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COM’È Diciamo che non tutto era partito con il piede giusto. La
disavventura di qualche settimana fa al Mugello ci aveva lasciato con
l’amaro in bocca per non aver provato la RSV4 R in un circuito fantastico. Un
circuito che tra l’altro è un po’ casa sua perché è da sempre al Mugello (o
meglio, ormai sarebbe meglio dire, anche al Mugello) che le moto di Noale
vengono sviluppate. Poco male, Aprilia ha avuto la reattività di un cobra,
ha chiuso in fretta il capitolo Mugello e ha trovato in poco tempo un circuito
altrettanto eccellente e, per chiudere il cerchio, con un clima anche più caldo.
Dal Mugello all’Estoril, quindi, dove la RSV4 R può finalmente dimostrare
quel che vale.
STANDARD MA NON TROPPO La R, è ormai noto, è la versione "standard" della RSV4, quella che nelle intenzioni di Aprilia deve fare i numeri (le previsioni di vendita parlano di oltre 2000 unità in Europa di cui il 30% in Italia) e che finirà in mano agli appassionati che non vanno solo a fare le gare, ma la moto la utilizzano sia su strada sia in pista per farci qualche turno. Per questo il prezzo scende dai 20.000 ai 16.000 € franco concessionario, sacrificando qualche preziosismo. Non mi piace però parlare di rinunce, perché se parliamo di guida per la R grandi rinunce non ce ne sono, come del resto hanno sempre dimostrato anche le vecchie RSV, tremendamente efficaci anche nelle loro versioni standard. V4 UNICO Tanto per cominciare il motore V4 di 65° (tutt’ora unico nel panorama motociclistico sportivo), resta praticamente invariato, sia nella potenza massima (180 cv a 12500 giri) sia nel layout generale (cambio estraibile, doppi iniettori corpi farfallati da 48 mm, Ride by Wire integrale trimappa, frizione antisaltellamento). Alla fine all’appello mancano solo i cornetti ad altezza variabile che restano appannaggio della sola Factory. CICLISTICA D’ECCELLENZA La ciclistica conferma il telaio (che però non consente più di variare la posizione del motore) e il forcellone, strutture splendide non solo tecnicamente ma anche appaganti da vedere, con finiture superficiali che fanno davvero la differenza rispetto alle concorrenti. Di nuovo ci sono le sospensioni, Showa per la forcella da 43 mm pluriregolabile e Sachs per il monoammortizzatore, anch’esso regolabile in ogni direzione. + 5 KG I cerchi sono fusi e non forgiati, e sono i principali indiziati (oltre a qualche particolare in carbonio abbandonato in favore della plastica) dell’aumento di peso che passa da 179 a 184 kg a secco. EQUILIBRIO, QUESTO CONOSCIUTO Quello che preme più di tutto ai tecnici e ai collaudatori Aprilia è comunque sottolineare che queste semplificazioni poco o nulla hanno tolto alle prestazioni della moto. Perché nella definizione della R ogni elemento sarebbe stato curato per offrire il miglior bilanciamento possibile. Pare che alla fine tra la "R" e la Factory le differenze nei tempi sul giro si risolvano in pochi decimi al Mugello, il che significherebbe avere per le mani un oggetto tremendamente efficace. Conoscendoli, e conoscendo le moto che hanno fatto in passato c’è davvero da credergli e per averne la conferma non resta che saltare sulla moto. FINITURE SUPER Quello che è certo, invece, è che pur con un aspetto leggermente semplificato rispetto alla Factory (meno carbonio e più plastica) la RSV4 R mostra comunque un livello di finiture e di attenzione al dettaglio davvero elevati. Basta guardare particolari come la piastra di sterzo, o le pedane, o la già citata finitura spazzolata e anodizzata di telaio e forcellone, per capire come questa moto sia curata. Una cura che non tutte le concorrenti, specialmente qualche europea dell’ultima ora, sono in grado di offrire. Senza dubbio questo è un punto a favore della superbike di Noale, che a un prezzo ormai praticamente allineato a quelli della concorrenza più accreditata offre non solo prestazioni e tecnologia, ma anche un look unico e quel qualcosa in più che soddisfa l’amante dei bei particolari tecnici. E che soddisfa soprattutto chi spende 16.000 € per una moto.
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