo servizio
COM’È La moda conta, certo. Ma un modello non può rimanere sulla breccia
per 30 anni solo per moda. La verità è che la GS non ha solo creato un
segmento, quello delle maxi enduro, ma (a parte rare eccezioni sempre
provenienti dalla Mitteleuropa…) in tutti questi anni ha saputo interpretarlo
meglio di qualunque altra moto arrivata (dopo di lei) sul mercato. Lo ha
fatto perché BMW è stata brava ad aggiornare il concetto originale senza mai
snaturarlo, restando sempre fedele a quella sigla "Gelande Strasse", che fin
dalla prima G/S era sinonimo di una moto capace di affrontare qualsiasi
strada, l’asfalto come la pista sterrata (ricordiamo che la GS vinse anche
la Parigi Dakar), adattandosi a qualsiasi uso come un camaleonte.
LEADER Questo, non la moda, l’ha resa una moto apprezzata in tutto
il mondo, una moto prodotta fino ad oggi in 520.000 esemplari, una moto
leader del segmento praticamente in ogni mercato mondiale, talmente famosa da
diventare quasi un brand a sé stante. La moda, è arrivata dopo. NUOVO MOTORE Intanto, partendo da una base solida la GS continua ad
evolversi. Per i 30 anni arriva l’ennesimo nuovo motore, ultimo
capitolo (per ora) del Boxer, il motore che senza dubbio meglio rappresenta
l’anima di BMW. PIÙ CAVALLI BMW tuttavia non voleva rompere l’equilibrio che caratterizza la GS per cui non ha, giustamente, esagerato. L’incremento prestazionale è limitato a 5 cv (da 105 a 110 ottenuti a 7750 giri) e 5 Nm (da 115 a 120 Nm ottenuti però a un regime più basso, 6000 giri). Inoltre è aumentato il regime massimo di rotazione con il limitatore che si sposta da 8.000 a 8.500 giri. Valori raggiunti proprio grazie all’adozione del nuovo motore bialbero che, ricordiamolo, ha la particolarità di montare gli alberi a camme longitudinalmente così che ogni albero a camme aziona sia la valvola di aspirazione sia una di scarico. DUE CANDELE Il motore ha anche ricevuto alcune modifiche per adattarlo al nuovo utilizzo: rispetto alla HP2 (che ricordo è accreditata di 130 cv) il boxer della GS adotta corpi farfallati più piccoli ma raddoppia le candele (c’è la doppia accensione) questo anche per rendere possibile l’utilizzo delle benzine a basso numero di ottano (la HP2 sport beve esclusivamente Benzina a 98 ottani, qui si può scendere fino a 91) che si possono trovare durante i viaggi nei paesi in via di sviluppo. Per la prima volta su una GS arriva anche la valvola parzializzatrice allo scarico. Anche la trasmissione è stata rivista con l’inserimento di un nuovo parastrappi nel cardano che ha lo scopo di ridurre i giochi di trasmissione e ammorbidire le cambiate. AGGIORNAMENTI Le altre novità sono di dettaglio, cambia la grafica della strumentazione, l’indicatore del livello benzina è più preciso e ci sono nuovi pomelli per la regolazione del parabrezza, dettagli, dunque che non modificano di una virgola l’impatto estetico generale della moto francamente indistinguibile dalla versione precedente. Curioso infine constatare che la GS resta fedele ai "vecchi" blocchetti elettrici e non utilizza quelli nuovi e più compatti già utilizzati sulla serie K e sulla nuova RT. ANCHE ADVENTURE Inutile dire che le evoluzioni introdotte sul model year 2010 riguardano anche la Adventure sorella "hard" della GS con sospensioni lunghe e serbatoio-cisterna in vendita a 15.800 € mentre la standard è in vendita a 14.550 €, prezzi entrambi chiavi in mano e comprensivi di primo tagliando.
Commenti
|
|||||||||||||||